RIFORMA AMMORTIZZATORI SOCIALI, PORCHIETTO REPLICA A PROFESSOR GALLINO: INTERESSANTI SUGGESTIONI MA LA SITUAZIONE ITALIANA E’ DIVERSA RISPETTO A QUELLA FRANCESE
“Ho apprezzato le suggestioni del professor Luciano Gallino che invita il Piemonte a fare da apripista per la trasformazione degli ammortizzatori sociali in assegni di mantenimento. Penso però che queste riflessioni vadano parametrate alla situazione italiana che è ben diversa rispetto a quella francese e dei paesi scandinavi”. L’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Claudia Porchietto, replica con queste parole all’economista di Repubblica che ha lanciato alcune idee di riforma degli ammortizzatori sociali.
“La sostituzione del reddito di mantenimento alle attuali forme di ammortizzatori sociali – spiega l’esponente della Giunta Cota – non è una soluzione nuova, ma un liet motive che accompagna sempre le discussioni sulla loro possibile riforma. La riflessione del Professor Gallino andrebbe però accompagnata da una seria e attenta valutazione dell’impatto economico e sociale che potrebbe produrre oggi prima di tutto in Piemonte e più in generale in tutto il territorio italiano. Vorrei sottolineare che comunque il Piemonte non potrebbe sperimentare di sua sponte, ma dovrebbe avere un mandato del Governo: un mandato che se attribuito alla nostra Regione, sicuramente non ci sottrarremmo dal porlo in essere. Vorrei però sottolineare come l’attuale modello italiano della c.i.g.s. in deroga, con il modello tedesco – non dissimile culturalmente – del Kurzarbeit, sono quelli che hanno garantito in Occidente il più alto tasso di coesione sociale e la più forte protezione sociale, evitando di alimentare l’erogazione indiscriminata di sussidi a pioggia che deprimono la relazione attiva tra reddito e lavoro, anche in regime di sospensione, e, soprattutto, abbattono la responsabilità sociale delle imprese e scaricano il problema occupazionale all’assistenza pubblica”.
“Vorrei però sapere – continua Porchietto – chi si prenderebbe l’onere di comunicare alla famiglia di un cassaintegrato che, adottando da domani il sistema francese tout court, non percepirebbe più 800 euro bensì 600? Oggi in particolare le famiglie monoreddito faticano a quadra i conti con 600 euro, figuriamoci con un impoverimento di questa natura. Questo non vuol dire che non sono d’accordo che si avvii una seria riflessione al riguardo e sono convinta che contributi di affermati economisti come Gallino sono indispensabili e sollecitano il dibattito, ma la ragione dei numeri non può prevalere sul bene sociale: e la mediazione politica serve a temperare gli effetti delle riforme”.
“Sono assolutamente d’accordo con Gallino – conclude Porchietto – laddove afferma che esiste un problema grave per i giovani. Un problema che vorrei sottolineare si lega però a filo doppio con il valore reale del loro titolo di studio. Oggi sono sempre più numerosi i laureati che si prestano a lavori non confacenti con la loro preparazione, e questo è sicuramente deprimente: però quanto tempo dovrebbe concedere lo Stato ad un under 35 affinché trovi un lavoro adeguato? Qualsiasi decisione sarebbe iniqua, soprattutto in un momento quale quello attuale dove la domanda di lavoro nel Paese ristagna. La Regione Piemonte sta puntando molto sul contratto di apprendistato, in particolare su quello d’alta formazione, come politica attiva del lavoro. Proprio in questo ambito abbiamo investito ingenti risorse oltre 16milioni di euro e il monitoraggio puntuale dei risultati ci dice che siamo sulla via giusta. Il laureato in fisica nucleare al quale fa riferimento il Professor Gallino sono certa che troverebbe soddisfazione con le misure di alta formazione in apprendistato che abbiamo messo in piedi. Certo si può e si deve sempre fare di più. L’attuale crisi costituirebbe sicuramente l’occasione per una riforma ma ho dei seri dubbi che oggi esista un quadro economico, politico e sociale nazionale e internazionale abbastanza sereno per affrontare un dibattito serio al riguardo”.
