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Energia: in Italia costa 30% in più rispetto a media Ue

10.12.2014

L'energia elettrica in Italia costa il 30% in più rispetto alla media dell'Unione europea: a pagarne le spese, in termini di competitività, sono soprattutto le piccole e medie imprese, come quelle del settore chimico, della plastica e della gomma. Gli unici a tirare un sospiro di sollievo sono gli utenti domestici con bassi consumi, che invece risparmiano pagando il 7% in meno rispetto agli altri Paesi europei. A scattare questa fotografia sono gli esperti della società Rse (Ricerca sul Sistema Energetico) nella nuova monografia ''Energia elettrica, anatomia dei costi'', la quinta della collana 'RSEview - Riflessioni sull'energia', presentata a Roma presso l'auditorium Gse (Gestore Servizi energetici). Una delle voci che incide maggiormente sulla bolletta energetica nazionale è quella dei costi per la generazione. ''Il diverso mix di fonti energetiche determina per l'Italia un extra-costo dell'ordine di 15 euro per megawattora, equivalente a circa 4,5 miliardi di euro all'anno, pari all'8% della bolletta elettrica nazionale'', spiega Luigi Mazzocchi, direttore del dipartimento tecnologie di generazione di Rse.

Altra voce di costo particolarmente pesante è quella dovuta ''alla 'generosa' politica di incentivazione delle rinnovabili che è stata condotta negli anni passati'', aggiunge l'esperto. ''Dai 4,4 miliardi (rpt: miliardi) di euro del 2010, siamo passati ai 12,7 miliardi del 2013. Di questi - precisa Mazzocchi - circa 3-4 miliardi sono di sovraincentivazione''. Per aggredire questi costi, il margine di manovra è piuttosto limitato. ''Il mix di generazione non si cambia dall'oggi al domani, perchè il sistema elettrico ha una lunga inerzia: le scelte di oggi hanno ricadute che si prolungano per molti anni'', afferma l'amministratore delegato di Rse Stefano Besseghini. ''Quello che invece possiamo fare - conclude - è dar vita ad una politica di incentivazione più ragionata, così da governare l'evoluzione del sistema elettrico in modo più attento che in passato''. (Fonte Ansa)

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