Claudia Porchietto

Rubbia è la dimostrazione che i senatori a vita vanno aboliti

22.01.2015 Print

Le dichiarazioni e il voto espresso ieri in aula dal premio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia, sono la dimostrazione (anche se non era necessario, perchè stranoto) che i senatori a vita vanno aboliti, cancellati dalla nostra Costituzione e rimossi dalla nostra memoria storica.

Oggi sono rimasta perplessa quando su Repubblica ho letto la sua intervista nella quale, invece di occuparsi delle materie di sua competenza e per le quali dovrebbe aver beneficiato della nomina a senatore vita, si avventura in una disquisizione sul futuro del Governo Renzi. Rubbia ventila "brutti presagi, questa legislatura dura poco". Ma può un premio Nobel occuparsi di questi argomenti, invece di portare il proprio contributo fattivo per la crescita del Paese nei settori di sua competenza? Perchè non si attrezza per scrivere e poi sostenere una legge degna sulla ricerca? Un progetto capace se non di arginare la fuga di cervelli, perlomeno capace di attrarne nelle nostre Università e imprese? No preferisce unirsi al gregge dei "veneratori" delle veline giornalistiche. Ma nell'intervista si avvenutra anche in una difesa sperticata del Senato, per lui no non andrebbe abolito. E ci mancherebbe altro, chissà che mai gli tolgano il sudato seggio.

E se si parla di sudore è sufficiente guardare alla sua pagina sul sito del Senato dove si noterà si è occupato di presentare solo un disegno di legge su: "Disposizioni in materia di valorizzazione dell'espressione musicale e artistica nel sistema dell'istruzione". Proprio di sua competenza... 

Come se non bastase c'è poi il suo voto dato ieri in appoggio alla posizione di Gotor. Giustamente, un senatore a vita che vota per la difesa delle preferenze. Insomma, della serie: coerenza quella sconosciuta.

Claudia Porchietto