Claudia Porchietto

Istituti Tecnici Superiori, la mia scommessa vinta. La formazione professionale può essere di qualità

03.10.2016 Print

Le tre Fondazioni attive dal 2011 hanno diplomato finora 257 allievi, con una percentuale di occupati del 88,8%, con oltre il 50% di assunzioni in fase di stage e le restanti nei 12 mesi successivi al diploma. Ecco in estrema sintesi il risultato degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) che durante il mio mandato da assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale ho fortemente voluto e sostenuto. Ho sempre immaginato che fosse necessario legare fortemente la formazione professionale alle esigenze delle aziende, piuttosto che alle comodità delle agenzie formative. Ed ecco che seguendo questa semplice convinzione i risultati sono arrivati, nonostante in molti storcessero il naso.

A essere dubbiosi in quel lontano - ma non troppo - 2011 erano da un lato i sindacati, abituati a rincorrere le agenzie formative che culturalmente faticano a investire sull'innovazione dei laboratori e dei corsi (a dire il vero anche per colpa di una Pubblica Amministrazione che non assicurava tempi certi nell'erogazione dei fondi), dall'altra i comuni cittadini che hanno il mito che la formazione sia tutta spazzatura, sempre e comunque. Così non è, l'importante è che i corsi vengano vestiti su misura sulle esigenze di chi deve assumere. Non è un caso che come assessore avessi investito in un software - ideato dalla Bicocca di Milano - capace di prevedere i trend di crescita dei singoli profili professionali negli anni successivi. Peccato che l'attuale Giunta abbia cancellato lo stanziamento per aggiornare i dati - una cifra irrisoria - e che quindi la Regione Piemonte abbia in pancia uno strumento utile per indirizzare l'azione delle agenzie formative, ma che poi non lo utilizzi. Misteri del centrosinistra e della Giunta Chiamparino che è attenta a tante cose, a parole, fuorché alle politiche per il lavoro.

La mission è continuare su questa strada, personalmente avrei voluto attivare una quarta fondazione con capofila la Fiat per lavorare sulle professionalità dell'automotive. Un modo per attirare investitori sul nostro territorio interessati al nostro know how in questo settore. L'arrivo di Monti - che sfrattò il Governo Berlusconi - non diede modo di completare gli ultimi passaggi burocratici che furono stoppati dal nuovo governo. Se mai manca un tassello nel percorso degli ITS è proprio questo, chissà che nel futuro non ci sia data l'occasione per portare a casa questa casa dell'automotive... Il tempo è spesso galantuomo, io ci credo.

Claudia Porchietto