Claudia Porchietto

GTT, PICHETTO, PORCHIETTO E RUFFINO (FI): PIANO INDUSTRIALE CHE NON REGGE. SI TRATTA DELLA TOPPA ELETTORALE PER APPENDINO E CHIAMPARINO

26.01.2018 Print

"Il Piano industriale per il salvataggio di GTT, presentato in questa settimana nelle Commissioni sia regionali sia comunali, non regge. Si tratta di una toppa esclusivamente di sapore elettorale per coprire l’attendismo irresponsabile del sindaco Appendino e le responsabilità passate dell’ex primo cittadino e ora Governatore Chiamparino”. Ad affermarlo il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte Gilberto Pichetto, la vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino e della vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Regione Piemonte Claudia Porchietto all’indomani della presentazione del salvagente studiato per evitare o il commissariamento o il concordato preventivo per l’azienda trasporti torinese.

Spiegano i tre esponenti regionali: “A prescindere che ci pare alquanto debole un Piano industriale costruito anche con il contributo degli stessi soggetti che hanno portato la società in questa situazione economica e finaziaria, ci sarebbe voluto il coraggio di azzerare i vertici della GTT e quindi ripartire da zero. Restano comunque numerosi interrogativi aperti. Prima di tutto si dice che i magazzini ora a secco di pezzi ricambio verranno presto riforniti, ciò è veramente difficile prospettarlo visto che se si vuole risanare l’azienda prima si pagheranno i debiti verso i fornitori, a seguire si spera che si continueranno a versare gli stipendi, si dovrà provvedere alla manutenzione dei mezzi che oggi spesso vanno fuoco e che ormai sono fuori dal fullservice e infine si provvederà con quel che rimane a riapprovvigionare i magazzini. E’ veramente ottimistica la posizione espressa dall’assessore pentastellata Lapietra, che di fronte a ‘ingenti necessità di liquidità’ espresse nel Piano dà già per acquisito anche il rinnovo della flotta dei mezzi a disposizione di Gtt, parlando addirittura di 470 nuovi bus e 40 nuovi tram. In verità il Piano afferma che se tutto va bene arriveranno forse entro il 2021. E’ chiaro quindi che la qualità del servizio non verrà percepito dai cittadini almeno prima di due anni, l”unica certezza sarà il rincaro del costo del biglietto, portato a 3 euro. Questo Piano è solo fumo negli occhi degli elettori per affrontare con maggiore serenità il 4 marzo e poi tirare a campare nei prossimi anni”.

Concludono Pichetto, Ruffino e Porchietto: “Siamo infine perplessi sulla questione delle manutenzioni del parco mezzi e sul futuro del personale dichiarato in esubero. Sul primo fronte il sistema di esternalizzazione del servizio ha già dimostrato di non funzionare, riproporlo e anzi implementarlo toglie lavoro alle professionalità presenti in azienda e rischia di peggiorare ulteriormente il servizio per i piemontesi. Per quanto riguarda il personale ci domandiamo se oltre agli scivoli, che peraltro erano già in funzione da tre anni in GTT con accordi sindacali, il Piano preveda come in passato anche altre forme di incentivo che andrebbero a pesare sulle coperture finanziarie. Insomma Chiamparino prima e Fassino dopo hanno la responsabilità di aver portato GTT sull’orlo del fallimento, ora l’Appendino, dilatando a dismisura i tempi per il salvataggio e legittimando un Piano poco credibile, si è assunta la responsabilità del possibile e probabile fallimento della stessa azienda, solo spostandone la data nel 2021”.