“La sentenza che è stata emessa oggi dal Tribunale di Torino confidiamo servirà da monito affinché episodi come quello dell’Eternit non si verifichino più. Certamente in questo caso ci aspettavamo che venissero accordati i vent’anni di carcere così come chiesto dalla Procura, accogliamo però positivamente una condanna arrivata in tempi brevi se si considera la durata del processo e comunque che pone la parola fine ad un triste e drammatico capitolo per la storia del lavoro in Piemonte”. Questo il commento dell’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Claudia Porchietto, e del vicepresidente della Regione, Ugo Cavallera, dopo la pronuncia della sentenza su Eternit.
“Questa sentenza, dopo quella della Thyssenkrupp costituisce un punto fermo contro chi non si assume l’onere di tutelare la salute dei lavoratori – spiegano gli esponenti della Giunta Cota –. In Piemonte per fortuna abbiamo un tessuto imprenditoriale sano il quale è da sempre molto attento alla sicurezza sul lavoro. Certamente è importante però che la giustizia sia ferma a condannare le pratiche dolose e colpose: e su questo un plauso va all’operato del pool di Guariniello”.
“Ora si apre la questione dell’utilizzo dei fondi che la Regione ha ricevuto a titolo di risarcimento – aggiungono Porchietto e Cavallera –. Siamo certi che in Giunta non mancherà la capacità di fare sintesi sull’argomento coniugando le molteplici esigenze, quelle del territorio drammaticamente toccato dagli effetti dell’Eternit e quelli più generali”.
“Durante la mattinata – conclude Porchietto – una rappresentanza delle madri delle vittime sul lavoro mi ha chiesto tramite l’associazione Sicurezza & Lavoro di poter organizzare un incontro a Roma con il ministro di Grazia e Giustizia per poter discutere delle future norme sulla sicurezza sul lavoro. Ho già attivato i miei uffici per organizzare il confronto, ritengo che questo sia il momento adatto per approfondire il tema”.








