Claudia Porchietto

I contratti di rete coinvolgono solo 1 impresa su 1.000

16.11.2015 Print

Sulla base delle informazioni rese disponibili da InfoCamere, a inizio novembre 2015 sono 211 i contratti di rete che coinvolgono almeno un’impresa con sede legale sul territorio regionale, pari all’8,5% del totale dei contratti nazionali (2.475). Il numero delle imprese piemontesi coinvolte è pari a 584, ovvero solo il 4,7% delle imprese italiane che hanno aderito a questa tipologia di contratto (12.419). Rapportando tale numerosità alle dimensioni complessive del tessuto imprenditoriale regionale, la quota di imprese partecipanti risulta pari a 1,3 ogni mille registrate, soglia inferiore a quella nazionale (2,0‰).

“I modelli produttivi e commerciali tradizionali, oggi, sono spesso insufficienti a garantire il successo delle nostre imprese, che si trovano a operare in un contesto globale caratterizzato da dinamiche competitive crescenti e mercati sempre più esigenti. Una delle strategie che le aziende, soprattutto le più piccole, possono intraprendere per accrescere le proprie capacità innovative e competitive è la collaborazione con altre realtà imprenditoriali attraverso la stipula di un contratto di rete. Mentre a livello nazionale questo strumento ha riscontrato, dal 2009 ad oggi, un buon successo, il sistema imprenditoriale piemontese sembra poco propenso verso questa forma di aggregazione. Compito del Sistema camerale è quello di promuovere e diffondere questo strumento, nella consapevolezza che solo la cooperazione tra le imprese permette di realizzare obiettivi condivisi” dichiara Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte.

Tra le province piemontesi, il Verbano Cusio Ossola è quella con il più elevato coinvolgimento del tessuto imprenditoriale nel contratto di rete, con una quota del 2,8‰ sul totale delle imprese registrate. Seguono Cuneo (1,9‰), Novara (1,6‰) e Asti (1,5‰), con quote più elevate rispetto alla media regionale. La realtà del vercellese (1,3‰) mostra una propensione analoga a quella regionale, mentre nelle province di Alessandria (1,1‰), Torino (1,1‰) e Biella (0,8‰) la partecipazione delle imprese è ulteriormente contenuta.

L’incidenza delle imprese partecipanti a contratti di rete sul numero complessivo di quelle registrate è maggiore nel comparto industriale (3,6‰), composto in larga parte dalle attività manifatturiere, che presentano infatti una quota del tutto simile (3,5‰); propensioni più elevate si riscontrano nei settori estrattivo (12,2‰) e della fornitura di acqua e gestione dei rifiuti (7,6‰). Seguono gli altri servizi (1,6‰), anch’essi con un’incidenza superiore alla media regionale, con una partecipazione ai contratti di rete più intensa nelle attività dei servizi sanitari e all’assistenza sociale (6,2‰) e dei servizi di informazione e comunicazione (4,6‰).

Circa 2 contratti su 3 dei 211 contratti di rete che coinvolgono imprese piemontesi si estendono al di fuori dei confini regionali, vedendo la partecipazione di imprese con sede legale in province diverse da quelle piemontesi. In generale, oltre la metà dei contratti aggrega più di 5 imprese, e due su dieci registrano il coinvolgimento di oltre 10 realtà aziendali diverse. (Fonte Unioncamere)