Claudia Porchietto

Reboani e Porchietto: "Riscopriamo il lavoro manuale di qualità"

23.05.2013 Print

Il progetto Botteghe di mestiere, promosso da Italia Lavoro e organizzato dal programma AMVA, prevede l’individuazione in ciascuna delle 110 province italiane di una “bottega” in uno dei settori dell’economia tradizionale locale a maggior rischio di estinzione, che diventa una “scuola di mestiere”; attraverso l’attivazione di percorsi sperimentali di tirocinio, la Bottega di Mestiere, modello rappresentato da un’impresa singola o da un consorzio di imprese e laboratorio artigianale, si propone di favorire la trasmissione di competenze specialistiche verso le nuove generazioni, rafforzare l’appeal dei mestieri tradizionali, favorire il ricambio generazionale e stimolare la nascita di nuova imprenditoria nel segno del Made in Italy.  Il progetto mette a disposizione una borsa mensile di 500 euro per ogni partecipante, che ha la possibilità di acquisire conoscenze, competenze e capacità per trovare un’occupazione o per avviare un’attività artigianale in proprio. Ogni ciclo di tirocinio prevede l’inserimento in bottega di 10 giovani. Gli aspiranti tirocinanti, interessati a partecipare alle attività di Bottega di Mestiere, possono iscriversi attraverso il sistema informatico. Le aziende vincitrici beneficiano di un contributo di 250 euro mensili per ciascun tirocinante. Per ciascuna bottega, che opera nei territori a livello provinciale, sono selezionati 30 giovani disoccupati o inoccupati che svolgono un tirocinio di 6 mesi. Nel corso della prima fase del progetto sono state selezionate 62 botteghe, che hanno avviato il primo ciclo di tirocini all’inizio di questo anno e che alla fine coinvolgeranno oltre 1800 ragazzi.


Attualmente è in corso la seconda tornata che vede la partecipazione di oltre 1400 giovani e di più di 500 le imprese, per lo più dei settori della moda e dell’enogastronomia, che vedono l’Italia eccellere nel mondo e nei quali la tradizione si coniuga con lo sviluppo delle tecnologie. Tra le aziende ammesse al finanziamento per la Bottega abbiamo infatti grandi laboratori di sartoria quali Caraceni in Lombardia e Saint Andrews nelle Marche,regione che vede la partecipazione di industrie delle calzature prestigiose come Tod’s e Loriblu. Per la gastronomia sono presenti il gruppo Amadori, Eataly, Elior Ristorazione SPA, e una moltitudine di “botteghe” forse più piccole, ma comunque depositarie di un’arte che vuole allargare il proprio raggio di azione: dalla cucina chioggiotta ai pistacchi di Bronte, dalla strada del vino d’Alcamo alla panetteria pugliese. Con una bottega attiva nella ristorazione e nell’alberghiero partecipa la Cooperativa Sociale di San Patrignano. Presenti anche i maestri del legno e di antiche arti del metallo dal Trentino alla Sardegna; in diverse regioni ci sono botteghe dedicate alla valorizzazione del territorio e alla promozione del turismo, oltre ad aziende dedicate alla cura della persona e all’arte dell’acconciatura.
Si tratta di un segnale di vitalità del nostro tessuto produttivo e di attenzione, da parte delle nostre imprese, nei confronti delle giovani generazioni. A dimostrazione che anche in un periodo di crisi così profonda – mille aziende chiuse ogni giorno nel 2012, è la durissima realtà tracciata da Unioncamere – ci sono realtà imprenditoriali che sanno cogliere le opportunità offerte dal mercato e dalle istituzioni per competere e per crescere.
Secondo il presidente e amministratore delegato di Italia Lavoro Paolo Reboani “ciò che stiamo realizzando con il progetto Botteghe di Mestiere è un binomio virtuoso, sancito dalla riforma dell’apprendistato, tra meccanismi di ingresso nel mercato del lavoro e formazione in azienda, con l’obiettivo di aumentare l’occupazione e accrescere il capitale umano dei giovani. Credo anche che questa iniziativa sia importante per rivitalizzare il tessuto produttivo delle nostre imprese, in questo caso una parte dell’eccellenza del made in Italy, e per rivalutare il lavoro artigianale che tanto ha contribuito alla diffusione internazionale del made in Italy”.

Soddisfatta anche Claudia Porchietto, assessore al Lavoro della Regione Piemonte: “Per il Piemonte è record rispetto alle altre regioni: sono quattordici su 139 infatti  le botteghe di mestiere selezionate nell'ambito delle azioni del programma Amva che ha nella sua mission la promozione e valorizzazione del lavoro artigianale e dell’apprendistato. Questo successo dimostra come la nostra regione sia terra di eccellenze e grandi potenzialità. Un territorio insomma ancora centrale per il rilancio dell’industria manifatturiera italiana. Nell’attuale momento di crisi, iniziative come questa sono importanti perché è necessario rilanciare positivamente l’immagine della formazione tecnica specializzata, del lavoro manuale e del rafforzamento delle competenze all’interno dei luoghi di lavoro. Una scelta che il Piemonte ha già percorso con le varie forme di apprendistato avviate in questi anni, e che hanno responsabilizzato sempre di più i datori di lavoro nella loro funzione anche di formatori”.

Spiega l’amministratore delegato di Caffarel che ”L’esperienza di Bottega di Mestiere ci permette di valorizzare attività manuali attraverso le quali i giovani si appropriano di un patrimonio di cultura e di eccellenza che solo la pratica costante rende possibile e che nessun libro insegna.


I giovani hanno la possibilità di vedere l’intero ciclo lavorativo dei nostri prodotti dalla loro produzione alla vendita: riusciamo così a formare  competenze che non vanno perse e che restano sul territorio. Inoltre, L’iniziativa di Bottega di Mestiere è stata, per la visibilità data dai mass media, una buona “vetrina” che ha consentito a giovani da tutto il territorio nazionale di candidarsi”
L’amministratore delegato di Giloro spiega che "in questo periodo di recrudescente crisi economica che ha gravemente colpito anche il settore orafo, la bottega di mestiere è stata una risorsa che ha permesso alle aziende ancora produttive di questo settore di avviare tirocini che da una parte permettono il trasferimento di competenze specialistiche, che andrebbero altrimenti perse, e dall'altra permettono di offrire occupazione a giovani motivati."