ETERNIT, PORCHIETTO E CAVALLERA: UNA SENTENZA CHE SERVA DA MONITO
“La sentenza che è stata emessa oggi dal Tribunale di Torino confidiamo servirà da monito affinché episodi come quello dell’Eternit non si verifichino più. Certamente in questo caso ci aspettavamo che venissero accordati i vent’anni di carcere così come chiesto dalla Procura, accogliamo però positivamente una condanna arrivata in tempi brevi se si considera la durata del processo e comunque che pone la parola fine ad un triste e drammatico capitolo per la storia del lavoro in Piemonte”. Questo il commento dell’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Claudia Porchietto, e del vicepresidente della Regione, Ugo Cavallera, dopo la pronuncia della sentenza su Eternit.
“Questa sentenza, dopo quella della Thyssenkrupp costituisce un punto fermo contro chi non si assume l’onere di tutelare la salute dei lavoratori – spiegano gli esponenti della Giunta Cota –. In Piemonte per fortuna abbiamo un tessuto imprenditoriale sano il quale è da sempre molto attento alla sicurezza sul lavoro. Certamente è importante però che la giustizia sia ferma a condannare le pratiche dolose e colpose: e su questo un plauso va all’operato del pool di Guariniello”.
“Ora si apre la questione dell’utilizzo dei fondi che la Regione ha ricevuto a titolo di risarcimento – aggiungono Porchietto e Cavallera –. Siamo certi che in Giunta non mancherà la capacità di fare sintesi sull’argomento coniugando le molteplici esigenze, quelle del territorio drammaticamente toccato dagli effetti dell’Eternit e quelli più generali”.
“Durante la mattinata – conclude Porchietto – una rappresentanza delle madri delle vittime sul lavoro mi ha chiesto tramite l’associazione Sicurezza & Lavoro di poter organizzare un incontro a Roma con il ministro di Grazia e Giustizia per poter discutere delle future norme sulla sicurezza sul lavoro. Ho già attivato i miei uffici per organizzare il confronto, ritengo che questo sia il momento adatto per approfondire il tema”.
REGIONE PIEMONTE E FAMIGLIARI DELLE VITTIME THYSSEN: IL RISARCIMENTO SARA’ DEVOLUTO IN UN FONDO PER BORSE DI STUDIO
“Il risarcimento alla Regione Piemonte per la tragedia Thyssen sarà devoluto al Fondo Vittime per Infortuni con una destinazione specifica: erogare borse di studio per i figli delle vittime di incidenti occorsi sul luogo di lavoro”. Ad annunciarlo il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, e gli assessori al Lavoro, Claudia Porchietto, al Legale, Ugo Cavallera e alla Sanità, Paolo Monferino a seguito di un incontro privato organizzato questa mattina con i famigliari delle vittime della Thyssenkrupp.
“Abbiamo voluto avviare un percorso condiviso con le famiglie coinvolte nell’incidente della Thyssen – ha spiegato Roberto Cota – in modo che venisse lasciato un segno concreto e tangibile nella società piemontese. Spesso in questi casi ci si perde in tante parole; una borsa di studio per i figli delle vittime di incidenti e infortuni sul lavoro invece è una testimonianza fattiva dell’impegno degli enti pubblici nei confronti delle famiglie coinvolte in questi incidenti”.
L’erogazione di una borsa di studio annuale per i figli delle vittime – concludono Porchietto, Cavallera e Monferino – non solo permetterà di non dimenticare un evento che ha profondamente segnato il Piemonte ma offrirà un aiuto concreto a chi deve convivere tutti i giorni con gli effetti delle tragedie lavorative. È necessario che la memoria dei morti della Thyssenkrupp non vada persa per continuare a tenere alta l’attenzione sugli incidenti del lavoro ed evitare nuovi fatti di cronaca come quelli recentemente accaduti in Provincia di Torino. Abbiamo proprio per tale ragione preso l’impegno, come abbiamo già fatto in questi primi due anni di governo, a continuare ad organizzare il Convegno di Commemorazione dell’incidente Thyssen rendendolo un evento di richiamo nazionale”.
GRUPPO RDB, PORCHIETTO E CAVALLERA: A BREVE IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO RICONVOCHERA’ UN TAVOLO MINISTERIALE
“Il Ministero dello Sviluppo Economico incontrerà nei prossimi giorni i rappresentanti della RDB e delle banche interessate per un esame generale della situazione. Seguirà la riconvocazione di un tavolo ministeriale da parte del Mise per discutere assieme alle parti interessate le questioni relative al Piano Industriale ed alle prospettive della RDB”. Ad annunciarlo l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Claudia Porchietto, e il vice presidente della Regione Piemonte, Ugo Cavallera, a seguito della decisione dei vertici del Gruppo, che nella relazione sulla situazione patrimoniale deliberata il 29 agosto dal Consiglio di Amministrazione hanno annunciato la chiusura dei siti produttivi di Lomagna, Lomello, Villafranca, Occimiano, Osio e Bitetto e una ulteriore chiusura tra Montepulciano o Bellona.
