Claudia Porchietto

Una filiera tutta piemontese per la bioedilizia del legno

15.01.2013 Print

Una filiera tutta piemontese, dalla lavorazione del legno fino all'arredamento interno. È il progetto messo in atto da Davide Borra, giovane architetto torinese che dirige Casattivapiù, azienda specializzata nel settore della bioedilizia. “Ecologicamente consistente” è lo slogan dello studio, nato due anni fa con l'obiettivo di introdurre nel mercato regionale e, più in generale, del Nord-Ovest italiano nuove tecniche e materiali innovativi da costruzione.

Casattivapiù opera in stretta collaborazione con la Mozzone Building System di Savigliano, che si occupa di lavorare il materiale grezzo, e con gli artigiani del Gal Valli di Lanzo, il Gruppo di azione  che realizzano prodotti di arredo e di falegnameria e serramenti. In questo modo viene offerto al cliente un prodotto “chiavi in mano”.
L'unica parte non italiana della filiera riguarda la materia prima, il legno, importato in pannelli grezzi ad assi incrociati “Xlam” dalla ditta austriaca Binderholtz e poi lavorato interamente negli stabilimenti di Savigliano. “Ci affidiamo a una tecnologia relativamente recente, sul mercato da una decina di anni e utilizzata con successo soprattutto nei Paesi del Nord Europa – spiega Davide Borra -. Abbiamo cercato di creare una nicchia di mercato con l'idea di espanderla il più possibile. La Mozzone Building System trasforma i pannelli grezzi in pareti, mentre Casattivapiù provvede a portarli in cantiere, montandoli e assemblandoli fino alla realizzazione dell'abitazione”.
I punti di forza della tecnologia “Xlam” riguardano soprattutto il risparmio energetico, oltre alla maggiore rapidità di esecuzione rispetto alle tecniche di costruzione tradizionali, con risparmio sui costi di esercizio. Inoltre il sistema ad assi incrociati dei pannelli risulta conforme alle norme in materia antisismica, è vantaggioso economicamente ed è ecologicamente sostenibile.
“La garanzia strutturale delle strutture Xlam è di 50 anni, in linea con quella dei calcestruzzi. Dal punto di vista tecnico, poi, il pannello permette di superare i vincoli delle precedenti strutture in legno che non permettevano di raggiungere altezze e dimensioni considerevoli: l'edilizia in legno, pertanto, era principalmente rivolta a piccoli edifici civili e rurali. Invece il pannello Xlam sdogana queste problematiche e consente di realizzare strutture di più ampio respiro, arrivando fino a otto o nove piani di altezza” continua l'architetto.
Le due aziende, la Mozzone Building e Casattivapiù, sono nate nel 2010, quando l'Italia iniziava già a subire gli effetti della crisi economica. “Siamo convinti che questo tipo di edilizia sostenibile rappresenti il futuro e che sia in grado di stimolare il mercato tradizionale delle costruzioni, al momento in grave difficoltà – aggiunge Davide Borra -. Vogliamo offrire qualcosa di diverso, un'alternativa all'edilizia tradizionale che ultimamente si è arenata su canoni ormai passati. Per superare le difficoltà bisogna puntare sull'innovazione. Ed è quello che noi tentiamo di fare ogni giorno nel nostro lavoro”.