Claudia Porchietto

Farine animali, Porchietto: alquanto preoccupata per scelte della Ue

16.08.2012 Print

“Non posso che esprimere la mia forte preoccupazione per la decisione dell’Ue di riammettere l’utilizzo delle farine animali per nutrire i capi da allevamento. Una scelta che reputo figlia più di spinte lobbistiche che non di equilibrati pareri scientifici”. Non usa mezzi termini l’assessore al Lavoro, Claudia Porchietto.

“Come sempre la storia non ci insegna nulla - sottolinea l’esponente della Giunta Cota –. Dobbiamo ripetere i nostri errori e magari farci complici di una nuova pandemia di encefalite spongiforme bovina per meri interessi commerciali? Non ci sono bastati i 225 morti di allora? Devo ammettere che sono estremamente preoccupata per i miei figli visto che questa normativa non prevede alcun tipo di etichettatura”.

“Questa scelta dell’Ue è senza senso anche dal punto di vista legislativo – conclude Porchietto -. Se fosse vero, come afferma una parte del mondo scientifico e ripeto una parte e non tutta, che il morbo non fu causato dal forzare la natura degli erbivori allora chi ripagherà i danni degli allevatori che hanno dovuto sopprimere migliaia di capi di bestiame anche in buona salute? E chi ripianerà i conti delle industrie di mangimi animali che hanno visto scomparire i propri fatturati? Ma soprattutto chi risponderà delle centinaia di lavoratori piemontesi, italiani ed europei che allora persero il proprio reddito e la propria occupazione? Questi mi paiono argomenti forti, tali da giustificare anche una class action contro una legiferazione senza rotta certa da parte dell’Ue. Una legiferazione protezionistica nei casi di emergenza e lobbistica a problemi risolti o dimenticati”.