Claudia Porchietto

Lo scandalo del Lazio non mini la fiducia nelle Regioni

24.09.2012 Print

Lo scandalo dei conti della Regione Lazio (una vergogna, una catastrofe, come ha detto Polverini) non deve però offuscare la ragione di coloro che hanno mantenuto inalterati il senso dello Stato e la coscienza della propria responsabilità politica. Il titolo V della Costituzione non è la fonte del male. Anzi, al contrario, la delocalizzazione della pubblica amministrazione ha permesso di costruire ammortizzatori sociali che altrimenti non ci sarebbero stati o sarebbero stati meno efficienti. Il male deriva dal malaffare di alcuni, dalla ignobile disonestà di coloro che rubano i soldi dei cittadini. Quello è il male da combattere.

Le Regioni, che adesso tutti si accaniscono ad attaccare, sono invece, soprattutto in questo momento di crisi delle imprese e dei livelli occupazionali, uno strumento indispensabile di salvaguardia degli interessi dei lavoratori e degli imprenditori Siamo noi, infatti, a gestire i tavoli di crisi delle aziende. Siamo noi infatti a gestire i meccanismi di concessione delle casse integrazioni.

In Piemonte anche la macrosituazione della Fiat alla fine dovrebbe trovare una soluzione provvisoria (speriamo che sia funzionale alla ripresa della piena attività) nell'utilizzo della cassa in deroga che dovrà necessariamente essere gestita dall'Assessorato al lavoro della Regione. Prima di dire che le Regioni non servono a niente, ci si dovrà fermare un attimo a pensare. Prima di buttare l'acqua sporca (che purtroppo è veramente abbondante) si dovrà cercare bene nella melma per evitare di buttare via anche il bambino che invece ancora ci serve e che dobbiamo tenere da conto.