Claudia Porchietto

Lavoro, Porchietto (FI): in Piemonte sono oltre 35mila i lavoratori a rischiare con la riforma degli ammortizzatori sociali. Un autunno da bollino rosso per scuola, affidamento figli, assegni familiari e casa

25.07.2014 Print

"Sono oltre 35mila i lavoratori piemontesi che potenzialmente rischiano il default a causa della riforma degli ammortizzatori sociali ". Ad affermarlo Claudia Porchietto, consigliere regionale di Forza Italia e assessore uscente al Lavoro.

"Proprio per tale ragione ho presentato una question time in Consiglio regionale per sapere quali azioni sta promuovendo la Regione a tutela dei lavoratori piemontesi e per conoscere quali proposte stia avanzando l’Ente a livello nazionale in seno alla Conferenza Stato-Regioni e alla Commissione competente - spiega il consigliere di Forza Italia –. Stiamo andando incontro ad un vero e proprio dramma, il quale rischia di innalzare a livelli altissimi la tensione sociale. Abbiamo è noto che la copertura finanziaria è stretta sugli ammortizzatori in deroga; talmente stretta da convincere il ministro del Lavoro Poletti ad immaginare di abbassare il trattamento economico fino ad un massimo di 500 euro al mese per coprire tutto l’anno. Questa soluzione rappresenterebbe un vero e proprio killeraggio di stato, pensando che oggi i disoccupati percepiscono mediamente un assegno di 800 euro”. L’alternativa che circola a Roma è il proseguio dell’incertezza sulle coperture che può portare a licenziamenti diffusi da parte delle aziende. “Nessuno vuole alimentare una preoccupazione generalizzata – chiarisce l’ex assessore - ma è meglio prevenire nelle sedi competenti prima di trovarsi a dover gestire l’emergenza".

"Siamo consci degli effetti che una scelta del genere può produrre sulla nostra comunità? – si domanda Porchietto –. Con 500 euro al mese come farebbero i lavoratori a sostenere i costi di un eventuale mutuo o della tassazione selvaggia sulla casa? Come potrebbero rispondere al continuo rialzo delle spese per garantire una istruzione adeguata ai figli, partendo dal caro-libri? Coloro che devono pagare un assegno familiare come potrebbero ancora garantirlo? I genitori che sono sotto osservazione dei servizi socio assistenziali rischieranno di perdere l’affidamento dei propri figli?”

“È necessario un intervento urgente della Regione Piemonte – conclude l’azzurra - per domandare al Governo Renzi che ponga ai primi posti della propria agenda questo tema: prima anche delle riforme sulla legge elettorale. La Riforma Fornero era nata immaginando la ripresa al massimo entro i due anni successivi. Così non è stato ma nessuno si è preoccupato di aggiornare i documenti finanziari legati alle coperture degli ammortizzatori sociali.  Allungare il brodo della Cigd per un anno a cifre così basse non ha senso. Il problema sta nel fatto che nessuno si sta preoccupando di accompagnare la scomparsa dell’ammortizzatore sociale in deroga con misure, efficacemente finanziate, per il reinserimento lavorativo. Ripeto è necessario cambiare le priorità dell’agenda di governo nazionale e regionale e porre al centro il lavoro e lo sviluppo".