Claudia Porchietto

Primo giorno di scuola, stessi problemi ogni anno. Sbagliare non insegna nulla alla politica

12.09.2016 Print

Oggi è stato il primo giorno di scuola. Eppure i problemi sono quelli di sempre. Passano gli anni e potremmo leggere gli stessi articoli di dieci anni fa: sarebbero ancora attuali. Carenza di insegnanti, mancanza di fondi, scuole non messe in sicurezza, mancanza di una programmazione che coniughi adeguatamente lo studio al lavoro. In un contesto del genere diventa difficile non pensare che la politica ha fallito e continua a fallire. La storia, anche recente, non riesce proprio ad essere maestra di vita per la politica che persevera a non risolvere i problemi del mondo scolastico. Uno dei mondi più delicati perchè depositario della formazione delle coscenze e dell'umanità futura.

In un mondo dove i valori tendono a scomparire, soppiantati dal nichilismo e dal relativismo, si spererebbe che la politica dia sostegno agli unici due pilastri che possono dare una speranza ai nostri figli: la famiglia e la scuola. Colpisce la notizia del suicidio di un 18enne a Torino nel quartiere Crocetta proprio oggi, durante il primo giorno di scuola. E fa ancora più male constatare che la società che stiamo costrendo no nriesca a dare risposte a giovani come lui. Non si può sempre sottostimare il problema dei suicidi, attribuendone le colpe a questioni di instabilità mentale: il substrato dove si innestano questi malesseri lo crea il contesto in cui si vive, la mancanza di punti di riferimento, di una prospettiva per il domani, di una comunità che accolga e integri.

Ecco allora che il messaggio che vorrei far passere attraverso queste mie poche righe, è la speranza che si possa dare segnali di discontinuità con il passato; che la politica per una volta non pensi a lavorare solo sull'emergenza per acquisre consensi elettorali ma si impegni per dare un orizzonte ampio ai nostra giovani. Quello che dovrebbe fare la scuola è rendere liberi, siamo sicuri che l'attuale sistema scolastico oggi lo riesca a fare come dovrebbe?

di Claudia Porchietto