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Home page Claudia PORCHIETTO, Capogruppo PDL Provincia di Torino e Candidato Consigliere alle Elezioni Regionali 2010 con Roberto COTA candidato Presidente
chi è Claudia
Sono nata a Venaria, alle porte di Torino, il 30 maggio 1967. Sposata dal 1996 e ho due figli. Mi sono laureata nel 1995 alla Facoltà di Economia e Commercio di Torino e ho lavorato come commercialista con mio marito. Dal 1996 ho ricoperto diversi incarichi: consigliere Api, Vicepresidente Giovani Imprenditori Confapi, membro del consiglio di amministrazione del Consorzio Universitario di Pinerolo. Nell’Associazione Api di Torino sono stata anche Presidente del gruppo giovani, poi Vicepresidente con delega a credito e finanza.
La mia discesa in campo politico è conseguente all’impegno morale già preso con l’accettazione della carica di presidente API; La mia scelta di quasi un anno fa non è stata semplicemente di entrare in politica, è stata la scelta di un "Presidente" di associazione, l'API; la scelta di chi voleva e poteva intervenire, mettendosi personalmente in gioco, per cambiare ed indirizzare quelle posizioni che da cittadini riteniamo sbagliate e che da rappresentante del mondo dell'impresa ho sempre contestato. La scelta di oggi pertanto non può essere che continuare, continuare nell'impegno preso e farlo insieme a chi mi ha sostenuto fino ad oggi e mi auguro continuerà a farlo. A marzo 2010 gli elettori saranno nuovamente chiamati alle urne, questa volta per un appuntamento ancora più importante: la Regione. Se la Provincia pur dando indirizzi, esegue, limitatamente alle proprie funzioni, la Regione legifera; la Regione indirizza e disegna realmente il futuro del nostro territorio. Pertanto è mia intenzione candidarmi quale consigliere, alle prossime elezioni Regionali di marzo 2010 e con il Vostro sostegno, lavorare per un territorio ed un'economia che più che mai oggi hanno necessità di cambiamento ed indirizzi nuovi.
contatti
Le segreterie presso la quale è possibile contattarmi: Politica Tel 0118612126 - 2176 - Fax: 0118612791 email gruppopdl@provincia.torino.it Personale Tel 01119821304 email segreteria@claudiaporchietto.it
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associazione
Dal 1996 ho ricoperto diversi incarichi: consigliere Api, Vicepresidente Giovani Imprenditori Confapi, membro del consiglio di amministrazione del Consorzio Universitario di Pinerolo, Presidente del gruppo giovani API Torino, Vicepresidente API Torino con delega a credito e finanza, Presidente API Torino.
Nel 2005 sono stata infine eletta Presidente API Torino, carica che ho mantenuto fino al 2009 quando, a seguito della decisione di candidarmi alla presidenza della Provincia di Torino, ho presentato le mie dimissioni. Nel periodo 2005-2009, ho potuto affrontare molteplici situazioni, e ne sono parziale testimonianza gli articoli ed i temi che potrete trovare in questa pagina.
provincia
funzioni e compiti della Provincia
La Provincia è un ente cha ha funzioni amministrative su vaste zone intercomunali o sull'intero territorio provinciale, regolate dal decreto legislativo n. 267 del 18-8-2000. Le funzioni sono articolate in diversi settori: difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell'ambiente e prevenzione delle calamità; tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche; valorizzazione dei beni culturali; viabilità e trasporti; protezione della flora e della fauna, parchi e riserve naturali; caccia e pesca nelle acque interne; organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore; servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale; compiti connessi all'istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione professionale, compresa l'edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale; raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali.
La provincia di Torino comprende 315 comuni e 13 Comunità montane, che hanno lo scopo di salvaguardare le ricchezze del territorio montano. Vanta il maggior numero di Comuni in Italia ed è la quarta provincia per abitanti. La Provincia di Torino copre una superficie di 6.829 kmq ed è popolata da 2.248.955 persone (dati aggiornati a gennaio 2007), con una densità di 329,3 abitanti/kmq.
Agliè Airasca Ala di Stura Albiano d'Ivrea Alice Superiore Almese Alpette Alpignano Andezeno Andrate Angrogna Arignano Avigliana Azeglio Bairo Balangero Baldissero Canavese Baldissero Torinese Balme Banchette Barbania Bardonecchia Barone Canavese Beinasco Bibiana (TO) Bobbio Pellice Bollengo Borgaro Torinese Borgiallo Borgofranco d'Ivrea Borgomasino Borgone Susa Bosconero Brandizzo Bricherasio Brosso Brozolo Bruino Brusasco Bruzolo Buriasco Burolo Busano Bussoleno Buttigliera Alta Cafasse Caluso Cambiano Campiglione-Fenile Candia Canavese Candiolo Canischio Cantalupa Cantoira Caprie Caravino Carema Carignano Carmagnola Casalborgone Cascinette d'Ivrea Caselette Caselle Torinese Castagneto Po Castagnole Piemonte Castellamonte Castelnuovo Nigra Castiglione Torinese Cavagnolo Cavour (TO) Cercenasco Ceres (TO) Ceresole Reale Cesana Torinese Chialamberto Chianocco Chiaverano Chieri Chiesanuova Chiomonte Chiusa di San Michele Chivasso Ciconio Cintano Cinzano Cirié Claviere Coassolo Torinese Coazze Collegno Colleretto Castelnuovo Colleretto Giacosa Condove Corio Cossano Canavese Cuceglio Cumiana Cuorgnè Druento Exilles Favria Feletto Fenestrelle Fiano Fiorano Canavese Foglizzo Forno Canavese Frassinetto Front Frossasco Garzigliana Gassino Torinese Germagnano Giaglione Giaveno Givoletto Gravere Groscavallo Grosso Grugliasco Ingria Inverso Pinasca Isolabella Issiglio Ivrea La Cassa La Loggia Lanzo Torinese Lauriano Leinì Lemie Lessolo Levone Locana Lombardore Lombriasco Loranzè Lugnacco Luserna San Giovanni Lusernetta Lusigliè Macello Maglione Marentino Massello Mathi Mattie Mazzè Meana di Susa Mercenasco Meugliano Mezzenile Mombello di Torino Mompantero Monastero di Lanzo Moncalieri Moncenisio Montaldo Torinese Montalenghe Montalto Dora Montanaro Monteu da Po Moriondo Torinese Nichelino Noasca Nole Nomaglio None Novalesa Oglianico Orbassano Orio Canavese Osasco Osasio Oulx Ozegna Palazzo Canavese Pancalieri Parella Pavarolo Pavone Canavese Pecco Pecetto Torinese Perosa Argentina Perosa Canavese Perrero Pertusio Pessinetto Pianezza Pinasca Pinerolo