Claudia Porchietto

Regioni, Pichetto e Porchietto (FI): "Ora ci divertiamo" non è una frase da presidente del Consiglio

03.11.2015 Print

"Dopo 'Stai sereno Letta' adesso si passa a 'Ora ci divertiamo'. Francamente quest'ultima non è una frase degna di un presidente del Consiglio. Non possiamo che auspicare che la Conferenza Stato-Regioni tenga ferma la barra e difenda prima che le Regioni, i cittadini italiani". Questo il commento del capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte, Gilberto Pichetto, e della consigliera regionale Claudia Porchietto durante le comunicazioni del Governatore Chiamparino sulle sue dimissioni da presidente della Conferenza.

Pichetto ha spiegato in Aula: "Da italiano mi spiace leggere i tweet del presidente del Consiglio. Che si voti in un modo o nell'altro, che si sia di destra o di sinistra, non si può accettare che un uomo delle Istituzioni dica 'Ora ci divertiamo' di fronte alle legittime e democratiche istanze espresse da una parte dello Stato. Renzi cerca sempre un nuovo nemico per tenere alta la tensione: prima furono le province e ora sono le Regioni. L'Italia non si cambia a colpi di mannaia, in particolare in questo momento delicato del Paese. In modo altrettanto inquietante è vedere disattendere, ogni giorno, gli impegni economici assunti dai Governi precedenti facendone pagare il prezzo agli enti locali. Il caso dei Lea, in ambito sanitario, è eclatante e vale circa 110 miliardi di euro e oggi il Piemonte paga anche e soprattutto i tentennamenti di questo Governo".

Ha concluso Porchietto: "Il presidente del Consiglio non considera né i corpi intermedi né le Regioni, né le Province, né i Comuni appena questi gli consigliano provvedimenti diversi da quelli che lui vorrebbe. Una risposta alle istanze e perplessità espresse dalle Regioni - peraltro confermate dalla Corte dei Conti - come "Ora ci divertiamo" non è una risposta da presidente del Consiglio. In un contesto del genere abbiamo un Piemonte che è subisce una politica imprecisa a livello nazionale, incapace di dare certezza nei trasferimenti e nelle regole di contabilizzazione. Un governo che riconosce solo il taglio decentrato, considerandosi in modo supponente superiore e intoccabile. Oggi Renzi sta demolendo economicamente le Regioni. Non accettiamo più che un presidente del Consiglio si faccia beffa delle Istituzioni locali".