Claudia Porchietto

A Roma devono tornare con i piedi per terra

10.01.2014 Print

La politica nazionale deve tornare con i piedi per terra. Continuo ogni giorno a sentire aprire nuovi fronti di dibattito su temi che oggi sono del tutto secondari. Se non si riconosce il diritto a potersi comprare o mantenere una casa, a farsi una famiglia, ad avere o almeno ad aspirare ad una vita dignitosa è inutile se non ipocrita parlare di unioni gay. In questo Paese non riusciamo neppure a garantire i diritti essenziali, figuriamoci quelli fonte di discussione.

Parliamo di Tasi e diciamo no ad una tassazione selvaggia della abitazione e del risparmio. Dibattiamo del Job Act e denunciamo l'ipocrisia e inconsistenza delle proposte avanzate dal centrosinistra. Poniamo all'ordine del giorno la questione del debito pubblico e diciamo stop agli sprechi e alla corruzione. Diciamo di no ad un abbattimento del 10% dell'Irap, perchè se una tassa è incostituzionale si abolisce e basta. Affermiamo con forza di no alla restituzione dei soldi da parte degli insegnanti, ma con altrettanta forza diciamo agli altri partiti che non ci stiamo più a nessuna norma fiscali retroattive punitive per i cittadini. Ricordiamo che i governi di larghe intese presuppongono un momento di sintesi e non la presenza di un podestà che impone provvedimenti prendere o lasciare attraverso i media. Ribadiamo che l'istruzione non esiste solo quando ci sono incidenti all'interno delle scuole ma lanciamo un piano nazionale per dare forza ai nostri giovani e per costruire un capitale umano all'altezza del mondo di oggi. E potrei andare avanti per ore.

Insomma torniamo a parlare di cose semplici e garantiamo i diritti basilari.

Claudia Porchietto