Pino Torinese Piobesi Torinese Piossasco Piscina Piverone Poirino Pomaretto Pont-Canavese Porte Pragelato Prali Pralormo Pramollo Prarostino Prascorsano Pratiglione Quagliuzzo Quassolo Quincinetto Reano Ribordone Riva Rivalba Rivalta di Torino Rivara Rivarolo Canavese Rivarossa Rivoli Robassomero Rocca Canavese Roletto Romano Canavese Ronco Canavese Rondissone Rorà Rosta Roure Rubiana Rueglio Salassa Salbertrand Salerano Canavese Salza di Pinerolo Samone San Benigno Canavese San Carlo Canavese San Colombano Belmonte San Didero San Francesco al Campo San Germano Chisone San Gillio San Giorgio Canavese San Giorio di Susa San Giusto Canavese San Martino Canavese San Maurizio Canavese San Mauro Torinese San Pietro Val Lemina San Ponso San Raffaele Cimena San Sebastiano da Po San Secondo di Pinerolo Sangano Sant'Ambrogio di Torino Sant'Antonino di Susa Santena Sauze d'Oulx Sauze di Cesana Scalenghe Scarmagno Sciolze Sestriere Settimo Rottaro Settimo Torinese Settimo Vittone Sparone Strambinello Strambino Susa Tavagnasco Torino Torre Canavese Torre Pellice Trana Trausella Traversella Traves Trofarello Usseaux Usseglio Vaie Val della Torre Valgioie Vallo Torinese Valperga Valprato Soana Varisella Vauda Canavese Venaria Reale Venaus Verolengo Verrua Savoia Vestignè Vialfrè Vico Canavese Vidracco Vigone Villafranca Piemonte Villanova Canavese Villar Dora Villar Focchiardo Villar Pellice Villar Perosa Villarbasse Villareggia Villastellone Vinovo Virle Piemonte Vische Vistrorio Viù Volpiano Volvera
Alta Valle di Susa Alto Canavese Bassa Valle di Susa e Val Cenischia Dora Baltea Canavesana Pinerolese Pedemontano Val Ceronda e Casternone Val Chiusella Valli Chisone e Germanasca Valli di Lanzo Valli Orco e Soana Val Pellice Valle Sacra Val Sangone
Non ho mai fatto politica, ma ho accettato di candidarmi alla Presidenza della Provincia di Torino per mettere al servizio delle persone, delle famiglie, e delle imprese della nostra provincia, la mia esperienza, il mio entusiasmo e la mia volontà di cambiare le cose. Perchè, se i politici non ascoltano la gente, è giusto che le persone normali, come voi e come me, si impegnino a cambiare la politica. Sono convinta che con un'amministrazione di centro-destra, la nostra provincia possa finalmente imboccare la strada della ripresa; e potrà farsi ascoltare di più e meglio dal Governo e dal Presidente Berlusconi. Da parte mia sono pronta a mettere in campo le mie capacità di imprenditore, di donna e di mamma, per far si che la nostra provincia torni ad essere un posto sicuro dove vivere, lavorare ed essere felici. State pronti anche voi. Perché è ora!
fotogallery della campagna elettorale
La migliori fotografie della campagna elettorale per le elezioni provinciali 2009, che vedevono Claudia Porchietto come candidata alla presidenza della Provincia, in contrapposizione al Presidente uscente Antonio Saitta
capogruppo PDL Provincia Torino
Con le elezioni per la Provincia di Torino, sono stata eletta Consigliere Provinciale in opposizione al Presidente Antonio Saitta. La mia successiva nomina quale Capogruppo PDL mi ha quindi permesso di poter guidare l'opposizione del principale partito presente in consiglio. Purtroppo la macchina provinciale offre pochissimo spazio alla minoranza, i principali compiti legislativi spettano alla Regione e il poco che resta è di facile appanaggio della maggioranza di governo; logica conseguenza quindi, al fine di poter realmente incidere nel proprio territorio e tutelare gli impegni presi con gli elettori, guardare alla competizione elettorale di marzo 2010 relativa al rinnovo del consiglio regionale.
In linea con il mio impegno di tenere costantemente aperto un canale web con i miei elettori e amici, in questo spazio trovate gli stralci delle sedute di consiglio provinciale, in modo tale che possiate condividere, valutare, commentare il mio operato, suggerendomi sempre la strada migliore per meglio rappresentare la vostra voce in seno alle istituzioni cui mi avete delegata. Il testo integrale dei verbali di Consiglio Provinciale, può essere reperito, unitamente all'archivio di tutte le sedute, direttamente presso il sito della Provincia di Torino
22 settembre 2009 Fondi alluvione, Saitta comunichi con la Bresso 19 settembre 2009 Il Presidente Saitta non permette al Consiglio di lavorare fuori dagli uffici della Provincia di Torino 18 settembre 2009 Rifiuti, storia di una "svista" annunciata - Chieste le dimissioni dei vertici Amiat, Ato, Provincia e Comune 17 settembre 2009 TAV, non si perda tempo con le polemiche 17 settembre 2009 Operai di Rivoli sul tetto: il Presidente Saitta alzi la testa e aiuti i lavoratori 16 settembre 2009 a manifestare al fianco dei lavoratori Eutelia 16 settembre 2009 bene Governo su Italia 150; Saitta e Bresso non sprechino l'occasione, si dia lavoro alle aziende locali
regionali 2010
Entra nel mio Team, sostieni la mia candidatura a Consigliere Regionale per le elezioni del 28 e 29 marzo 2010. Chiunque può essere utile e può partecipare al grande cambiamento che intendiamo portare nella politica della nostra regione, compila il form sottostante e diventa parte attiva di tutto ciò. Nel merito gradirei in primis conoscere la tua disponibilità e quella eventuale di altri tuoi amici o conoscenti per svolgere le seguenti attività: Disponibilità ad organizzare incontri sul tuo territorio, importanti per permettere alle persone di conoscere il candidato ed apprezzarne il coinvolgimento; Disponibilità a organizzare banchetti nei mercati con volantinaggio, importanti per diffondere la conoscenza del candidato; Disponibilità ad affiggere materialmente i manifesti negli spazi assegnati dal comune nel periodo dal 1 al 28 marzo, in quanto in tale periodo l’affissione è demandata direttamente ai candidati ed è particolarmente importante per dare alla popolazione un segnale della presenza e dell’attenzione del candidato a quel territorio; Disponibilità a presenziare alle operazioni di spoglio elettorale in qualità di “controllore di seggio”, previa partecipazione ad un incontro di formazione che organizzerò nella prima metà di marzo: tale attività è da considerarsi la più importante in quanto è inutile lavorare duramente per mesi al fine di ottenere voti, se poi buona parte di questi viene annullata in un giorno da scrutatori di parte e mancanza di controlli.