CASSA IN DEROGA, PORCHIETTO: DA CHIAMA DATI INESATTI CON L’AGGRAVANTE DEL PROCURATO ALLARME SOCIALE
“L’assessore Chiama farebbe meglio a documentarsi attentamente prima di rilasciare dichiarazioni in grado di allarmare in modo ingiustificato intere famiglie che già si trovano a vivere in una situazione critica”. L’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Claudia Porchietto, replica con queste parole all’assessore provinciale Carlo Chiama che nella giornata di domenica ha seminato il panico tra i cassaintegrati piemontesi affermando come fosse a rischio la cigd per il prossimo anno.
“Partiamo con una rassicurazione alle famiglie – spiega l’esponente della Giunta Cota – le risorse oggi disponibili a bilancio sono sufficienti a coprire l’inizio dell’anno 2012. Il finanziamento della cassa integrazione in deroga è da sempre approvato a fine anno, con la legge finanziaria, e le risorse residue vengono ribaltate sull’anno successivo su indicazione del Ministero del Lavoro”.
“A riprova del fatto che non esiste alcun problema per le famiglie – continua Porchietto – vorrei sottolineare tre elementi qualificanti. In primo luogo sono appena arrivati con un decreto del 21 luglio 60milioni di euro a dimostrazione che il flusso di risorse è continuo; secondariamente il ministro Sacconi ha dimostrato nei fatti in questi mesi l’attenzione per il Piemonte e per l’andamento della sua difficile situazione occupazionale ed infine è in dirittura d’arrivo l’ipotesi di accordo sulla gestione della Cigd per il 2012 visto che abbiamo già avviato in estate il confronto con le parti sociali”.
“Peraltro – afferma l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte – la gestione della cassa in deroga è una responsabilità regionale e non provinciale, sarebbe quindi stato opportuno un confronto prima di esternazioni che hanno l’unico scopo di destare preoccupazione sociale e non quella di risolvere eventuali problemi. Ma d’altra parte il Piemonte rappresenta un’assoluta eccellenza in questa sua competenza e a dimostrarlo sono i dati: le domande vengono istruite e autorizzate in meno di 30 giorni, un record talmente noto da aver richiamato l’attenzione di altre Regioni; a fine luglio era stato autorizzato oltre il 95% delle domande presentate nel 1° semestre e sono continui e ottimi i rapporti con l’Inps e questo significa ridurre al minimo i tempi di erogazione del sussidio alle persone in caso di domande presentate correttamente”.
Secondo gli Uffici regionali sono state espresse anche molte inesattezze nell’esternazioni del rappresentante della Provincia di Torino riguardo ai dati sul Mercato del Lavoro. “L’assessore Chiama parla di quantità di occupazione riferendosi ad un parametro misurato in milioni di ore. – chiarisce Porchietto -. Chiama prende spunto da un indicatore del Mercato del Lavoro di ideazione dei nostri Uffici regionali e che mostra il volume di lavoro attivato: cioè una metodologia di carattere ancora sperimentale che misura il peso effettivo delle procedure di assunzione (avviamenti), ideato per ponderare l’effettiva quantità di lavoro generata dagli avviamenti registrati. Tale parametro si misura in giornate e non ore. E in effetti in Provincia di Torino siamo intorno ai 57milioni di giorni (non di ore) di volume di lavoro attivato nell’ultimo triennio. Va però sottolineato come nel primo semestre 2008 le giornate non erano più di 100milioni,come riportato dall’assessore della Provincia, ma intorno agli 85 milioni. Inoltre laddove si raffrontano dei semestri, è statisticamente più corretto per la lettura dei dati paragonare il primo semestre 2011 non con il secondo semestre 2010, bensì con l’analogo periodo dell’anno precedente. Scopriremmo allora che nel raffronto tra i primi due semestri il totale ore Cigd diminuisce del 4% e non aumenta come segnalato. Medesimo discorso vale per le assunzioni, queste in effetti registrano un modesto incremento tra il 1° semestre 2011 e il secondo semestre 2010 ma nel raffronto più corretto fra i primi due semestri 2010 e 2011 c’è un aumento non trascurabile (+12mila unità che equivale ad un apprezzabile +7%)”.
