Claudia Porchietto

Agricoltura, Pochietto e Berutti (FI): il risarcimento dei danni da fauna selvatica non può essere considerato un contributo. La Regione si attivi per farlo escludere dal regime 'de minimis'

21.09.2015 Print

"Verrebbe da dire oltre il danno la beffa. Grazie ad una delibera regionale del 31 luglio e al recepimento di alcune modifiche normative apportate a livello Ue infatti da oggi in poi i danni causati dalla fauna selvatica vengono di fatto parificati ai contributi e ai sostegni alle imprese. In questo modo, accedendo ai vincoli del regime degli aiuti de minimis, le imprese agricole che subiscono danni da ungulati e più in generale dalla fauna selvatica rischiano di dover rinunciare al risarcimento per non perdere i sostegni previsti dalle leggi regionali". A denunciarlo i consiglieri regionali di Forza Italia Claudia Porchietto e Massimo Berutti, che hanno presentato una interrogazione sull'argomento.

In estrema sintesi: a seguito delle modifiche normative apportate a livello comunitario detta D.G.R. ha collocato la concessione dei fondi per il ristoro di tali danni nell’ambito del regime degli aiuti de minimis. Quest'ultimo consiste in un tetto massimo delle somme che possono essere erogate dallo Stato all’impresa privata nell’arco di tre esercizi finanziari, importo fissato in 15mila euro per le imprese agricole. Da tutto questo consegue che il risarcimento non avverrebbe più tramite la quantificazione e la liquidazione del danno ma richiederebbe un’autocertificazione da parte del beneficiario circa la somma complessiva di aiuti di Stato ricevuti nei tre anni precedenti. Dato il basso limite del plafond, fissato a 15mila euro, è chiaro che le aziende otterrebbero risarcimenti/contributi certamente inferiori agli effettivi danni subiti.
Concludono Porchietto e Berutti: "Si tratta di una situazione kafkiana e diabolica. L'ennesimo esempio di come la burocrazia nazionale ed europea riesca puntualmente a complicare e peggiorare la vita ai cittadini e i servizi/sostegni a loro offerti. Nella nostrainterrogazione, recependo le preoccupazioni espresse dalle associazioni di categoria, si chiede al presidente Chiamparino se non ritenga di interpellare il Ministero competente per un intervento a livello comunitario, affinché l’erogazione dei fondi per il risarcimento dei danni alle colture agricole derivanti da ungulati sia esclusa dal regime de minimis. Inoltre si lancia un appello affinché l'assessorato all'Agricoltura studi delle misure compensative a sostegno delle imprese agricole. Annualmente i danneggiamenti causati dalla fauna selvatica, solo in Piemonte, ammonterebbero a circa 3 milioni di euro è chiaro quindi che per evitare di scaricare i costi solo sugli operatori del settore agricolo i finanziamenti che la Regione eroga alle aziende agricole, a copertura dei danni arrecati alle coltivazioni, debbano essere considerati a tutti gli effetti un risarcimento del danno e non un contributo".