Claudia Porchietto

La Cisl propone patrimoniale; ormai è tiro al piccione per il portafoglio degli italiani

24.02.2015 Print

Comprendo che il sindacato cerchi di trovare uno spazio del dibattito pubblico. In un momento nel quale tutti i corpi intermedi pagano un pesante prezzo in termini di rappresentatività, francamente non mi stupisce che la Cisl abbia presentato un disegno di legge di iniziativa popolare con la propria ricetta per l'Italia. Il problema è però il contenuto di questa legge che di fatto, se appovata, prevede l'istituzione di una vera e propria patrimoniale. 

La legge, infatti come spiegato da "Libero", prevede un bonus da mille euro per i redditi sotto i 40mila euro, un nuovo assegno familiare che si alzi al crescere dei carichi familiari e si riduca al crescere del reddito e l'introduzione della local tax e una seria lotta all'evasione fiscale. Ma non è tutto. Già, perché il progetto prevede anche una patrimoniale sui redditi superiori ai 500mila euro, esentando dal computo della ricchezza prima casa e titoli di Stato. Il costo del piano è stimato in 39 miliardi di euro, da coprire con gli attuali 80 euro, l'imposta patrimoniale, la lotta all'evasione, la revisione delle agevolazioni fiscali e nuove misure di contrasto di interesse.

Questa proposta, lanciata dal neo segretario Furlan, è l'ennesimo tentativo di fare cassa su quei cittadini che sono la spina dorsale dell'Italia e che in questi anni più di chiunque altro hanno sostenuto il peso della crisi e del costo dei paraduti sociali per chi ha perso il lavoro. Ormai è un tiro al piccione indecente nei confronti del portafoglio degli italiani. E' paradossale che da un sindacato venga una proposta che appensentirebbe ancora di più il carico fiscale di un Paese che muore di tasse.

di Claudia Porchietto