Claudia Porchietto

Pirelli, addio all'Italia. Ennesimo marchio in mani straniere, è un risiko a senso unico

21.03.2015 Print

Da quanto si apprende la Pirelli diverrà proprietà dei cinesi di ChemChina - China National Chemical Corporation. Ecco un altro pezzo pregiato della nostra grande industria che se ne va. Un altro grande marchio che passa in mani straniere nell'indifferenza generale del Governo e delle amministrazioni locali. Sia ben chiaro siamo in un mercato globale, quindi è necessario accettarne le regole, ma non credo che questo sia sano se avviene a senso unico. Ormai da anni è una continua emorragia di attività produttive solo dall'Italia verso l'estero. Questo è il fallimento di un sistema paese che da tempo considera nemiche le imprese e gli imprenditori.

Per uno Stato ci sono due modi di essere amici delle imprese: o deregolamentare al 100% gli oneri burocratici nei loro confronti e avviando una detassazione senza però occuparsene con aiuti in alcun modo e lasciando che sia il libero mercato a deciderne le fortune; oppure adottare politiche industriali che ne sostengano alcuni segmenti che ritiene congeniali per il futuro della comunità che governa. I governi italiani non hanno scelta nessuna delle due strade. Hanno solo considerato le aziende italiane mucche da mungere senza soluzione di continuità, ogni tanto inventandosi contributi a pioggia per quelle più vicine.

Ecco i risultati: le aziende vengono acquisite e a noi resta solo il ricordo di grande potenza industriale

Claudia Porchietto