CASSA IN DEROGA, PORCHIETTO: DA CHIAMA DATI INESATTI CON L’AGGRAVANTE DEL PROCURATO ALLARME SOCIALE
“L’assessore Chiama farebbe meglio a documentarsi attentamente prima di rilasciare dichiarazioni in grado di allarmare in modo ingiustificato intere famiglie che già si trovano a vivere in una situazione critica”. L’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Claudia Porchietto, replica con queste parole all’assessore provinciale Carlo Chiama che nella giornata di domenica ha seminato il panico tra i cassaintegrati piemontesi affermando come fosse a rischio la cigd per il prossimo anno.
“Partiamo con una rassicurazione alle famiglie – spiega l’esponente della Giunta Cota – le risorse oggi disponibili a bilancio sono sufficienti a coprire l’inizio dell’anno 2012. Il finanziamento della cassa integrazione in deroga è da sempre approvato a fine anno, con la legge finanziaria, e le risorse residue vengono ribaltate sull’anno successivo su indicazione del Ministero del Lavoro”.
“A riprova del fatto che non esiste alcun problema per le famiglie – continua Porchietto – vorrei sottolineare tre elementi qualificanti. In primo luogo sono appena arrivati con un decreto del 21 luglio 60milioni di euro a dimostrazione che il flusso di risorse è continuo; secondariamente il ministro Sacconi ha dimostrato nei fatti in questi mesi l’attenzione per il Piemonte e per l’andamento della sua difficile situazione occupazionale ed infine è in dirittura d’arrivo l’ipotesi di accordo sulla gestione della Cigd per il 2012 visto che abbiamo già avviato in estate il confronto con le parti sociali”.
“Peraltro – afferma l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte – la gestione della cassa in deroga è una responsabilità regionale e non provinciale, sarebbe quindi stato opportuno un confronto prima di esternazioni che hanno l’unico scopo di destare preoccupazione sociale e non quella di risolvere eventuali problemi. Ma d’altra parte il Piemonte rappresenta un’assoluta eccellenza in questa sua competenza e a dimostrarlo sono i dati: le domande vengono istruite e autorizzate in meno di 30 giorni, un record talmente noto da aver richiamato l’attenzione di altre Regioni; a fine luglio era stato autorizzato oltre il 95% delle domande presentate nel 1° semestre e sono continui e ottimi i rapporti con l’Inps e questo significa ridurre al minimo i tempi di erogazione del sussidio alle persone in caso di domande presentate correttamente”.
Secondo gli Uffici regionali sono state espresse anche molte inesattezze nell’esternazioni del rappresentante della Provincia di Torino riguardo ai dati sul Mercato del Lavoro. “L’assessore Chiama parla di quantità di occupazione riferendosi ad un parametro misurato in milioni di ore. – chiarisce Porchietto -. Chiama prende spunto da un indicatore del Mercato del Lavoro di ideazione dei nostri Uffici regionali e che mostra il volume di lavoro attivato: cioè una metodologia di carattere ancora sperimentale che misura il peso effettivo delle procedure di assunzione (avviamenti), ideato per ponderare l’effettiva quantità di lavoro generata dagli avviamenti registrati. Tale parametro si misura in giornate e non ore. E in effetti in Provincia di Torino siamo intorno ai 57milioni di giorni (non di ore) di volume di lavoro attivato nell’ultimo triennio. Va però sottolineato come nel primo semestre 2008 le giornate non erano più di 100milioni,come riportato dall’assessore della Provincia, ma intorno agli 85 milioni. Inoltre laddove si raffrontano dei semestri, è statisticamente più corretto per la lettura dei dati paragonare il primo semestre 2011 non con il secondo semestre 2010, bensì con l’analogo periodo dell’anno precedente. Scopriremmo allora che nel raffronto tra i primi due semestri il totale ore Cigd diminuisce del 4% e non aumenta come segnalato. Medesimo discorso vale per le assunzioni, queste in effetti registrano un modesto incremento tra il 1° semestre 2011 e il secondo semestre 2010 ma nel raffronto più corretto fra i primi due semestri 2010 e 2011 c’è un aumento non trascurabile (+12mila unità che equivale ad un apprezzabile +7%)”.
La Regione sottolinea inesattezze anche relativamente ai dati sulla mobilità che se sono sostanzialmente corretti in termini numerici, non producono gli effetti nefasti sollevati da Chiama: infatti, chi è iscritto nelle liste di mobilità e non riceve l’indennità di mobilità riceve la disoccupazione ordinaria. La Provincia di Torino sembra al contrario affermare che questi lavoratori non percepiscano alcun ammortizzatore sociale. Certo siamo ancora lontani dai livelli precrisi, ma non credo tuttavia che lanciare allarmi mediatici al solo fine di godere di un po’ di visibilità e d’altra parte utilizzando i dati anche in modo non corretto aiuti a rasserenare il contesto sociale”.
“Peraltro – conclude Porchietto – avendo sempre dato la massima disponibilità al confronto con la Provincia di Torino esorterei il mio collega ad utilizzare la stessa fluente dialettica che è solito esercitare sui media anche durante i tavoli di crisi e le riunioni nelle quali si decidono sinergicamente le strategie da adottare per risollevare le sorti del nostro territorio a livello occupazionale, facendo lobby territoriale. La concordia istituzionale è un bene che noi poniamo al primo posto della nostra agenda politica. In ultima analisi vorrei ricordare alla Provincia di Torino che la gestione delle politiche attive sulla cassa in deroga è di sua competenza: esorto quindi l’assessore della Giunta Saitta a governarle personalmente”.






