Claudia Porchietto

Ad Asti il tessuto si tinge di (H)oro

17.12.2012 Print

Oro e moda: da questo binomio è scaturita l'intuizione di Luca Micco, 29 anni e una laurea in comunicazione e marketing allo Iulm di Milano, ora imprenditore del fashion, a capo di un'impresa che in meno di due anni di attività ha accumulato un fatturato di oltre 250 mila euro.

L'azienda, con sede a Moncalvo in provincia di Asti, si chiama Horo e la sua fortuna sta nel metodo di lavoro della produzione, l'unica tecnica finora brevettata che consente di applicare oro e metalli preziosi su qualunque tipo di tessuto. Il risultato è una collezione di capi a tiratura limitata, presentata a settembre alla settimana della moda di Parigi, che ha già riscosso molto successo. Nata due anni e mezzo fa, Horo oggi conta su una quindicina di rivenditori in Italia e alcune boutique all'estero, tra cui si annoverano vetrine a Parigi, Londra e San Pietroburgo. Oltre a vantare collaborazione con importanti marchi del fashion come Diesel Black Gold, Chantecler, Antonio Riva e Cruciani, l'azienda promuove una ricerca costante nell'applicazione dei metalli non solo nel campo dei tessuti, ma anche in quelli degli accessori e del design.

“Tutto è nato dall'amicizia con Clelia Cortemiglia, artista famosa in tutto il mondo per le sue tele su cui applica l'oro zecchino – spiega Luca – Al termine degli studi universitari, volevo cercare di unire l'ispirazione tratta della sua arte alla mia passione per il mondo della moda”. Da lì l'idea di provare a fondere l'oro e i metalli preziosi sui tessuti che ha inaugurato un percorso costellato di studio assiduo e di prove empiriche. Fino ad arrivare alla registrazione dei brevetto e allo sviluppo del marchio. “La produzione è tutta made in Piemonte – continua Luca – L'obiettivo è quello di creare abiti unici artigianali ad alto valore intrinseco e interamente realizzati sul territorio. Un elemento che vorrei mantenere anche in futuro è il network di fornitori di eccellenza localizzati vicino a Moncalvo e in generale in Piemonte, che permette di monitorare costantemente la qualità, di accelerare i processi di produzione e di offrire al cliente un valore aggiunto, quello del made in Italy certificato”.

Sull'azienda hanno già puntato lo sguardo diversi investitori che ne hanno intuito il potenziale commerciale. “Stiamo valutando alcune offerte – precisa Luca -. Per quanto possa sembrare paradossale il problema adesso non riguarda tanto il denaro quanto la rapida implementazione della struttura aziendale. Tutto si sta muovendo molto in fretta e il lavoro aumenta di giorno in giorno”.

E per quanto riguarda i progetti futuri Luca non ha dubbi. “Il mio sogno è dare vita a una vera e propria maison di Horo, che da un lato proponga un brand distribuito nelle più prestigiose location internazionali e dall'altro accolga al suo interno un atelier sartoriale dedicato a esclusive personalizzazioni”.