Claudia Porchietto

Start Piemonte, la ripresa riparte dal Made in Italy

07.12.2012 Print

Investire e spendere nel made in Italy: ecco una strada concreta per uscire dall’attuale crisi sistemica. Una crisi che vede nelle scellerate devianze finanziarie di pochi banchieri e faccendieri solo una delle facce della medaglia, visto che ad essa si deve aggiungere anche la modifica delle abitudini del consumatore medio italiano. Un consumatore sempre meno attento ai valori dell’identità nazionale, a tutto favore di un’economia cheap e globale.

Un’analisi avvalorata da tutti i dati che quotidianamente ci comunicano i mass media nazionali e locali. È proprio di oggi la notizia che i consumi interni di abbigliamento nostrano quest’anno si sono ridotti del 5% rispetto al 2011. Un dato inquietante pensando che ad esempio la provincia di Biella è uno dei maggiori produttori di tessuti al mondo. Ma d’altra parte guardando anche al comparto agroalimentare i dati non sono più confortanti. Ogni anno i prodotti sottomarca, venduti come vero made in Italy, bruciano circa 320mila nuovi posti di lavoro. Numeri da capogiro che dovrebbero farci seriamente riflettere. E di esempi del genere ne potremmo fare centinaia.

Proprio per questi motivi nasce l’idea di lanciare sul mio sito la rubrica “Start Piemonte”. Un’occasione per raccontare a voi lettori, ogni tre/quattro giorni, quel mondo di start up, imprese familiari e marchi storici che, italiani doc, costituiscono la colonna portante del nostro Paese. Una colonna portante non solo in termini d’immagine ma anche di livelli occupazionali, di ricchezza e di benessere. Scegliere prodotti italiani da acquistare e investire su questo tipo di imprese aiuta il nostro Paese a salvaguardare e anzi ampliare il numero di posti di lavoro per i cittadini.

Quella che sto descrivendo è una scelta che oserei dire di autotutela in questo momento storico. D’altra parte se la nostra bilancia commerciale continua a reggere sull’export è proprio perché abbiamo prodotti che ci invidiano in tutto il mondo ma che spesso ci dimentichiamo di valorizzare e sostenere dall’interno. Confido quindi che Start Piemonte possa diventare un appuntamento fisso per tutti Voi.