Claudia Porchietto

Ocse: debito Italia ancora da record, a 132,8% Pil nel 2015

25.11.2014 Print

L'Ocse, oggi ha denunciato come l'eurozona rischi una lnga stagnazione. Sull'Italia ha aggiunto: "il supporto della politica monetaria della Bce dovrebbe migliorare le condizioni finanziarie e facilitare una risalita dei prestiti bancari, che dovrebbe aumentare gli investimenti".

Secondo l'organizzazione parigina, gli investimenti lordi, calati del 2,7% su base annua nel 2014, cresceranno dello 0,1% nel 2015 e del 2% nel 2016. Inoltre, scrive sempre l'Ocse, un contributo a una crescita più forte arriverà anche dalla "rivitalizzazione prevista per il mercato dell'export italiano", con un +1,7% nel 2014, +2,7% nel 2015 e +4,6% nel 2016 per le esportazioni lorde, e rispettivamente +0,1%, +0,2% e +0,5% per quelle nette. Resterà invece limitata la ripresa dei consumi privati, che cresceranno dello 0,3% nel 2015 e dello 0,5% nel 2016. L'insieme della domanda interna, che quest'anno è calata dello 0,4%, sarà stabile nel 2015 e crescerà dello 0,6% nel 2016.

Questo aumento del rapporto debito/Pil, ha precisato il capo economista Ocse Catherine Mann in un incontro con la stampa, è fortemente legato alla debolezza della crescita. "Il denominatore è un elemento importante di questo rapporto - ha affermato - questo è un ulteriore incentivo a riportare l'Italia su un percorso di crescita". Fonti dell'organizzazione parigina precisano che, in ogni caso, non ci sono al momento preoccupazioni per la traiettoria del debito italiano, che in tutti gli scenari esaminati risulta sostenibile sul medio termine. I recenti interventi strutturali, spiegano, hanno avuto un impatto positivo sul livello di indebitamento, e se l'Italia continuerà a fare quello che ha fatto negli scorsi anni, in termini di controllo della spesa e interventi strutturali, le stime prevedono una progressiva riduzione del debito.