Claudia Porchietto

Porchietto: aiutare la media impresa per combattere la disoccupazione

04.01.2013 Print

Non sarà un inizio 2013 facile per l’economia piemontese. «Lo spread è sceso, ma parliamo di un mercato finanziario e quindi  virtuale. Quello concreto, che produce, non sta ancora ripartendo», dice Claudia Porchietto, assessore regionale al Lavoro. Sulla sua scrivania ci sono i dati dell’ultimo punto della situazione fatto in assessorato prima delle feste. Parlano di mondo del lavoro che in Piemonte nei primi nove mesi del 2012 è stato in grado di garantire circa 34 mila assunzioni in meno rispetto all’anno precedente. Ma anche di richieste di cassa integrazione aumentate del 40% nel terzo trimestre, di 516 imprese in cassa straordinaria per un  totale di 38 mila dipendenti coinvolti. Tra loro ci sono 10 mila persone che di fatto hanno già perso il posto di lavoro perché lavoravano per aziende chiuse o fallite, alle quali si aggiungono 47 mila piemontesi in mobilità. Insomma, sintetizza Claudia Porchietto, «non vediamo la ripresa della produzione, né il riassorbimento dei tanti che hanno perso il posto».

Il primo timore della Regione è sulla cassa integrazione in deroga: «L’aumento della richiesta registrato a fine 2012 ci crea qualche apprensione, anche perché a gennaio assisteremo all’abituale boom di richieste», spiega l’assessore al Lavoro. In più, le norme sulla cig sono cambiate: «Prima potevamo  richiedere più ore rispetto al tetto massimo previsto — racconta l’esponente della giunta Cota — perché sfruttavamo il fatto che non tutta la cassa richiesta venisse poi effettivamente utilizzata dalle aziende. Ora però non è più possibile, dunque rischiamo di  terminare il plafond a nostra disposizione già tra la fine di gennaio e la metà di febbraio». Insomma, molto probabilmente il Piemonte non riuscirà a garantire la cassa integrazione in deroga a tutti i lavoratori, a meno che il governo non conceda una deroga. Una  possibilità, quest’ultima, resa ancor più remota dalle dimissioni del presidente Monti e dalla lunga campagna elettorale ormai già partita.

"Esiste poi un problema legato alle medie imprese", aggiunge Claudia Porchietto. E spiega: «Le norme europee non ci consentono
di dare aiuti sufficienti alle aziende con più di 250 dipendenti, che per di più solitamente hanno dietro di sé degli indotti consistenti». Senza dimenticare il mondo dell’auto: «È del tutto fermo, tant’è che le immatricolazioni in Italia sono tornate ai livelli di 33 anni fa. E nonostante l’ad di Fiat Sergio Marchionne abbia lasciato intendere che anche a Mirafiori partiranno presto gli investimenti, in questo momento è difficile pensare a una soluzione per invertire il trend». Per cercare di fare un passo verso l’uscita dal tunnel, la giunta Cota farà due mosse nelle prossime settimane: «Lavoreremo — dice Claudia Porchietto — sul “patto generazionale” tra lavoratori più anziani e ragazzi in cerca di lavoro e sul supporto alle aziende in crisi che vogliono riorganizzarsi per potersi così presentare meglio di fronte al sistema bancario. Quest’ultima è una misura nuova, che contiamo di presentare già a metà gennaio».

Più in generale, dice l’assessore al Lavoro, «cercheremo di non far morire il nostro tessuto produttivo evitando la chiusura del maggior numero possibile di aziende». I dossier delle imprese in crisi continuano ad accumularsi. Uno degli ultimi riguarda la Vertek di Condove, fonderia un tempo della famiglia Lucchini con 90 dipendenti che da settimane temono per il proprio posto di lavoro. Poi ci sono i casi ormai storici, come quello dei 900 lavoratori della De Tomaso di Grugliasco: «Non ci sono novità — spiega Claudia  Porchietto — rispetto all’ultimo incontro di dicembre con le parti sociali, ma l’impegno della Regione resta inalterato: per noi è una delle crisi simbolo e faremo di tutto pur di risolverla». 

da Repubblica