Claudia Porchietto

Prodotti Gianduja, una tradizione centenaria del cioccolato piemontese

01.02.2013 Print

Una tradizione quasi centenaria nel settore dolciario e la ricerca continua della qualità della sono i segreti della Prodotti Gianduja, impresa torinese a gestione famigliare specializzata in creme da spalmare e gianduiotti per conto terzi. Chissà in quanti hanno già assaggiato un cioccolatino prodotto dall’azienda senza saperlo: sull'etichetta delle confezioni, infatti, compare il nome della pasticceria o del negozio gourmand committente.

“Non vendiamo i prodotti al dettaglio, per non fare concorrenza diretta ai nostri clienti” chiarisce Francesco Roncarolo, direttore tecnico dell’azienda. Questo perché alla Prodotti Gianduja si rivolgono molti negozi d’élite piemontesi e non solo: l’elenco degli oltre tremila committenti italiani e stranieri è top secret. Quel che è certo è che nella lista compaiono alcuni dei nomi più prestigiosi del mercato dolciario internazionale. Chi volesse acquistare i prodotti direttamente dalla produzione può farlo sul sito www.propdottigianduja.com, che da meno di un anno offre anche servizi di e-commerce ai privati.

“La nostra punta di diamante è il gianduia: per realizzarlo utilizziamo le materie prime migliori presenti sul mercato. Lo stesso vale per gli altri prodotti, puntiamo su una fascia molto alta di mercato e per far ciò controlliamo ogni singolo ingrediente – .spiega Roncarolo - “Ove possibile, cerchiamo di utilizzare prodotti piemontesi e, in generale, italiani. In alcuni casi sia obbligati ad importare: vale ad esempio per il cacao, prodotto in Sudamerica, o per le bacche di vaniglia del Madagascar”.

La strategia dell’azienda finora è stata premiata: “Nonostante la crisi, negli ultimi anni non abbiamo subìto cali di produzione – aggiunge Roncarolo. “Le difficoltà maggiori che riscontriamo riguardano i tempi di pagamento da parte dei nostri clienti, che tendono a dilatarsi sempre di più. Stiamo crescendo anche all’estero, soprattutto in Francia, Belgio, Svizzera e Inghilterra. In questo momento di difficoltà economica, infatti, è necessario trovare sbocchi alternativi su mercati nuovi” conclude.