Claudia Porchietto

Eurofidi e Michelin in campo per l'occupazione

04.10.2012 Print

Un accordo per favorire l’occupazione in Piemonte è stato sottoscritto da Eurofidi e da Michelin Sviluppo, fondazione creata dalla multinazionale francese Michelin. L’intesa prevede un contributo a fondo perduto per l’abbattimento degli interessi bancari e dei costi di garanzia Eurofidi rivolto alle piccole e medie imprese che intendono assumere un minimo di quattro addetti entro tre anni. 

L’iniziativa è valida nelle zone in cui sono insediati gli stabilimenti Michelin. L’ambito territoriale comprende i comuni di Alessandria, Cuneo e tutti quelli della provincia di Torino.

Per ottenere il beneficio le imprese interessate (anche quelle neo costituite) devono operare nei settori dell’industria, servizi all’industria, artigianato, servizi alla persona e devono aver ottenuto un finanziamento da parte di uno degli istituti di credito convenzionati, assistito da garanzia Eurofidi.

La Fondazione Michelin Sviluppo interviene rimborsando le spese del finanziamento, interamente o in parte secondo gli accordi presi con le singole imprese sulla base del loro impegno nella creazione di nuovi posti di lavoro. Le spese rimborsabili sono:
· gli interessi del finanziamento bancario;
· i costi dell’intervento a garanzia di Eurofidi. È previsto il rimborso totale dei costi per la garanzia.
L’importo massimo del finanziamento ammesso al rimborso è pari a 100 mila euro.

Fondazione Michelin Sviluppo valuterà inoltre i progetti per definire la sovvenzione, offrendosi come tutor per la creazione o per l’espansione dell’attività imprenditoriale.

La garanzia di Eurofidi può essere fino al 60% ed è aumentabile fino all’80% in presenza di imprese femminili, imprese dell’indotto di grandi imprese in amministrazione straordinaria, imprese sociali, aziende appartenenti a contratti di rete e con operazioni con durata pari o superiore a 36 mesi. Eurofidi inoltre prevede l’esenzione dalle spese di segreteria e uno sconto fino al 30% sul costo delle commissioni di garanzia.

«Siamo convinti che, in un periodo di difficoltà del mercato del lavoro come quello che stiamo attraversando, la sfida è di contribuire con i fatti e con azioni concrete al mantenimento e alla crescita dell’occupazione nella nostra Regione», afferma Jean-Paul Caylar, Presidente e Amministratore Delegato della Michelin Italiana.


«Con questa iniziativa Eurofidi riconferma il suo ruolo di strumento essenziale al sostegno economico e sociale del territorio – spiega Massimo Nobili, Presidente della società –. Eurofidi opera infatti da sempre a fianco delle imprese, sostenendole sia nel loro percorso di sviluppo sia, negli anni più recenti, nelle loro azioni di contrasto alla crisi. Grazie a tutto ciò, in Piemonte, regione dove siamo nati oltre trent’anni fa, possiamo dire di essere diventati parte integrante della loro cultura e forza. L’accordo con la Fondazione Michelin Sviluppo ci dà adesso la possibilità di intervenire in un ambito molto importante, soprattutto dal punto di vista sociale, contribuendo a incrementare i livelli occupazionali delle piccole e medie aziende. Ci auspichiamo che siano molte le Pmi piemontesi che potranno aderire all’iniziativa perché questo significa non solo il mantenimento della capacità produttiva, ma anche e soprattutto, l’incremento dell’occupazione».


«In un momento nel quale il credito alle imprese continua a decelerare, per l'effetto ritardato del deterioramento delle condizioni di offerta osservato alla fine dello scorso anno e del rallentamento degli investimenti, iniziative come quella promossa dalla Fondazione Michelin Sviluppo e da Eurofidi risultano essere importantissime – dichiara Claudia Porchietto, Assessore al Lavoro e Formazione Professionale –. Uno strumento essenziale per offrire una boccata d'ossigeno al mondo delle piccole e medie imprese. Il sistema bancario è debitore nei confronti delle imprese e famiglie italiane. Quando la Bce prestò infatti quasi 500 miliardi alle banche europee con l’operazione a tre anni alla fine del 2011, quei soldi dovevano allentare la stretta sul credito alle imprese e le famiglie. Ma così non è stato. Hanno ridotto la quantità del credito e aumentato il costo dei finanziamenti. Ancora una volta sono le Fondazioni e gli Enti locali a cercare di ovviare ad un sistema finanziario che rischia di portare al corto circuito del sistema Paese».