materiale elettorale
Il poster di Claudia Porchietto per le elezioni regionali del piemonte 2010
Intorno a noi c’è una realtà fatta di tante persone, situazioni, opportunità. Ognuno è importante con le sue esigenze, le sue intuizioni, le sue difficoltà e le tante aspettative. Per coglierle, è importante utilizzare tutti i nostri sensi: Saper ascoltare fino in fondo, saper toccare con mano, saper osservare i dettagli, saper gustare il cambiamento, saper fiutare le opportunità. Questo per me significa “far valere la tua voce”, perché la tua voce è anche la mia; per farmene interprete ho bisogno del tuo appoggio alla mia candidatura a Consigliere Regionale alle prossime elezioni: SOSTIENIMI! ELEZIONI REGIONALI MARZO 2010 SCEGLI PORCHIETTO Mandami un SMS con scritto “SONO CON TE” al numero 320 2043462. Ti contatterò a breve. Per contattarmi direttamente: 011 19821304 www.claudiaporchietto.it
È ora di lanciare una nuova classe politica e dirigente giovane, preparata e onesta, che anteponga l’interesse del territorio e della collettività a quello personale, che sia tra le persone e lavori per le persone. È ora che il Piemonte torni ad essere motore dell’economia, centro di sviluppo e luogo ideale dove vivere, lavorare e crescere i propri figli. Perché è ora di cambiare, di dare un segnale forte a tutti quei politici che si ricordano dell’elettorato solo sotto elezioni per poi dimenticarsene per i successivi anni. Perché è ora di… Far crescere l'economia e il lavoro, far vivere meglio le persone, far vincere la famiglia, far rispettare l'ambiente, far credere nel futuro. Sarete Voi con il Vostro voto e combattendo l’astensionismo di troppi a decidere il Vostro futuro!!! Io ho già scelto, ci sono. Candidata a Consigliere Regionale alle prossime elezioni. SOSTIENIMI! ELEZIONI REGIONALI MARZO 2010 SCEGLI PORCHIETTO Mandami un SMS con scritto “SONO CON TE” al numero 320 2043462. Ti contatterò a breve. Per contattarmi direttamente: 011 19821304 www.claudiaporchietto.it
comunicati stampa
Claudia Porchietto rilancia sul sociale: "Dalla Spagna un'idea brillante e a costo zero!" Per la capogruppo PdL alla Provincia di Torino: "Rendiamo il Piemonte capofila di una svolta". Mentre oggigiorno la "politica delle parole" continua a confrontarsi su progettualità spesso e volentieri vuote e inutili e talvolta anche solo onerose per i fondi pubblici e senza alcuna ricaduta sul tessuto sociale ed economico, è certamente necessario e improcrastinabile segnare, al più presto, un netto cambio di rotta, interpretando i bisogni del proprio territorio e proponendo tutte quelle iniziative che già sono state confermate dal successo dove sono state presentate. "È il caso dell'ONCE, l'organizzazione nazionale spagnola dei ciechi, - osserva Claudia Porchietto, capogruppo PdL alla Provincia di Torino e candidata consigliere alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo prossimi - un esempio di straordinaria efficienza e di servizi di altissima qualità offerti in ambito sociale ma senza alcun costo per le casse dello stato iberico". Nata nel 1938, l'ONCE ha creato la sua forza e la sua fortuna semplicemente finanziandosi in maniera autonoma con la commercializzazione di popolari biglietti della lotteria. "Questi coupon - ha proseguito la Porchietto nell'illustrare la sua nuova proposta - ricercatissimi in Spagna, producono sia vincite significative al gioco sia un giro d'affari per l'organizzazione di oltre 2,5 miliardi di euro l'anno. Con questi fondi l'ONCE riesce così a gestire ben 120 mila persona in forza lavoro, fra diretta e indiretta, e ad offrire significativi servizi a tutta la categoria dei non vedenti e dei portatori di deficit visivo". Nel concreto, infatti, l'organizzazione spagnola riesce a sostenere integralmente i progetti per l'autonomia personale (con servizi di riabilitazione ed adattamento delle barriere architettoniche) i servizi di informazione e comunicazione, l'integrazione educativa di oltre 8.000 bambini all'anno in strutture ordinarie e specializzate, la formazione professionale, la promozione culturale, ricreativa e sportiva, il miglioramento della qualità del lavoro, del benessere sociale e dell'assistenza domiciliare per tutti i suoi assistiti in tutte le diciassette comunità autonome in cui è suddiviso il Regno di Spagna. Lo stesso gruppo ha poi dato vita anche alla "Fundaciòn ONCE", cui devolve circa 100 milioni di euro l'anno e che persegue fini sociali attraverso programmi di integrazione, con l'ottenimento di impieghi per gli assistiti, formazione ed abbattimento delle barriere. "Da oltre settant'anni - osserva la Porchietto - questo sistema funziona e cresce. Perché quindi non importare anche da noi una simile iniziativa, visto e considerato che in Italia la spesa annua per giochi, Lotto e lotterie varie ammonta a ben 53 miliardi?" "La Regione Piemonte potrebbe quindi divenire portavoce e capofila di un simile progetto - auspica Claudia Porchietto - e costituirsi come collettore di progetti benefici e rivolti al sociale. Nel contempo (e soprattutto se a seguito delle prossime elezioni potremmo assistere ad un cambio di amministrazione tale da presentare di fatto una maggiore vicinanza con il Governo nazionale) potrebbe richiedere allo Stato l'emanazione di un necessario provvedimento tale da consentire, anche alle realtà locali e su specifici progetti di assistenza, l'emissione di biglietti della lotteria". "È certamente un progetto complesso e ambizioso - conclude quindi la Porchietto - ma, visti e considerati gli innegabili benefici che porterebbe, a fronte di un costo pari a zero sia per lo Stato sia per la Regione, sono certa che sia una strada che dovremmo percorrere con immediatezza e con estrema determinazione, raccogliendo da subito tutte le istanze e i progetti sociali che potrebbero essere finanziati dalla versione subalpina e italiana della benefica lotteria spagnola". Torino, 14 gennaio 2010.
Claudia Porchietto attacca Saitta: "L'ATL unica non sta funzionando!" Per la capogruppo PdL alla Provincia di Torino, Claudia Porchietto: "Scarsa attenzione alle realtà locali e notevoli problemi economici". Torino. Era stata presentata dal Presidente Saitta come uno strumento innovativo per la gestione del turismo nella provincia di Torino, avrebbe dovuto superare i campanilismi locali e creare una serie di sinergie in grado di migliorare l'efficienza e realizzare un sensibile risparmio di costi. "Purtroppo la situazione dell'ATL unica non è affatto così! - ha commentato Claudia Porchietto oggi durante la presentazione della sua mozione al Consiglio Provinciale di Torino - Il consorzio, nato a metà 2007 dall'unione delle tre agenzie turistiche locali (le cosiddette A.T.L.), non sta affatto funzionando e, oltretutto, vi sono notevoli problemi economici". "La chiusura d'esercizio del 2009 - ha proseguito la capogruppo del PdL - indica un disavanzo di circa 410 mila euro e, ancora oggi, il presidente Saitta non ci dice chi coprirà questa voragine! È assolutamente necessario e improcrastinabile dare il via ad un piano di risanamento e ad una drastica riorganizzazione degli I.A.T. (gli uffici di informazione ed accoglienza turistica), ma questo, al tempo stesso, ci conferma che il progetto è fallito, non vi è alcuna sinergia con le realtà locali e occorre rivedere profondamente l'intera iniziativa". Durante il suo intervento in Consiglio Provinciale la Porchietto ha poi chiesto che i gravi errori progettuali della Provincia non ricadessero sui piccoli Comuni che "in caso si decida di proseguire su questo percorso fallimentare vedranno necessariamente un notevole aumento del loro impegno economico e delle loro responsabilità, in quanto molte delle funzioni dell'ATL unica potrebbero anche venire demandate a loro". "Questo provocherebbe necessariamente una diminuzione dell'opera di coordinamento, alla base della filosofia stessa dell'ATL unica - ha quindi sottolineato Porchietto - con un conseguente sensibile peggioramento dei servizi turistici offerti dalla Provincia". "Quanto chiediamo a Saitta e alla Giunta - ha poi proposto concluso la capogruppo del PdL - è quindi di impegnarsi a risolvere e a chiudere una situazione che rischia solo di aggravarsi ogni giorno di più. Gli operatori sono decisamente insoddisfatti e i conti sono in profondo rosso. Cambiamo decisamente registro e ripensiamo l'intero progetto dell'ATL unica: su questo percorso siamo ampiamente disponibili a collaborare costruttivamente con la Giunta". "Quello che l'ATL unica del futuro dovrà fare - ha infine concluso Porchietto - sarà di operare sinergicamente con la Regione, occuparsi decisamente meno di "accoglienza", delegando tale compito ai Comuni, e interessarsi principalmente di "promozione", ossia di sviluppo e di coordinamento. Solo su tale percorso potrà avere un senso ed un futuro; diversamente sarà solo il solito vuoto ed inutile carrozzone pubblico, e il torinese non può più permetterselo". Torino, 19 gennaio 2010.