“Il MiSE – spiegano i due esponenti della Giunta Cota – ha invitato l’Azienda a non intraprendere azioni unilaterali durante lo svolgimento delle suddette verifiche. Confidiamo quindi che ci sarà tempo per un sano confronto sul futuro del Gruppo RDB”.
“La Regione – concludono Porchietto e Cavallera – continuerà a monitorare passo a passo la situazione ed impegnarsi affinché si possa trovare una soluzione condivisa da tutti”.
COTA E PORCHIETTO: AL VIA SPORTELLO INFORMATIVO REGIONALE SULLA MEDIAZIONE CIVILE
“Da mercoledì sarà operativo il primo sportello informativo regionale sulla mediazione civile”. Ad annunciarlo il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota , e l’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Claudia Porchietto .
“Siamo sempre stati consapevoli – spiega il presidente Cota – del fatto che una giustizia civile veloce, una giustizia civile che dia quindi delle risposte ai cittadini in termini di efficienza del servizio, sia un patrimonio di tutti e anche un valore aggiunto per il nostro sistema produttivo: e la mediazione civile va proprio in questa direzione. Non a caso qualche giorno fa avevamo presentato una convenzione interforze agli operatori del settore, proprio finalizzata a mettere insieme tutte le risorse ed energie per raggiungere questo obiettivo. Essere la prima Regione su questo fronte è in linea con il fatto che il Piemonte è da sempre all’avanguardia in ambito giustiziario: basta guardare ai risultati che sono stati raggiunti dal Tribunale di Torino in termini di velocizzazione dei procedimenti e in termini di abbattimento della spesa. Quindi non volevamo trovarci impreparati di fronte a questa novità che è stata introdotta dal legislatore italiano e abbiamo pensato che fosse utile fare la nostra parte e creare in prospettiva uno sportello per la mediazione civile, creando strutture abilitate che attraverso le nostre sedi garantiscano una presenza capillare sul territorio. Penso che sia un valore aggiunto di questi tempi che questo tipo di servizio sarà praticamente a costo zero per la Regione e non peserà per nulla sui contribuenti piemontesi”.
“Lo sportello nasce dalla collaborazione con la Fondazione Aequitas – spiega Porchietto – che si è messa da subito a disposizione per fornire già da mercoledì un servizio informativo per i cittadini piemontesi sulla mediazione civile (orario: lun. 9,00/12,30; merc. 9,00/12,30 e 14,00/16,00; ven. 9,00/12,30 presso l’Urp regionale in Piazza Castello 165)”.
La mediazione, che diventa obbligatoria proprio da oggi per alcune materie civili, è l’attività svolta da un soggetto terzo, neutrale rispetto alle parti e che mai sarà chiamato a giudicarle in sede contenziosa (arbitrato o giudizio dinanzi all’autorità giudiziaria competente) finalizzata ad aiutare i litiganti a trovare un accordo al fine di porre termine al loro conflitto. “Alcuni dati – conclude Porchietto – possono contribuire a chiarire l’impatto deflativo della mediazione: in Italia esiste un arretrato della giustizia civile di circa 6 milioni di processi e con la mediazione obbligatoria si pensa di evitare che approdino ad una lite civile almeno 600.000 liti all’anno. Nel circondario del Tribunale di Torino si aspettano circa 2.000 mediazioni obbligatorie al mese, da assorbire da parte degli Organismi, con esclusione delle cause di competenza dei giudici di pace (dall’anno prossimo, con la prevista obbligatorietà della mediazione per gli incidenti stradali e per le liti condominiali, il numero è destinato ad aumentare in maniera consistente). Vorrei in ultimo ricordare anche la valenza sociale della mediazione che sicuramente riducendo i tempi d’attesa per la soluzione delle controversie, contribuisce ad evitare l’inasprirsi dei rapporti tra le parti che oggi spesso sfocia in atti di violenza” .
