Claudia Porchietto

Una nuova generazione di artisti del made in Italy

23.05.2013 Print

I protagonisti dell’eccellenza artigianale piemontese puntano sui giovani per formare una nuova generazione di artisti del “made in Italy”. Viene infatti ufficialmente presentato oggi il progetto Botteghe di Mestiere, che vede coinvolte, tra gli altri, la celebre azienda dolciaria Caffarel e l’azienda di arte orafa Giloro. 

Il progetto, finanziato dal Ministero del Lavoro e realizzato da Italia Lavoro con la collaborazione delle Regioni italiane, tra le più attive il Piemonte, nell’ambito del programma Amva (Apprendistato e mestieri a vocazione artigianale), ha l’obiettivo di formare i giovani in cerca di occupazione tra i 18 e i 28 anni, attraverso percorsi di tirocinio on the job nella manifattura di qualità. Progetto sposato sin dall’inizio dalla Regione Piemonte, che ha individuato i settori economici di riferimento e ha supportato Italia Lavoro nella promozione di Botteghe di Mestiere sul territorio.

Caffarel, insieme ad altre cinque aziende, partecipa all’iniziativa con la bottega L’arte del sapere a Torino. Giloro, insieme ad altri sei partner, partecipa con la bottega Valenza: progetto per favorire l’inserimento dei giovani nel settore orafo. Entrambe colgono così l’opportunità di trasmettere a 60 ragazzi precise competenze legate rispettivamente all’industria dolciaria e all’arte orafa, in modo da portare avanti una tradizione che vede l’Italia ai vertici mondiali in questi settori.

Ma questi non sono gli unici laboratori di training on the job presenti sul territorio. Oltre a quelle già citate, sono infatti attive altre dodici botteghe che abbracciano vari settori: dalla moda all’arte orafa, dall’elettromeccanica alla lavorazione del legno, dalla ristorazione all’enogastronomia. A Vercelli c’è la Bottega dei Mestieri di estetica e acconciatura, ad Asti Arti e mestieri dell’agroalimentare astigiano, ad Alessandria Mani intelligenti, Thor e Valenza: progetto per favorire l’inserimento dei giovani nel settore orafo, a Biella Trame preziose e Textile training, a Cuneo Botteghe di Mestiere – Falegname Due, a Novara Bottega di mestiere del legno, a Torino Il Canavese, un’antica e nuova bottega di mestiere, a Verbania C.H.E.F. Competences in Hotel: efficiency&future e La Bottega di Confcommercio del v.c.o. In totale sono oltre 100 le imprese coinvolte e 370 i giovani che verranno formati.

Il progetto Botteghe di mestiere, promosso da Italia Lavoro e organizzato dal programma AMVA, prevede l’individuazione in ciascuna delle 110 province italiane di una “bottega” in uno dei settori dell’economia tradizionale locale a maggior rischio di estinzione, che diventa una “scuola di mestiere”; attraverso l’attivazione di percorsi sperimentali di tirocinio, la Bottega di Mestiere, modello rappresentato da un’impresa singola o da un consorzio di imprese e laboratorio artigianale, si propone di favorire la trasmissione di competenze specialistiche verso le nuove generazioni, rafforzare l’appeal dei mestieri tradizionali, favorire il ricambio generazionale e stimolare la nascita di nuova imprenditoria nel segno del Made in Italy.

Il progetto mette a disposizione una borsa mensile di 500 euro per ogni partecipante, che ha la possibilità di acquisire conoscenze, competenze e capacità per trovare un’occupazione o per avviare un’attività artigianale in proprio. Ogni ciclo di tirocinio prevede l’inserimento in bottega di 10 giovani. Gli aspiranti tirocinanti, interessati a partecipare alle attività di Bottega di Mestiere, possono iscriversi attraverso il sistema informatico. Le aziende vincitrici beneficiano di un contributo di 250 euro mensili per ciascun tirocinante. Per ciascuna bottega, che opera nei territori a livello provinciale, sono selezionati 30 giovani disoccupati o inoccupati che svolgono un tirocinio di 6 mesi. Nel corso della prima fase del progetto sono state selezionate 62 botteghe, che hanno avviato il primo ciclo di tirocini all’inizio di questo anno e che alla fine coinvolgeranno oltre 1800 ragazzi.
Attualmente è in corso la seconda tornata che vede la partecipazione di oltre 1400 giovani e di più di 500 le imprese, per lo più dei settori della moda e dell’enogastronomia, che vedono l’Italia eccellere nel mondo e nei quali la tradizione si coniuga con lo sviluppo delle tecnologie.