Claudia Porchietto

Dal Governo Letta mi aspetto risposte sin dal primo Consiglio dei Ministri. Necessario dare una speranza

29.04.2013 Print

Bene il discorso di Letta su giovani, rifinanziamento cig, soluzioni per gli esodati, rafforzamento apprendistato e orientamento, incentivi all'assunzione dei ragazzi, stagione delle riforme costituzionali, revisione costo del lavoro e stop da giugno sull'Imu sulla prima casa, fine dei contributi a pioggia. C'è tanto da fare ma, almeno a parole, pare che siamo sulla strada giusta.

Vorrei però sottolineare che ai cittadini le parole non bastano più. Sin dal primo Consiglio dei Ministri spero che si lancino segnali importanti verso una società sempre più disperata. E' necessario dare una speranza ai cittadini, accendere una luce in fondo al tunnel della crisi.

Su due cose però mi sento distante dal discorso del neo presidente del Governo. Nelle sue parole ho rilevato poca attenzione verso la revisione del patto di stabilità per gli enti locali. Su quest'ultimo punto sono convinta che si giocherà una parte importante del nostro futuro. Sottovalutarlo è un peccato mortale. 

Considero altrettanto rischiosa e la gratuita la cessione di sovranità verso l'istituzione europea che il presidente Letta nel suo discorso vende come doverosa e quasi scontata per una pace duratura. L'Unione di Stati ha senso solo laddove tutte le nazioni vengono trattate e considerate in maniera uguale. Senza preconcetti e pregiudizi. Al di fuori di questo principio basilare si entra nella sfera della semplice sudditanza che può solo fare male ai nostri cittadini. Ben venga l'Unione Europea se tutela tutti, nelle proprie preziose differenze.

Per il resto invio il mio augurio al Presidente Enrico Letta per un proficuo lavoro. Spero che finalmente in Italia ci possa essere una vera e solida riappacificazione tra le forze politiche, capace di portare a quelle riforme costituzionali essenziali per un Paese che voglia essere moderno e competitivo.

Claudia Porchietto