Claudia Porchietto interviene sui ritardi nei lavori della S.P. 25 ad Avigliana: Per la capogruppo PdL alla Provincia di Torino: “Completamente inascoltate le proposte dei cittadini”. Torino. È datata ben dicembre 2005 la convenzione tra SITAF, ANAS, Provincia di Torino e Comune di Avigliana per il lavori di realizzazione della Variante alla SS 589 dei Laghi di Avigliana. Da allora i lavori di sistemazione di corso Torino ad Avigliana, compresi nella convenzione e che ammontavano a circa centomila euro, hanno però dovuto subire delle modifiche non meglio specificate che, in prima battuta, hanno comportato un ritardo nell’avvio dell’opera e altresì hanno portato i costi dell’opera a circa ottocentomila euro (con un incremento quindi di ben l’800%). Con il maggio del 2009 sono quindi iniziati i lavori, poi immediatamente sospesi a causa di “difficoltà tecniche” prima e di “avverse condizioni metereologiche” poi, la cui ripresa è ora prevista dalla SITAF per i giorni del prossimo febbraio, con consegna entro la fine del successivo mese di aprile. “A parte l’esplosione dei costi dell’opera – ha commentato Claudia Porchietto, capogruppo del PdL alla Provincia di Torino e candidata alle prossime elezioni regionali – colpisce lo scrupoloso avvio dei cantieri ad ogni tornata elettorale. Dopo ben quattro anni dalla convenzione si iniziano i lavori proprio a pochi giorni dalle scorse elezioni provinciali ed ora, dopo una sospensione non ben motivata di quasi un altro anno, i lavori ripartono nuovamente proprio sull’avvio della campagna per le elezioni regionali!” “Visto e considerato poi – aggiunge Porchietto – che al termine dei lavori l’ANAS dismetterà al Comune di Avigliana il tratto di corso Torino, sarebbe certamente stato più corretto e proficuo ascoltare le segnalazioni provenienti proprio dai commercianti e dai cittadini di Avigliana, recependo le modifiche suggerite al progetto esecutivo”. “Dalla Provincia, dalla SITAF e dall’ANAS invece – riporta quindi la capogruppo del PdL – Avigliana ha ricevuto solo silenzio e, di conseguenza, ad oggi non potranno essere minimizzati i nefasti effetti indotti alle attività commerciali presenti su corso Torino in prossimità delle intersezioni e la città sarà esclusivamente costretta a subirne le conseguenze”. “Oltre a voler comprendere, in sede di Consiglio Provinciale, le reali motivazioni per questa esplosione di costi – ha infine commentato Claudia Porchietto – interverrò con la giunta Saitta per chiedere un incontro con i cittadini e i commercianti di Avigliana, tale da poter valutare con attenzione le proposte di modifica e in modo da poterne porre rimedio prima dell’avvio dei lavori. Dopo il “cantiere promozionale per Saitta”, seguito ad un anno di fermo e ad un nulla di fatto, mi auguro quindi che il “cantiere promozionale per Bresso” voglia quantomeno ascoltare le esigenze e i bisogni del territorio”. Torino, 23 gennaio 2010.
Parla Claudia Porchietto che racchiude in sè la veste del politico che si è candidato alle elezioni, ma anche la veste di chi le imprese le ha viste da vicino in qualità di ex presidente dell’API. In questi mesi non si e’ espressa apertamente sulle vicende del CSI Piemonte ma certamente una sua opinione nel merito è quanto mai autorevole. Ed allora domandiamole: cosa ne pensa di quanto sta accadendo intorno al CSI Piemonte? Vero che non mi sono mai espressa apertamente sull’argomento, ma me ne sono occupata come consigliere della Provincia di Torino e per aver raccolto molte opinioni del mondo imprenditoriale che circonda il settore dell’ICT Piemontese. E partendo da questo posso già fare due affermazioni importanti prima di approfondire magari aspetti di politica industriale. La prima riguarda i dipendenti del Consorzio che dimostrano in alcuni casi di avere loro stessi le idee più chiare di chi li governa e li guida rispetto a che cosa dovrebbe diventare. E loro per primi si rendono conto di che cosa dovrebbe essere la loro azienda e degli sprechi di risorse che vengono sistematicamente operati. Questo per il futuro è una grande opportunità da valorizzare. Ed inoltre le aziende del settore che da anni chiedono con forza che il consorzio svolga un ruolo di forte cerniera fra la domanda pubblica locale e non solo e il sistema delle imprese locali. Obiettivo dichiarato raggiunto in gran parte solo a parole perchè i numeri dei trasferimenti, apparentemente, positivi, non si tramutano in veri asset spendibili. Ci può chiarire meglio questi due aspetti? Ritengo che i dipendenti abbiano cercato in tutti i modi negli ultimi anni di far emergere che esiste un problema di management interno e di organizzazione farraginosa, In particolare una struttura monocratica e monolitica che si è circondata di soggetti esterni che hanno di fatto impedito la crescita e l’affermarsi di professionalità interne che invece sono di estremo valore e su cui occorre puntare per il futuro dell’azienda. Il ricorso a continue e costose consulenze esterne da parte di questa struttura di vertice a discapito delle professionalità interne è stata evidente solo negli ultimi tempi proprio grazie ai continui richiami degli stessi dipendenti alla non corretta e costruttiva gestione del consorzio. Alcune interpellanze di colleghi più che documentate, ma anche l’analisi di advisor internazionali hanno dato dimostrazione di questo. La macchina produttiva e la capacità di pensiero interna funziona ed è anche eccellente, la crosta sovrastante no. E dunque ecco il richiamo all’attenzione, il tardivo intervento del mondo sindacale ed il colpevole disinteresse dei consorziati sulla gestione. Gli eventi recenti sui giornali raccontano nostro malgrado il colpevole ritardo di reazione dell’attuale politica e l’arroccamento del vertice su posizioni che potrei definire poco attuali ed adatte per il futuro. Questo per quanto riguarda i dipendenti, e le imprese invece? Le imprese nel tempo hanno riconosciuto il ruolo strategico che lo strumento CSI può svolgere anche nei loro confronti. Ma si sono rese conto anche della “estrema ingessatura” della struttura interna, l’incapacità di aprirsi. Hanno potuto constatare il potenziale valore risultante ma non lo hanno potuto raccogliere perché l’attuale modo di gestire la mancanza di coordinamento interno non lo ha permesso o solo in parte. Alcune di queste lodevoli iniziative di successo, si sono trasformate in specchietto per le allodole propagandate dall’attuale vertice solo per poter dire “abbiamo fatto”, ma in realtà era il minimo. Quindi è chiaro agli imprenditori che potrebbero ottenere molto di più ma hanno dovuto loro malgrado accontentarsi e questo non è un segnale accettabile da parte di uno strumento in mano al pubblico in un momento di crisi come quello che si sta attraversando. Il culmine di questa situazione lo si è raggiunto quanto si è scoperto “il tesoretto” delle consulenze non produttive assegnate a personaggi di scarso valore per gli effetti produttivi e che ha comportato per il loro mantenimento il taglio di fatto delle consulenze esterne di natura produttiva o le commesse di sviluppo, oltre i disagi per i dipendenti interni. A questo punto la situazione è diventata esplosiva per gli azionisti del Consorzio, che di fatto non hanno governato con l’attenzione dovuta questa importantissima azienda del settore a livello italiano, fra le prime aziende piemontesi, la prima azienda di comparto a Torino. Si e’ aggiunto il problema del cambio del direttore generale. Quanto