Claudia Porchietto

Crisi, Berutti-Gancia-Porchietto: sul Lavoro siamo tornati indietro di quattro anni. Giunta inconcludente

25.09.2014 Print

Dispiace constatare che sul Lavoro la Giunta Chiamparino sia tornata indietro di quattro anni. Siamo tornati all’immobilismo  da notaio che si limita solo ad attestare il decesso delle aziende. Un approccio che farà male al tessuto produttivo del Piemonte e ai lavoratori piemontesi”. Così i consiglieri di Forza Italia Massimo Berutti e Claudia Porchietto e il capogruppo della Lega Nord Gianna Gancia commentano l’informativa dell'Assessore al Lavoro in merito ai tavoli di crisi attualmente aperti in Piemonte.

L’esponente della Lega Nord Gianna Gancia spiega: “Povera Regione! Alla gravità dei numeri della crisi in Piemonte, già allarmanti per conto loro, si aggiunge inconcludenza della Giunta. Durante la Commissione l’assessore si è limitata all’elenco della spesa, senza dare la parvenza di conoscere né i singoli casi né tantomeno i percorsi da intraprendere per tentare di non desertificare del tutto il tessuto produttivo piemontese. Siamo di fronte a dei becchini purtroppo”.

“È stata una presentazione surreale – aggiunge Berutti – perché l’assessore al Lavoro si è limitata a fare una fotografia, peraltro incompleta, dei tavoli piemontesi così come li ha lasciati la precedente giunta. I dossier e le trattative che però erano state aperte in questi quattro anni per salvare le nostre imprese sono sembrate un esercizio faticoso e inutile per il nuovo corso della Regione. La sensazione è che tutto si sia bloccato e questa è una situazione paradossale. Unico dato ricorrente nell’esposizione della Pentenero: la constatazione dei tempi di erogazione della cassa. Mi aspetterei che un Assessore e una Giunta prospettino vie d’uscita e non problemi senza soluzioni. Emblematico il caso dell’Ilva, realtà nazionale, dove però il Piemonte sembra un semplice comprimario nella discussione del futuro del comparto siderurgico”.

Conclude Porchietto: “Dopo questa Commissione constato con estrema amarezza che abbiamo riportato le lancette dell’orologio a quattro anni fa. Come assessore della Giunta Cota avevo attivato una Unità di Crisi per affrontare sistematicamente gli stati di sofferenza aziendale con spirito propositivo. Per la maggioranza di centrodestra non c’erano aziende già chiuse in partenza e fino all’ultimo si battagliava. Se così non avessimo fatto la Sandretto avrebbe chiuso i battenti e come lei un’altra ventina di imprese. Gli ammortizzatori sociali non sono la soluzione delle crisi ma solo un salvagente temporaneo che deve servire a trovare soluzioni alternative”.