Claudia Porchietto

Il 73,6% degli studenti italiani all'estero, pronti a tornare in patria

10.11.2014 Print

Il 73,6% degli studenti italiani che si specializzano all'estero sono pronti a tornare in Italia ma solo se merito e competitività diventeranno davvero il cardine del nostro sistema istituzionale ed economico. E' quanto emerge da un questionario predisposto dalla Camera di Commercio di Firenze su un campione di 80 studenti italiani che dopo aver effettuato l'Mba (Master in business administration) negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia e Spagna, stanno valutando le migliori opportunità lavorative. A fare il punto sull'attrattività dell'Italia, si spiega in una nota diffusa a Firenze, è stata Nova-Mba che riunisce gli ex studenti che hanno conseguito master in questa specializzazione, durante la 14/a conferenza dell'associazione intitolata 'Renaissance 2.015' per la prima volta tenutasi in Europa, a Londra, dal 7 al 9 novembre nelle sedi della London Business School, del Royal Institute of British Architects, dell'Ambasciata italiana e del Millennium Hotel.

Il campione del sondaggio, composto prevalentemente da uomini (80,9%), single (85,1%), con un'età media di 29 anni e proveniente perlopiù dal Nord Italia (73,6%), sottolinea che la specializzazione internazionale è stata fondamentale soprattutto per dare maggiore sostanza al proprio curriculum (43%) e per la mancanza di strutture formative competitive sul territorio nazionale (24%). La permanenza media all'estero è stata di 5 anni, segno che in molti casi l'uscita dall'Italia è avvenuta durante i primi anni del percorso universitario. E' anche per questo che il 51% si sente "cittadino del mondo" e, professionalmente, mira soprattutto ad acquisire sicurezza economica (30%). Eppure, il 73,6% è interessato a tornare in Italia, a patto che vengano garantite condizioni meritocratiche (33%), ci siano opportunità di carriera ben definite (28%) e che questo sia accompagnato da incentivi fiscali per il rientro (22%). (Fonte Ansa)