Claudia Porchietto

La Regione Piemonte presenta il proprio bilancio sociale

19.11.2012 Print

Il 2011 ha rappresentato un’annualità particolare per il mercato del lavoro, divisa fra un primo semestre in cui si rileva ancora una dinamica espansiva, effetto della faticosa fase di ripresa successiva al tracollo del 2009, e il periodo seguente, in cui il clima economico viene a risentire della nuova crisi finanziaria. È quanto emerge dal Bilancio Sociale riferito al 2011 della Regione Piemonte.

Nonostante la situazione sfavorevole, secondo le stime dell'Istat il Piemonte mostra una tendenza positiva, con una crescita di 23.000 occupati (+1,2%) e un contenuto incremento della disoccupazione (da 151.000 a 154.000 persone in cerca di lavoro), che sostanzialmente lascia inalterato il tasso di disoccupazione, pari al 7,6 per cento. Tuttavia l’aumento dell’occupazione è in realtà trainato dalle fasce di età più avanzate, effetto della politica adottata di riduzione dei pensionamenti. Alcuni settori hanno risentito maggiormente della situazione di crisi economica, come il lavoro autonomo in agricoltura e il lavoro dipendente nel commercio, dove si è registrata una caduta principalmente per effetto del calo nei consumi.

In tale contesto, l’Amministrazione regionale ha agito per contenere ed ovviare alle conseguenze della situazione di congiuntura economica, mediante azioni volte a promuovere l’imprenditorialità, in particolar modo quella femminile e giovanile, favorire l’accesso al credito, sostenere il settore della cooperazione e gestire l’accesso agli ammortizzatori sociali.

Per quanto riguarda la formazione professionale la Regione realizza le azioni di coordinamento e la gestione dei bandi sulla base delle risorse affidate al territorio dall’Unione Europea, in stretto raccordo con le Province, enti deputati alla gestione dei servizi formativi e con gli altri attori della formazione presenti in Piemonte. Il totale degli iscritti alle iniziative formative avviate nel corso dell'anno è pari a 119.276 persone, di cui 56.486 donne e 62.790 uomini. In linea con l'entrata in vigore a livello nazionale del Testo unico dell’apprendistato, che ha introdotto rilevanti modifiche della normativa previgente, la Regione ha provveduto a disciplinare gli aspetti formativi del contratto, rispetto alle tre nuove tipologie previste: apprendistato professionalizzante, apprendistato per l’alta formazione e apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale.

Nel primo caso sono è stato elargito un finanziamento di oltre 77,2 milioni di euro, nella seconda fattispecie la Giunta regionale ha approvato un bando per la presentazione di proposte di Master universitari in apprendistato, con un sostegno economico di 2,4 milioni di euro per il biennio 2010/2012 (nel 2011 sono stati finanziati 10 master che hanno interessato 140 giovani). Nell'ambito dell'apprendistato di terzo tipo, rivolto ai giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni, la Regione intende, invece, sperimentare nuovi percorsi di istruzione e formazione professionale per andare maggiormente incontro alle esigenze delle imprese.