accade non va legato semplicisticamente alla scadenza del mandato, ma anche alla deriva che il consorzio sta assumendo in questi ultimi almeno due anni. Questo va detto per dignità di causa, considerando che le scadenze di mandati sono cose note: sono scritte sui contratti, a meno che qualcuno voglia affermare di averlo dimenticato. Perché attribuisce questa deriva agli ultimi due anni, non era forse solo crisi di comparto? La crisi di comparto c’è e non si può negare, ma è solo la condizione che ha portato alla luce i fatti. A mio parere questa deriva e queste condizioni di mala gestione interna, rispetto alla valorizzazione dei dipendenti a discapito di figure esterne esisteva già da lungo tempo e da alcuni atti delle interpellanze è evidentissimo. Ma anche la mala gestione del rapporto con l’esterno era evidentissima. Basterebbe guardare con occhio critico alle chiusure di bilancio del consorzio negli anni recenti: pagava tasse perché faceva utili, come e’ possibile che questa si possa considerare buona gestione del consorzio., Non solo: faceva utili che non avrebbe dovuto fare ma questi venivano tramutati in tasse a discapito della possibilità di tramutarli più oculatamente in forme di reinvestimento a favore dei dipendenti o del mondo delle imprese, non mi sembra un esempio di buona gestione economico finanziaria. Questo modello di gestione, definita da qualcuno “fastidiosa”, ma che in un periodo di abbondanza di finanziamenti pubblici poteva reggere, si é scontrata con la crisi. Il taglio dei fondi e la crisi sui pagamenti degli enti hanno fatto scoprire che la coperta era corta. Volendo continuare con questa miope politica manageriale, qualcuno doveva pagare il conto: taglio sui premi dei dipendenti, mancati rinnovi degli interinale verso l’interno e taglio delle commesse consulenziali produttive verso l’esterno. In sostanza una lenta inesorabile asfissia. Va dato atto ai dipendenti di essersi accorti di questo e di aver fatto di tutto per sollevare il problema nei più svariati modi, dalle missive anonime più che circostanziate e dettagliate fino all’assemblea al palazzetto dello sport dove erano presenti in 700, cosa mai vista per un CSI, per chiedere ai sindacati di porre la questione in modo strutturato. E’ grazie a questi elementi e solo in queste occasioni qualcuno ha iniziato a preoccuparsi, ma già in forte ritardo, ed allora il problema e’ diventato il direttore generale, in realtà lo era già prima. La politica cosa ha fatto in questi frangenti? Alla minoranza va dato atto che negli ultimi due anni ha raccolto con forza queste istanze ed ha cercato più di altri di far emergere il problema. Cercando pur nella contrapposizione politica di arrivare a discutere del problema del maggiore controllo di quanto stava accadendo e del nuovo piano di rilancio di questo importante strumento per lo sviluppo del Piemonte. La maggioranza ha cercato di barcamenarsi raffazzonando interventi sporadici che non sono mai stati incisivi ne sulla conduzione del consorzio ne tantomeno sul modello organizzativo. Non limitarsi a guardare i numeri che venivano presentati,, ma entrare nel merito del come e di che cosa stava accadendo non è stato fatto fino ad oggi. Fuori di metafora va detto che la scadenza del direttore era cosa nota perchè scritta su di un contratto, quindi della sua sostituzione si poteva discutere ben prima evitando polemiche ed contrastando la crisi che ora si sta manifestando le cui conseguenze le stanno pagando i dipendenti che incolpevolmente si sentono dire che appartengono ad un carrozzone, le imprese che hanno visto tagliate le commesse e il sistema Piemonte che ha perso comunque una opportunità. L’attuale politica sta nuovamente arrivando in ritardo, fuori tempo massimo oserei dire, cercando di ricondurre il problema al cambio del direttore generale, brutta semplificazione. Qualcuno la pensa diversamente: il csi é un esempio eccellente, e riconosciuto a livello nazionale etc..sui giornali è stato scritto molto su questo. Erano solo difese o repliche agli attacchi verso il direttore generale? Il CSI fa cose eccellenti, è una azienda di professionisti anche di grande levatura, è un punto di riferimento nazionale ed internazionale. Questo non significa automaticamente che sia gestito anche in modo eccellente come dovrebbe, che non si stiano sprecando risorse, che non vengano valorizzate al meglio le risorse interne e che venga fatto proprio tutto quello che è stato dichiarato o come è stato dichiarato. Il fatto che i conti siano in positivo non toglie nulla alle criticità in atto. Pensiamo invece a cosa sarebbe se fosse ben gestito, pensiamo a cosa potrebbe fare di più. Pensiamo cosa potrebbe restituire al sistema locale delle imprese per farlo crescere e quale importantissimo cuscinetto avrebbe potuto essere in questa crisi profonda che tocca tutti i comparti ed anche l’ICT. Quello che sto dicendo significa che non imputo solo errori veniali all’attuale gestione, anzi sono stati errori gravissimi perchè hanno portato il Consorzio, pur con le sue eccellenze, in una condizione pessima. Le eccellenze frutto del lavoro di molti sono servite a coprire le gravi mancanze sul piano gestionale Come ha detto bene qualcuno del mondo industriale poco tempo fa parlando di CSI: attenzione a buttare il bambino con l’acqua sporca. Bisogna sapere entrare dentro i fenomeni e fare le giuste distinzioni, altrimenti si rischiano gravi errori. Qualcuno la pensa diversamente anche nella sua coalizione, csi troppo grande, meglio spezzarlo, distorce il mercato etc.? Partiamo dall’ultimo punto, distorce il mercato. Anche qui due cose vanno dette la prima: le imprese stesse chiedono un CSI forte che sia cerniera fra mondo pubblico ed imprese. Loro hanno capito bene a cosa può servire uno strumento potente come il consorzio sul mercato delle tecnologie. La seconda: distorce il mercato, potrebbe capitare ma solo se mal gestito, questa e’ una responsabilità politica di chi lo guida. Il mio pensiero è il seguente: CSI non deve sovrapporsi al mercato ma acquisire dal mercato il meglio, non deve produrre ciò che il mercato già offre ma integrarlo. Deve produrre ed aiutare il mercato a produrre ciò che la pubblica amministrazione chiede ed il mercato ancora non offre. In questo senso lo spezzatino non solo non e’ prevedibile ma è proponibile anzi un rafforzamento del consorzio stesso in termini di stabilizzazione, ma anche di nuove strategie d’azione e rilancio. Grande o piccolo, non è il problema vero, ma è la definizione di un piano industriale serio con un posizionamento corretto del consorzio fra il mondo pubblico e quello del mercato privato, un giusto equilibrio che garantisca lo sviluppo in Piemonte dell’economia della conoscenza. Lo spezzatino sarebbe inevitabile solo in assenza di una strategia industriale effettiva , noi abbiamo un idea industriale vera ed importante per si che questo non accada e per far si che le condizioni per uno spezzatino non si presentino. (e poi siamo cosi sicuri che l’attuale politica non stia facendo questo, un esempio per tutte: due ASL consorziate emettono gare per oltre 60 milioni di euro a cui le imprese piemontesi non possono partecipare ed il csi non le coordina. Non e’ forse questo un inizio di spezzatino.) Sa chi ha chiesto una risposta vera a tutte queste questioni di fondo? Ci dica chi? Proprio i dipendenti del consorzio ed i sindacati. Non piu’ tardi dello scorso sabato 7 gennaio in un convegno organizzato