Claudia Porchietto

Cota e Porchietto: Dalla Regione 4 milioni e 500mila euro per agevolazioni alle imprese che vogliono superare la crisi

22.05.2013 Print

“Al via un sostegno concreto agli imprenditori che vogliono rilanciare la propria azienda in crisi. Si tratta di una nuova misura, ideata dalla Regione Piemonte, per rispondere in modo concreto al saldo negativo che si è registrato nel 2012 sulla vitalità del sistema produttivo piemontese”. Ad annunciarlo il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, e l’assessore al lavoro della Regione Piemonte, Claudia Porchietto che ha espresso la volontà di intervenire per prevenire le crisi aziendali.

L’azione, che può contare su uno stanziamento di 4 milioni e 500mila euro per il biennio 2013/14, prevede il finanziamento di servizi di consulenza e/o di accompagnamento rivolti alla stesura di piani industriali, di sviluppo e di rilancio. “L’azione ha come scopo il sostegno della competitività di imprese “a rischio” di crisi  - spiegano gli esponenti regionali –. Sostenendo l’impresa nei costi per il suo efficientamento vogliamo garantire la tutela di livelli occupazionali, le prospettive di crescita del relativo bacino occupazionale e la salvaguardia delle attività imprenditoriali che hanno le potenzialità e le prospettive di mercato per superare la crisi. Questa misura si collega agli sforzi che la Regione Piemonte sta compiendo attraverso a tutti gli strumenti di sostegno alle imprese e mostra la volontà di muoversi in modo integrato da parte delle diverse direzioni regionali”.

“È nostra intenzione – precisano Cota e Porchietto – aiutare quelle aziende che stanno manifestando sintomi più o meno rilevanti di difficoltà operativa e/o finanziaria (ma dove non è ancora conclamato lo stato di crisi) e per quelle imprese che versano di fatto in una situazione di crisi, ma che presentano presupposti oggettivi di risoluzione delle criticità verificatesi e, quindi, di continuità aziendale”.

La misura si rivolge a imprese con almeno 50 dipendenti da sole o associate e prevede:

1) la consulenza per la redazione del piano di rilancio a titolo gratuito;

2) un contributo a fondo perduto per le spese di consulenza e affiancamento per la realizzazione delle attività e per le consulenze specialistiche per un importo minimo di 9.000 euro (100 ore) e per un importo massimo di 90.000,00 euro (1000 ore)

3) per il ricorso temporaneo a competenze manageriali o a condivisioni manageriali, un contributo a fondo perduto, nel rispetto del costo convenzionato orario relativo alla prestazione delle attività pari ad Euro 65,00(IVA compresa), per un importo minimo di 6.500,00 euro (100 ore) e per un importo massimo di 65.000,00 euro (1000 ore);

L’importo massimo di contributo ammesso (90.000,00 euro + 65.000,00 euro) non deve essere superiore al 50% dell’importo previsionale indicato nel Piano di rilancio.

Verrà inoltre costituito un comitato scientifico composto da esperti con pluriennale esperienza in materia di crisi, innovazione, riconversione, analisi finanziaria, valutazione e finanziamento progetti e gestione progetti di reindustrializzazione. Spetterà a questo organismo definire i criteri per la classificazione delle domande delle Aziende (es.: fatturato, dimensione, settore ecc.) e decidere le caratteristiche dei profili di competenza e delle aree di consulenza sulla base delle quali attuare la chiamata per avviso pubblico al fine di costituire l’“elenco dei consulenti” ai quali potranno rivolgersi le Aziende per progettare e realizzare i Piani di rilancio.

“La scelta di istituire un comitato scientifico e di dare vita ad un elenco di consulenti e non di un albo pubblico regionale sono dettate dalla volontà di evitare obiettivi di autopromozione dei singoli professionisti – concludono Cota e Porchietto –. Solo le imprese che risponderanno al bando secondo i criteri di selezione delle domande potranno accedere all’elenco e scegliere il professionista che meglio si adatta alle esigenze del proprio piano di rilancio. Infine spetterà a Finpiemonte l’esame della correttezza e sostenibilità delle domande con la gestione dei finanziamenti”.