Claudia Porchietto

Iva: - 5,2% nei primi otto mesi del 2013

08.10.2013 Print

Nei primi otto mesi del 2013 il gettito Iva cala del 5,2% (-3.724 milioni di euro). Lo comunica il Mef, spiegando che "l'andamento riflette la riduzione del gettito della componente relativa agli scambi interni (-2,0%) e del prelievo sulle importazioni (-22,1%) che risentono fortemente dell'andamento del ciclo economico sfavorevole".

"I dati diffusi oggi dal Mef dimostrano come aumentare le tasse sui consumi, nel corso di una lunga recessione, si riveli un cattivo affare non solo per consumatori e imprese, ma anche per lo Stato: il calo di gettito dell'Iva è infatti dovuto soprattutto alla flessione dei consumi". Così, in una nota, Confesercenti commenta la vistosa diminuzione - circa 3,7 miliardi - del gettito fiscale proveniente dall'Iva registrato nei primi otto mesi dell'anno.

"L'aumento dell'Iva - prosegue la Confederazione - non aiuterà di certo la ripresa della domanda interna. È anzi alta la probabilità che l'innalzamento dell'aliquota al 22% porti a un'altra contrazione dei consumi e, quindi, a un'ulteriore diminuzione del gettito: secondo i nostri calcoli, per l'Erario questo effetto boomerang potrebbe tradursi in un rosso di altri 300 milioni di euro".

"I dati di oggi - continua Confesercenti - dimostrano quindi l'inutilità di ulteriori interventi fiscali per reperire nuove risorse. Meglio procedere con un ripensamento radicale della spesa pubblica finalizzato alla riduzione della pressione fiscale, che sta  schiacciando imprese e famiglie. Basta, invece, colpire i consumi: diciamo no ad ulteriori aumenti dell'Iva, sia come un altro ritocco verso l'alto dell'imposta, sia nella forma mascherata di uno spostamento di beni verso le aliquote maggiori". 

"Il gettito Iva è diminuito per il crollo negli acquisti alimentari dove c'è stato un taglio del 4% nei primi otto mesi dell'anno". Lo  afferma la Coldiretti, precisando che il 57% degli italiani per risparmiare è stato costretto a scegliere prodotti più economici nel  largo consumo. Il risultato, ricorda l'organizzazione su dati Ismea-Gfk Eurisko, è stato un contenimento record degli acquisti per
l'alimentazione, dall'olio di oliva extravergine (-9%) al pesce (-13%), dalla pasta (-9%) al latte (-8%), dall'ortofrutta (-3%) alla carne. In questa situazione, conclude la Coldiretti, occorre restituire potere di acquisto ai cittadini e rilanciare i consumi ed uscire da una spirale recessiva in cui si trova attualmente il Paese. (Fonte Ansa).