Claudia Porchietto

Piccoli trasportatori italiani a rischio estinzione. Ennesima beffa europea

11.09.2014 Print

Ecco servito l'ennesimo schiaffone da parte dell'Unione Europea all'Italia. A lanciare l'allarme la CGIA: "con l’abolizione della tariffa minima saranno avvantaggiati i trasportatori dell’Est che già oggi praticano una concorrenza sleale inaccettabile. Dall’inizio della crisi in Italia hanno chiuso oltre 18.500 imprese: Friuli V.G., Toscana e Piemonte le regioni più colpite".

L’Associazione  spiega come: "Dopo la bocciatura da parte della Corte di Giustizia Europea della tariffa minima applicata in Italia per il trasporto merci su strada che, ricorda la CGIA, era periodicamente aggiornata dal ministero dei Trasporti sulla base dei costi di esercizio relativi alle aziende di autotrasporto, i nostri padroncini sono a rischio estinzione. Su poco più di 90.200 imprese attive sul territorio nazionale, il 68 per cento circa è costituito da aziende artigiane. Con l’abolizione della tariffa minima, il potere contrattuale di queste piccole attività rischia di azzerarsi, con il pericolo che molte di queste non saranno in grado di coprire i costi aziendali con tariffe chilometriche che, ovviamente, subiranno una caduta verticale, favorendo, così, i vettori dell’Est Europa che già oggi viaggiano con tariffe stracciate, spesso in palese violazione delle norme di settore e nel mancato rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza previste dal codice della strada".

E' incredibile che per l'ennesima volta l'Ue sposti in basso l'asticella delle regole nel mercato comune in modo da agevolare i paesi dove sono minori le tutele sindacali. Credo che ancora una volta emerga in modo chiaro la necessità di chiedere ai nostri rappresentanti europei di pretendere il rispetto che si deve ad uno Stato che ha contribuito a fondare l'Unione europea.

Claudia Porchietto