Claudia Porchietto

Dal Piemonte una soluzione per l'Alcoa

12.09.2012 Print

Ho appreso con soddisfazione la notizia di un'impresa torinese in lizza per rilevare l'Alcoa di Portovesme, azienda assurta agli onori della cronaca proprio in queste ore per la crisi che sta vivendo. Il gruppo statunitense, leader mondiale nella produzione di alluminio, a gennaio aveva infatti annunciato la decisione di voler chiudere l'impianto in Sardegna. Nella competizione per l'acquisizione dello stabilimento, accanto alle proposte delle società svizzere Glencore e Klesh, si aggiunta ieri sera la candidatura della Kite Gen Research di Chieri, titolare di brevetti per lo sfruttamento dell'energia eolica in alta quota.

La startup piemontese sta infatti sviluppando un sistema rivoluzionario per produrre elettricità dal vento che potrebbe risolvere una delle principali problematiche dell'impianto sardo: l'eccessivo dispendio energetico. Come ha precisato il presidente di kite Gen Research Massimo Ippolito, Alcoa è lo stabilimento con maggiore consumo di energia elettrica in Italia per produrre ogni anno il fabbisogno italiano di 150 mila tonnellate di alluminio. Aggiungendo che «gli ultimi quindici anni sono costati alla collettività oltre un miliardo di euro».

È giusto precisare che quella della società di Chieri è una tecnologia ancora in fase di sviluppo e che necessita di cofinanziamenti. Ma trovo positivo il fatto che accanto a due aziende svizzere si sia fatta avanti un'impresa italiana, sintomo che nel nostro Paese c'è ancora spazio per l'innovazione e per la ricerca. Se dovesse realizzarsi il passaggio di Alcoa, il cui fatturato si aggira introno ai 320 miliardi all'anno, in mani italiane sarà la dimostrazione che è ancora possibile trovre soluzioni nazionali alle crisi delle nostre aziende e non svendere un patrimonio di know how che abbiamo sviluppato in decenni.

di Claudia Porchietto