Claudia Porchietto

Phidrive, dal Piemonte motori d'avanguardia per attività di precisione

10.12.2012 Print

Una delle eccellenze piemontesi nell'ambito delle nuove imprese si chiama Phidrive, il progetto imprenditoriale che, dopo aver vinto la Start Cup Piemonte e Valle d'Aosta 2012, lo scorso 30 novembre a Bari si è aggiudicato anche il trofeo nazionale più ambizioso, quello del Premio nazionale per l'innovazione nella sezione industrial. La startup cresciuta in I3p, l'incubatore per imprese innovative del Politecnico di Torino, propone una tecnologia di azionamento piezoelettrico dalle molteplici applicazioni, la prima in Italia nel settore dei motori piezo.

Il progetto, nato tre anni fa dalla collaborazione tra Nicola Lussorio Cau, ricercatore in dinamica delle strutture presso il Cnr, e Paolo Bonfiglio, progettista meccanico esperto in macchine utensili ad alta precisione, intorno alla metà di gennaio diventerà una vera e propria azienda con sede a Torino. Intanto sono già numerose le aziende che hanno mostrato interesse nei confronti della startup, una su tutte la tedesca Physik Instrumente, la più grande produttrice di azionamenti piezoelettrici a livello mondiale e sono già state avviate trattative con alcuni potenziali clienti.

Phidrive propone motori piezoelettrici che funzionano con lo stesso meccanismo degli accendini, ma al contrario. La tecnologia sviluppata è rivolta soprattutto alle applicazioni ad alta precisione: allo stato attuale di sviluppo, infatti, laddove si ha la necessità di miniaturizzare e di essere molto precisi, l'utilizzo degli attuatori piezoelettrici rappresenta la soluzione più efficace. “Il fatto che questi motori debbano essere personalizzati di volta in volta in base alle esigenze dei clienti, poi, fa sì che la tecnologia sia applicabile a settori differenti – spiega Cau -. Per ora abbiamo preso in considerazione i campi dell'ottica, della metrologia, delle macchine utensili e della biomedica”.

Le previsioni sul mercato mondiale degli attuatori e motori pizoelettrici, che nel 2010 si aggirava intorno ai 14,9 milioni di euro, indicano un trend di crescita, anche grazie a nuove applicazioni degli azionamenti piezo, protagonisti incontrastati in ambito micro, in settori meno convenzionali come automotive e biomedico. Dal 2009 i due startupper hanno registrato tre brevetti e realizzato altrettanti prototipi, ma l'obiettivo è quello di continuare a migliorare la propria ricerca ampliando il team di lavoro e investendo in proprietà intellettuale. “Vogliamo e crediamo di poter continuare a lavorare in Italia anche in futuro – conclude Cau – per offrire il nostro contributo al rilancio del nostro Paese”.