Claudia Porchietto

Tributi e tasse fantasma. Si "aboliscono" le Province, ma i balzelli continuano a riscuoterli. E il cittadino paga

22.07.2014 Print

Si fa un gran parlare dell'abolizione delle Province, ma sono veramente in pochi ad entrare veramente nel merito degli effetti di questa scelta. I cittadini godranno di un vero risparmio da questo taglio? Ho dubbi, anche perchè le modifiche non andranno ad incidere sui grandi numeri, cioè quelli del personale diretto e indiretto, ma solo limitatamente alle briciole derivanti dal risparmio su costi del tutto marginali. Ecco allora che il gran parlare diventa un fastidioso chiacchiericcio, volto a gettare un po' di fumo negli occhi a cittadini sempre più disgustati dalla politica.

Personalmente mi appassionerebbe maggiormente un dibattito serio sul trasferimento delle funzioni che le Province avrebbero dovuto esercitare in questi anni e ancor di più su che fine faranno le tasse che riscuotevano e incassavano per sopravvivere. In particolare vorrei soffermarmi su quest'ultimo punto. Le Province ad oggi incamerano 4,5miliardi di euro, derivanti da vari prelievi, più o meno occulti per il cittadino medio: fra tutti la quota derivante dalla rc auto, l'Ipt, il Tefa, la Cosap e il tributo speciale per rifiuti industriali, ecc.. Insomma una marea di balzelli che rischiano di rimanere in piedi nonostante la presunta abolizione delle Province.

Cui prodest? (A chi giova?). Credo che su questo punto sia necessario pretendere chiarimenti dal Governo Renzi. Perchè non si può pretendere che i cittadini continuino a contribuire per Enti che non esistono più. Abbiamo già le accise sui carburanti che incassano "una tantum" su emergenze non più esistenti. Ora voglia incassare tributi anche per enti in via di cancellazione?

Claudia Porchietto