Claudia Porchietto

Porchietto, Pdl: Monti paradossale, dimentica le potenzialità del Nord

11.07.2012 Print

“Il grande Nord, Piemonte, Lombardia e Veneto, hanno le risorse e la voglia per tornare a trainare l’economia dell’intero paese”. Lo ha detto Claudia Porchietto, PdL, oggi a margine di Uno Mattina (Rai Uno).

“L’atteggiamento di Monti è paradossale. Certe volte si ha l’impressione che i suoi ragionamenti siano il risultato di visioni concettuali, elaborate sui libri e che non tengono conto della realtà che gli italiani stanno vivendo sulla loro carne”, ha detto Porchietto. “Il Nord è stato per decenni la vera locomotiva italiana. Il Governo deve capire in fretta che il rilancio del sistema paese passa dall’elaborazione di una vera politica di rilancio industriale regionale che tenga conto delle enormi potenzialità della grande industria del settentrione.

Senza di noi, il paese non riparte”. Porchietto è Assessore Lavoro e Formazione della Regione Piemonte presieduta dal leghista Roberto Cota. “La nuova Lega di Maroni sta elaborando strategie molto interessanti e in questi anni i leghisti hanno dimostrato di saper dialogare bene con il mondo industriale. Ma adesso è necessaria una spinta in più che può arrivare solo dalla sinergia con la società civile”, ha detto Porchietto.

“Monti - ha spiegato - non ha ancora neanche lontanamente parlato di toccare l’enorme pressione fiscale che grava sul sistema. Si tratta al contrario di un passaggio fondamentale per dare fiducia agli investitori. Ma anche questo sarebbe inutile se non ci rendessimo conto che ormai siamo tutti sulla stessa barca, anche se con compiti e responsabilità diverse. La speculazione internazionale è come l’attacco dei marziani. Dobbiamo lottare uniti per respingere l’attacco dando però ad ognuno l’arma che sa usare meglio”.

Porchietto sta lavorando ai tavoli di crisi di aziende come Indesit e De Tomaso. “Il principio di sussidiarietà deve trovare nuove dinamiche di applicazione anche nel settore tragico della più grave crisi del mercato del lavoro dal dopoguerra ad oggi”.