da Rifondazione su CSI quali prospettive, lo hanno chiesto con forza e continuano a chiederlo ma mi pare senza risposte. Perche’? Perché la risposta, ovviamente importantissima che viene fornita é solo quella sulla garanzia dei posti di lavoro ribadita dalla Bresso dicendo anche che non pensa ad una spezzatino e che se verrà rieletta anzi rilancerà il consorzio, se ci sarà la riforma della scuola, se ci sarà il decentramento fiscale ed altri se in concatenazione e allora…. La stabilità dei posti di lavoro è un importantissimo segnale per i dipendenti interni ma è un problema altrettanto importante anche per le imprese, su questo nel convegno l’ingegner Rovaris e il Professor Gallino hanno dichiarato che le condizioni sono difficili e le commesse saranno tagliate. Io sono portatrice di un disegno diverso. Garantire un vero piano industriale, che deve esistere per una qualunque grande industria: il CSI e’ una grande industria di servizi informatici. I piani industriali devo esistere a prescindere dal contesto contingente. Il CSI è una industria pubblica che sta su un mercato captive e deve poter ragionare come una industria; ben vengano le garanzie sui posti di lavoro interni ma bisogna garantire stabilità di strategie, un disegno organico di funzioni e compiti rispetto ai consorziati ma anche rispetto alle ricadute territoriali quindi anche all’indotto. Mi permetta l’inciso, le banche non finanzierebbero dei SE, le banche finanziano progetti seri, gli imprenditori investono su disegni di stabilità e su progetti seri non sui SE. Secondo Lei si sta facendo qualcosa per avere un piano industriale serio ed una politica di comparto seria dietro ai fondi pubblici dell’informatica? Se le risposte fornite fino ad oggi dall’attuale politica sono queste: dire di no. Avere un piano industriale e garantire stabilità da cui derivano i posti di lavoro sia interni che esterni e’ qualcosa di diverso. Intanto si fa i conti con quello che c’e’ e si può fare con le nostre forze mettendo insieme le risorse che già sono disponibili utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, comprese le agevolazioni sulla componete iva dei consorzi comee strumento che solo ora ci si accinge ad adottare ma che in realtà avrebbe potuto dare ossigeno al sistema agli enti ed al consorzio stesso lo scorso anno. Ma anche le sue paiono dichiarazioni generiche, più’ concretamente cosa ci dice? Tema complesso ma proviamo in poche parole a cercare di delineare un modello. Partiamo da una premessa importante: la Pubblica Amministrazione e l’innovazione sono due concetti strettamente legati e la prima non può procedere senza la seconda se si vuole cambiare e diventare un sistema competitivo. L’economia della conoscenza e dell’innovazione oggi e’ basata in Piemonte sulle aziende dell’ICT piemontese che sono circa 13.000 e danno lavoro a 110.000 addetti; circa 200 di queste, per oltre 15.000 dipendenti, fanno attualmente parte del gruppo ICT dell’Unione Industriale di Torino. Si tratta di un settore diversificato e costituito in prevalenza da piccole imprese: più del 90%, infatti, hanno meno di 10 dipendenti. Secondo le stime più aggiornate, il settore ICT contribuisce per il 6-7% al PIL regionale. Il 60% delle imprese sono localizzate in provincia di Torino, per un totale di 75.000 addetti. Il CSI è un’organizzazione in house, struttura importante, sia per la modernizzazione della pubblica Amministrazione locale, sia per la ripresa della competitività locale. Deve svolgere meglio il ruolo di cerniera tra domanda e offerta, analizzando, da un lato, i bisogni della PA locale e, dall’altro, organizzando l’offerta su modelli di business integrati di tecnologia e sevizi. Il CSI deve svolgere il ruolo di System Integrator, progettando ad alto livello ciò che il mercato non è in grado di offrire alla PA e facendo evolvere i propri fornitori, le aziende ICT del piemonte, su un’offerta organizzata per rispondere sempre meglio alle esigenze pubbliche.piemontesi. Questa modello crea una catena di valore per cui il CSI riversando attraverso i progetto la conoscenza alle imprese queste con dei veri asset potrebbero affrontare il mercato in modo piu’ competitivo con degli asset reali. Ovvero si aprirebbero nuove opportunita’ di business. I vantaggi nella gestione dell’IT attraverso un modello consortile sono riconducibili, sia sul piano fiscale, alla possibilità di esentare ai fini IVA alcune attività/servizi per significativi importi (14-17 milioni di euro di recupero IVA), sia sul piano organizzativo, alla necessità di impostare il controllo analogo su una struttura in house con evidenti ricadute di tipo organizzativo che potrebbero ragionevolmente ridurre i costi generali di circa 10 milioni di euro. Una privatizzazione del settore oppure uno spezzatino non designerebbe lo stesso scenario e, inoltre, determinerebbe un impoverimento del tessuto produttivo locale oltrechè un affievolimento del controllo sulle informazioni strutturate in banche dati (vero potere strategico della politica) da parte della PA locale. Certo e’ che bisogna saper gestire tutte queste dinamiche.
Consulta Nazionale per le Attività Produttive
Claudia Porchietto è stata nominata referente del Piemonte per il PdL alla Consulta Nazionale Attività Produttive. Su segnalazione del coordinatore regionale Sen. Enzo Ghigo, sarà il collegamento tra le imprese e il coordinamento nazionale del partito. Torino. Da alcuni giorni l’Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà ha costituito la Consulta Nazionale delle Attività Produttive, organismo che rappresenta il legame diretto tra il PdL e il mondo economico e produttivo del Paese. Attualmente ne fanno parte l’economista Francesco Forte, il rappresentante dei commercialisti Michele Testa, il rappresentante delle piccole imprese Carlo Balabio, il rappresentante del mondo dell’associazionismo economico Gianni Cicero e i parlamentari PdL Sen. Francesco Casoli, On. Catia Polidori e On. Lella Golfo. Oltre a voler ulteriormente integrare la Consulta Nazionale con la presenza di esperti di altri settori, quali il turismo, l’artigianato e il commercio, l’Ufficio di Presidenza ha espressamente richiesto ai Coordinatori Regionali di individuare e segnalare un referente territoriale. Il coordinatore regionale del Piemonte Sen. Enzo Ghigo ha quindi segnalato Claudia Porchietto, ex presidente provinciale di Torino dell’API, oggi capogruppo provinciale del PdL di Torino e candidata alla carica di consigliere regionale del Piemonte, che da oggi diventa il “trait d’union” tra la Consulta Nazionale e l’imprenditoria subalpina. “Sono molto soddisfatta della nomina – ha quindi commentato Claudia Porchietto – soprattutto perché dimostra, così come la costituzione stessa di una Consulta Nazionale delle Attività Produttive, l’attenzione volta dal Popolo della Libertà, anche a livello centrale, sulle istanze e sulle problematiche dell’imprenditoria”. “Sono certa – ha poi precisato Porchietto – che, grazie ad un costante e diretto raccordo con le imprese piemontesi, sapremo suggerire concrete azioni di governo che possano ben rispondere alle istanze delle imprese e ben intervenire sulla produttività e sul mantenimento dei posti di lavoro anche in questo periodo di crisi. Proprio vista e considerata l’urgenza del momento, chiederò alla Consulta di mettersi a lavorare immediatamente e di ascoltare da subito le segnalazioni e le proposte dei nostri imprenditori”. Torino, 24 febbraio 2010.
