Claudia Porchietto

Che cosa manca al Patto elettorale di Renzi sulle tasse? Una inezia: una copertura di appena 45miliardi di euro

20.07.2015 Print

Molti quotidiani si sono esercitati per comprendere se il Patto elettorale di Renzi sulle tasse sia o meno percorribile. Entro al fine della legislatura, infatti, il premier ha promesso di: togliere la tassa sulla prima casa; ridurre l’Ires, l’Irap e l’Irpef. Peccato che, nel giro di pochi mesi, dovrà “sterilizzare” una serie di clausole di salvaguardia che potrebbero tramutarsi in un vero e proprio salasso per gli italiani, tanto da portare Unimpresa a dichiarare che a saldi invariati l'Italia passerà ad una pressione fiscale del 44% nel 2016 (+0,6% rispetto al 2015).


Entro il prossimo 30 settembre, infatti, il premier dovrebbe recuperare 728 milioni di euro per non far scattare l’aumento delle accise sui carburanti. L’Unione Europea ha infatti bocciato l’estensione del reverse charge alla grande distribuzione che il Governo aveva inserito come copertura contro il rincaro delle accise. Con la prossima legge di stabilità, invece, sarà necessario reperire altri 16 miliardi di euro circa per evitare che dall’inizio del 2016 scatti l’aumento dell’Iva e la riduzione delle detrazioni e delle deduzioni fiscali.

Insomma non si comprende proprio dove reperirà i fondi Renzi per coprire il suo Patto di riduzione fiscale. Ma c'è di più. Se si legge il Def 2015 nei prossimi cinque anni le entrate da tasse aumenteranno di 100 miliardi. Quindi è necessario che agli annunci segua una correzione di quanto scritto, fino a ieri, dallo stesso Presidente del Consiglio. Reperire 45miliardi di euro, (è questo il costo del Patto di Renzi annunciato all'assemblea del Pd avvenuta all'Expo domenica scorsa), è praticamente impossibile vista anche la crescita ridotta del nostro Pil figlia di politiche industriali e sul lavoro miopi.

Capisco che alla difficoltà dei sondaggi e dei risultati elettorali si risponde con l'arte dell'annuncite, credo però che questa volta si sia valicato il confine del rispetto per l'intelligenza degli italiani.

Claudia Porchietto