In occasione dell’entrata in vigore proprio il 21 marzo delle nuove norme sulla mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali (d.lgs. 28/2010), si provvede, su proposta dell’assessore Ugo Cavallera, alla costituzione dell’organismo regionale di mediazione, che svolgerà attività in favore dei cittadini e degli enti locali (essendo neutrale, non potrà però trattare casi in cui il contenzioso riguardi la Regione). I mediatori saranno scelti mediante un bando di reclutamento, e previa formazione sarà possibile utilizzare anche personale interno. Una commissione scientifica di professori universitari, magistrati ed esperti in materia incentiverà l’utilizzo dell’istituto.La Regione, in qualità di ente pubblico territoriale, considera strategico il ricorso agli strumenti di risoluzione anticipata delle controversie nell’interesse dei cittadini, con particolare riguardo all’efficienza e celerità del sistema giustizia ed allo sviluppo economico e sociale del territorio. In questo modo si dà anche attuazione al protocollo sulla giustizia del 7 febbraio scorso.
SERT, PORCHIETTO: STOP AD UNA CONTINUA CORSA AL RIALZO
“È ora di finirla nell’assurda e continua corsa al rialzo delle richieste da parte della impresa casellese Sert. Ad ogni riunione ufficiale in Regione da parte dell’imprenditore vengono messi in gioco nuovi elementi e nuove necessità, non documentate la volta precedente. Così facendo l’unica cosa che si rischia di dimostrare è che l’imprenditore vuole delocalizzare”. Così l’assessore regionale al Lavoro Porchietto e quello all’Urbanistica Cavallera commentano la riunione di ieri nel quale sono stati presentati dei documenti degli uffici tecnici dei Comuni di Caselle e Leinì che cercavano di spiegare come la Sert possa continuare la propria produzione nell’attuale sito evitando di delocalizzare.
“La Regione – continuano i due esponenti azzurri – con il suo intervento sia ben chiaro è riuscita a rimettere attorno al tavolo attori dalle posizioni inconciliabili: bisogna infatti ricordare che in questo momento i Comuni e la Regione sono parti citate in causa da Sert, il fatto di aver convinto tutti questi soggetti a mettersi al lavoro per evitare possibili delocalizzazioni dimostra che si è già compiuto un miracolo; anche perché fino ad ora si era parlato quasi esclusivamente per carte bollate”.
Le istanze, attuali fino al giorno di ieri perché volta modificate nel corso della riunione dall’ingegner Rastrelli, erano di tre tipi: difficoltà a trovare banche che concedessero crediti; incompatibilità del piano di zonizzazione acustica per la continuare la produzione; reali possibilità di compiere lavori sul capannone industriale interessato eventualmente dalla fascia di rispetto cimiteriale. Ebbene il 27 settembre grazie all’intermediazione dell’assessore Porchietto, in un incontro organizzato tra l’impresa e i vertici dell’Istituto Intesa-San Paolo si è evinta la disponibilità dell’istituto di credito di venire incontro alle esigenze dell’impresa. “Penso che questo – spiega Porchietto – debba essere riconosciuto dai sindacati come un vero e proprio miracolo visto che in precedenti riunioni pareva l’ostacolo più grosso per tenere aperta l’impresa”. Per quanto riguarda la questione acustica: in una riunione tecnica del 15 ottobre la Regione ha ottenuto che il Comune di Caselle mettesse mano alla revisione della zonizzazione acustica, valutando se c’erano i margini per un miglioramento e un’armonizzazione della stessa con le esigenze del Comune di Leinì. In ultima analisi il Comune di Leinì, nella persona del Sindaco ha chiarito che se verranno sanati i pendenti dell’impresa per un presunto abuso edilizio e per un mancato pagamento dell’Ici, il Comune è pronto a spostare la cubatura eventualmente non realizzabile nel lotto interessato dalla fascia di rispetto di 200 metri, sempre che venga provato che tale è per legge in sede di ricorsi, nella fascia priva di vincoli. Inoltre la Regione si è fatta garante che per eventuali interventi di ristrutturazione o di ampliamento pari al 10% su quella invece vincolata è pronta a venire incontro per quanto possibile alle esigenze dell’impresa.
“Pensiamo – sostengono Porchietto e Cavallera – che sia stato fatto tutto quanto possibile per venire incontro alle esigenze dell’azienda, nel rispetto però della sovranità dei singoli Comuni. L’impresa Sert dopo le precisazioni tecniche che abbiamo prodotto può continuare a produrre in quella sede, certo ci vuole la volontà privata di non delocalizzare. Rimaniamo però perplessi dalle esternazioni grottesche assunte dal rappresentante Uil sia in sede di tavolo di crisi, sia di tavolo informale: sia ben chiaro noi stiamo tutelando le famiglie di lavoratori, ci pare invece che il rappresentate abbia confuso i piani cercando in tutti i modi di trasformare le riunioni di conciliazione da noi organizzate in udienze di tribunale per assegnare colpe al nostro Ente nei confronti dell’impresa. La Regione certamente non si farà intimidire da questa posizione, esistono delle cause che devono essere chiarite in sede giudiziale e che non spetta a noi dirimere”.