LOGICHE INDIFENDIBILI IN FUTURO PER LA CULTURA…ASSISTITA Anche l’ “effimero”, purché politicamente schierato, a sostegno del Signoraggio politico che lo sostiene, è un elemento tipico della Cultura di questi ultimi decenni, in Italia, della quale la Sinistra s’è abilmente accreditata( ma anche nella Magistratura, nell’insegnamento universitario e nei Media è accaduto lo stesso) come referente preferenziale se non unico. Demerito o scambio accettato in contropartita di altri “segni del Potere” in capo a chi ha rappresentato e rappresenta la maggioranza moderata del corpus elettorale che sia o meno, sta di fatto che il concetto di Cultura come centro di Potere ha ormai da noi assunto in vari ambienti valenze “min-cul-popolari” degne dei più articolati Regimi autoritari della Storia. Il tutto, primariamente, a discapito…della Cultura stessa. Eccellenti artisti visivi “targati”( troppo facile parlare solo di Guttuso: nomi come Vedova o Dorazio sono solo alcuni dei, peraltro artisticamente rilevanti, continuatori di questo “sistema”), ottimi scrittori “marchiati”( Silone e Calvino sono solo due fra le centinaia di nomi che vengono alla mente) e validissimi cantantautori e musicisti “pasionari”( da Guccini a Gazzelloni, tanto per citarne uno del pentagramma moderno ed uno di quello classico), per non parlare di registi e attori, hanno, nel nostro Paese contribuito a determinare una Cultura a senso unico che, e non è difficile da comprendersi, non ha potuto mantenere, negli ultimi decenni, quei livelli eccelsi degni della millenaria tradizione artistica italiana proprio per l’anestetizzazione, derivante dall’annullamento, “politico”, della competitività concorrenziale anche di forma ideologica. “Sono cose della vita”, si potrebbe dire, ma è nei flussi artistici( non tanto quantitativi, ma qualitativi: si pensi a Kandinsky ed a Malevich che, da soli, hanno cent’anni fa, determinato presupposti di gusti estetico-figurativi validi ancora oggi) in entrata ed in uscita dai confini di una Nazione che si può misurare il valore di un ambiente artistico nazionale. Parlando di Musica, nell’Ottocento erano i Verdi, i Rossini, i Puccini ed i Donizzetti a “tracimare” all’estero, mentre il Dopoguerra italiano delle sette note è stato caratterizzato da saldo import/export di suoni provenienti dal mondo anglosassone talmente negativo da, se non altro, averci obbligati a comprendere l’Inglese piuttosto bene. Se si pensa, per passare alle Arti figurative, che l’Italia ne è depositaria di almeno il 60% mondiale e che il mercato artistico della Penisola rappresenta solo il 2,8% del totale del Pianeta( e che, per fare un esempio ad abundantiam, gli artisti di Arte Moderna e Contemporanea italiani ritenuti degni di essere trattati a livello globale non sono più di cinque o sei), va da sé che la cosa appaia indignitosa, così come per quanto attiene al Cinema( a diffusione internazionale di Fellini, De Sica e Rossellini fino a mezzo secolo) ridimensionatosi ad una( per carità, a volte pur ottima, ma non è questo il punto) introspezione strutturale ed artistica che fatica enormemente a trovare consenso al di fuori delle Alpi. Tale interconnessione fra artisti e committenti politici( peraltro, nel Cinque-Seicento faceva lo stesso la Chiesa cattolica ed i Regnanti, dal canto loro, non hanno mai abdicato a tale uso fini a tempi recenti: si pensi alle “uova” di Pasqua di Fabergè commissionate ancora da Nicola II), causa gli impegni in essere e futuri sempre più gravosi in carico alle amministrazioni pubbliche( non solo riferendoci all’Italia), non potrà, giocoforza, essere mantenuta per il futuro. Mostre, Premi, Enti, Expo e quant’altro “assistiti”( a Torino episodi di malaffare come il Premio Grinzane o discutibili come Palazzo Bricherasio rappresentano una recentissima espressione negativa) coi soldi dei contribuenti dovranno rappresentare l’eccezione, non la regola come ora del futuro, andandosi, invece, da parte dell’Amministrazione pubblica centrale o locale a favorire quei fenomeni in cui si coniughino qualità artistica ed efficienza economica. Cosa del tutto non impossibile, non solo analizzando i grandi operatori artistici internazionali, come Pinault, Arnault, Bayeler, Guggenheim, Saatchi, ma anche solo ricalcando le esperienze eccezionalmente positive in termini artistici, economici e di ricaduta sul territorio di città come Basilea, Kassel, la stessa Brescia o, addirittura, Vercelli, dove una saggia gestione dei rapporti fra aspetti artistici, controparti culturali e finanziarie ed esigenze di efficienza economica, hanno sortito effetti di bilancio, culturali e turistici altamente lusinghieri
POLITICHE ENERGETICHE COERENTI CON LE NECESSITA' NAZIONALI E PIEMONTESI Il principale problema che insiste sulla necessità energetica nazionale, ed anche sul Piemonte, per quanto in misura minore, è quello del deficit, rappresentato dal 17% di importazione energetica, coperta da acquisti sul mercato all'ingrosso. Tutti gli altri partners principali europei sono esportatori netti (nella fattispecie anche verso di noi) e la solo Spagna (il che è tutto dire) è, su questo fronte, in equilibrio. Le dissennate politiche passate, segnatamente portate avanti dai Governi di Centrosinistra, in campo energetico (ma non solo: si pensi, con la mancata introduzione in tempo utile della televisione a colori, all'autodistruzione dell'industria elettrodomestica nazionale, fiore all'occhiello italiano fino agli anno '70, solo per motivi ideologicamente legati al fatto che vi potesse essere disparità sociale fra chi avesse potuto permettersi l'apparecchio a colori e chi no) hanno determinato una situazione non più sostenibile per un'economia come la nostra, che è la seconda, a livello manifatturiero, del Vecchio Continente, dopo la sola Germania. La questione, tuttavia, nasconde un aspetto positivo, ove mai lo si cogliesse. In un'economia globale in cui è sempre più complesso collocare sui mercati incrementi di produzioni che solo consumi ulteriormente aumentati possono sostenere, la nostra è una situazione, come detto rara. Qualora ci si indirizzasse, infatti, verso una politica d'investimenti importante in impianti di produzione e distribuzione energetica (in effetti, negli auspici dell'attuale Esecutivo di centrodestra) anziché in settori ormai maturi (continuare, per esempio, a far produrre auto su auto nuove con aiuti sostanzialmente di Stato per i produttori, e cioè a carico di tutti i contribuenti, arrivando