Claudia Porchietto

Indesit, Porchietto: la Regione ha presentato proposte concrete, ora tocca all'azienda

27.06.2012 Print

“Lo stabilimento di Indesit di None non deve chiudere. Lo abbiamo ribadito oggi al tavolo ministeriale portando una serie concreta di proposte per evitare l’ennesima delocalizzazione. Anche le rappresentanze sindacali hanno accolto in modo positivo le nostre proposte, auspicando che ora il Ministero dello Sviluppo Economico faccia la sua parte portando nei prossimi giorni il proprio contributo”. Così Claudia Porchietto, assessore al Lavoro della Regione Piemonte, al termine dell’incontro su Indesit organizzato al Mise.

“Non siamo disponibili come Regione a subire passivamente la cancellazione, stabilimento per stabilimento, del nostro tradizionale tessuto manifatturiero – continua l’esponente della Giunta Cota –. La crisi dell'Indesit in Piemonte è solo l’inizio della crisi di un intero comparto. Il settore dell’elettrodomestico occupa 130mila persone in Italia. Un terzo di loro rischia di andare a casa".

D'altra parte l'intero settore manifatturiero degli elettrodomestici è il primo in Italia per quote di commercio internazionale ed è secondo per saldo commerciale (4.265milioni di euro) solo al comparto dell'automotive. Ma come sottolineato da Porchietto "il costo del lavoro medio in Italia è del 50% più caro che nei paesi in via di sviluppo e molte aziende, come l'Indesit, stanno rapidamente delocalizzando le produzioni.  Proprio per questo abbiamo chiesto di aprire a livello nazionale un tavolo di crisi per tutto il comparto dell’elettrodomestico in Italia: Indesit è solo una parte del problema. In Piemonte esistono altre decine di imprese che lavorano in questo comparto e che abbiamo intenzione di tutelare. La progressiva perdita di competitività in questo settore non è solo un dramma per le famiglie dei lavoratori messi in mobilità ma rappresenta un danno strutturale per l'intero paese”.

“Il tavolo di crisi – conclude Porchietto – è stato riaggiornato a mercoledì prossimo così come richiesto dall’azienda. La Regione Piemonte ha lanciato proposte concrete ora auspichiamo che anche l’azienda faccia la sua parte, utilizzando questa settimana non solo per posticipare una decisione già presa ma per studiare realmente una via d’uscita che permetta di continuare la produzione in Italia”.