La Regione sottolinea inesattezze anche relativamente ai dati sulla mobilità che se sono sostanzialmente corretti in termini numerici, non producono gli effetti nefasti sollevati da Chiama: infatti, chi è iscritto nelle liste di mobilità e non riceve l’indennità di mobilità riceve la disoccupazione ordinaria. La Provincia di Torino sembra al contrario affermare che questi lavoratori non percepiscano alcun ammortizzatore sociale. Certo siamo ancora lontani dai livelli precrisi, ma non credo tuttavia che lanciare allarmi mediatici al solo fine di godere di un po’ di visibilità e d’altra parte utilizzando i dati anche in modo non corretto aiuti a rasserenare il contesto sociale”.
“Peraltro – conclude Porchietto – avendo sempre dato la massima disponibilità al confronto con la Provincia di Torino esorterei il mio collega ad utilizzare la stessa fluente dialettica che è solito esercitare sui media anche durante i tavoli di crisi e le riunioni nelle quali si decidono sinergicamente le strategie da adottare per risollevare le sorti del nostro territorio a livello occupazionale, facendo lobby territoriale. La concordia istituzionale è un bene che noi poniamo al primo posto della nostra agenda politica. In ultima analisi vorrei ricordare alla Provincia di Torino che la gestione delle politiche attive sulla cassa in deroga è di sua competenza: esorto quindi l’assessore della Giunta Saitta a governarle personalmente”.
LAVORO, PRESIDENTE COTA E ASSESSORE PORCHIETTO : ‘RIPARTE LA GESTIONE DELLA CASSA IN DEROGA’
“Ripartono le autorizzazioni delle domande di cassa in deroga”. Ad annunciarlo il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota e l’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Claudia Porchietto.
“Questa delibera – commenta l’assessore Porchietto – ci permetterà di confermare i livelli di eccellenza che il Piemonte ha raggiunto nella tempestività di esame delle domande al fine di ridurre al minimo l’attesa dei lavoratori e ci consentirà di iniziare sin da lunedì ad autorizzare le oltre 1800 istanze già pervenute ai nostri Uffici fino ad oggi”.
“Con questo provvedimento – conclude il presidente Cota – abbiamo voluto dare un segnale importante rispetto a situazioni di difficoltà che continuiamo a seguire con attenzione e pragmatismo in un momento non facile dal punto di vista dell’economia. Inoltre è in via di definizione il nuovo accordo con il Ministero del Lavoro, con il quale garantiamo la disponibilità di questo importante strumento per tutto il 2011”.
CASSA IN DEROGA, PORCHIETTO: DAL MINISTRO SACCONI RASSICURAZIONI SUI 120 MILIONI DI EURO
“A seguito degli articoli comparsi sui giornali il ministro Sacconi ha confermato che le risorse per la cassa integrazione in deroga ci sono. I 120 milioni di euro promessi non sono in discussione”. Così Claudia Porchietto, assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale della Regione Piemonte, tranquillizza sulla presenza delle risorse per la cassa in deroga.
“Nelle prossime settimane – sostiene l’esponente della Giunta Cota – le risorse verranno rese disponibili. Il rinvio della firma è dovuto all’intenzione del ministro di procedere tempestivamente alla sigla del nuovo accordo con le Regioni”.
“Il percorso tecnico – conclude Porchietto – è già avviato e siamo certi che gli approfondimenti con le altre Regioni si chiuderanno nel minor tempo possibile”.