a protocollare ogni sempre meno anni auto con nuovi motori Euro "tot" che ne sostituiscano altre per poter avere il permesso di continuare a spostarsi sulle quattro ruote non è cosa che possa durare in eterno), si otterrebbero due obiettivi lusinghieri. Ci si sdoganerebbe dalla dipendenza estera rendendosi autosufficienti, anche per la parte marginale attualmente in deficit, a costi energetici non di mercato ma di produzione e, contestualmente, si creerebbero centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro in un settore tipicamente anticiclico. In tutto ciò, non è da sottovalutare anche la cosiddetta "green economy", sia per le connessioni di eticità che la caratterizzano, che per i "numeri" (anche se il raggiungimento globale auspicato del 20% del totale entro il 2020 non è così scontato). Per esempio, nel fotovoltaico, subito dopo la Germania, è l'Italia che emerge nel panorama Europeo per potenza installata; un Gigawatt e più, sulla scia di una tendenza che anche nel'eolico e nelle biomasse appare sostenuta. Ad oggi, la "green energy" italiana fattura circa 5 miliardi di Euro in questi tre soli comparti, con la parte del leone in Puglia nel fotovoltaico ed in Sicilia nell'eolico, dove imprese innovative come la Kerself, nel Tavoliere, e l'Alerion, in Trinacria, si stanno ponendo obiettivi di crescita sempre più lusinghieri. Più "marginalizzato" il comparto delle biomasse, specie a seguito delle problematiche agricole insistenti sul settore ma che, il Piemonte, potrebbe avere importanti sviluppi. Ad ogni modo, il sistema della "green economy" basato su queste "tre gambe" è già attualmente in grado di generare 20 mila posti di lavoro anticiclico, il che è un gran bell'indizio di una prospettiva sempre più calda e verde nell'ambiente che ci circonderà in futuro. Non che si possa pensare di prescindere dalle forme tradizionali energetiche. Il nucleare di III e IV generazione (quella che "coltiverà" le scorie, riciclandole, anziché andandosi a creare il problema di smaltirle) ed il carbonifero evoluto (che consiste nella liquefazione e nella successiva rigassificazione senza emissione di CO2) saranno certamente gli assi portanti che sostituiranno il nucleo duro del sistema, attualmente rappresentato da gas e petrolio. Altre forme alternative come il geotermico appaiono assai ben posizionate per un incremento futuro di produzione energetica, mentre gli impianti "off shore" per lo sfruttamento delle maree sembra più indicato per le coste oceaniche. Ovviamente, e qui il Piemonte è particolarmente "forte", non si potrà prescindere dall'idroelettricità, "motore bianco" per eccellenza. Opportuna attenzione dovrà, naturalmente, venir posta alle reti ed alle infrastrutture, dalle condutture, ai porti, ai rigassificatori, fondamentali, questi ultimi, per un miglioramento significativo già nel breve-medio periodo, specie in termini strategici, rispetto alla dipendenza energetica che subiamo ormai da troppo tempo rispetto all'estero.
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Da "LA STAMPA" del 30 gennaio 2010: COTA LANCIA PORCHIETTO Politiche a sostegno delle piccole imprese, incentivi, lavoro e occupazione. Sono i temi dibattuti da Claudia Porchietto, l'ex-presidente Api candidata alle regionali per il PDL, con 300 imprenditori riuniti venerdi 29 gennaio tra i macchinari di un'azienda di Venaria. Presenti Roberto COTA, il candidato di PDL-Lega alla presidenza della Regione, il coordinatore regionale PDL Enzo GHIGO e l'Onorevole Osvaldo NAPOLI.
le foto dei sostenitori di Claudia Porchietto
In questa pagina troverete le vostre foto fatte a mio sostegno durante la campagna elettorale delle Regionali.
13 febbraio 2010: CLAUDIA PORCHIETTO INCONTRA A GIAVENO GLI AMICI DELLA VAL SANGONE E DELLA VAL DI SUSA Nella splendida cornice di una gremita sala consiliare di Giaveno, si è svolto l'incontro tra Claudia Porchietto ed i numerossimi amici e amministratori comunali delle Valli Sangone e Susa. La serata è stata aperta da uno strepitoso On. Osvaldo Napoli seguito a ruota dal Sindaco di Giaveno Daniela Ruffino. L'intervento di Claudia Porchietto, che non si è limitato ad una analisi generale dei fabbisogni regionali, bensì è entrato nello specifico delle problematiche montane e del territorio valligiano, ha aperto la strada ad appassionati interventi che hanno certificato ulteriormente, qualora ve ne fosse stato ancora bisogno, quanto sia fortemente sentita la necessità di un cambiamento, di un rinnovamento, di una nuova forza propulsiva seria e costruttiva, quale è quella attribuita a Claudia Porchietto
15 febbraio 2010: CLAUDIA PORCHIETTO e ROBERTO COTA incontrano IMPRESECHERESISTONO Claudia Porchietto e Roberto Cota, hanno incontrato presso il salone ATL di Lanzo e con la preziosa presenza del Vice Sindaco di Lanzo Tina Assalto, un nutrito gruppo di imprenditori che, grazie al gruppo spontaneo IMPRESECHERESISTONO hanno consentito di toccare temi molto importanti e sentiti volti al rilancio del territorio e delle imprese che in esso operano. In questa pagina potrete trovare alcune immagini dell'evento.
Rivalta - 19 febbraio 2010: OLTRE LA CRISI: LA REGIONE MERITA DI PIU' Il Sen. Enzo Ghigo, l'On Osvaldo Napoli, il Sindaco di Giaveno Daniela Ruffino, il Consigliere Comunale di Rivalta Corrado Lovato Il Capogruppo PDL in Provincia nonchè candidato Consigliere in Regione Claudia Porchietto Grazie all'organizzazione del PDL di Rivalta, nonchè nella splendida cornice del Ristorante Le Palme, si è svolta la serata di venerdì 19 febbraio. Una sala gremita, moltissimi amici e simpatizzanti, la carica dell'On. Napoli e di Daniela Ruffino, l'intervento prezioso e di grande attualità del Sen. Ghigo, la capacità di un Lovato nelle vesti di moderatore e gli interventi importanti, vivi, interessati di alcuni dei presenti, hanno dato il via all'intervento di Claudia Porchietto, che ha spaziato a 360° sulle pecche dell'attuale governo regionale, sulle prospettive future, sui possibili scenari di rilancio economico e sociale del territorio. Una serata di grande valore ed una platea meravigliosa per un futuro di positiva speranza e concreta ripresa! A seguire, alcune immagini della serata
Castellamonte - 26 febbraio 2010: Claudia Porchietto a Castellamonte Una bellissima serata quella di Castellamonte. Una platea attenta e qualificata che seguito due ore di un'attenta analisi di Claudia Porchietto relativamente al passato, il presente ed il futuro della nostra regione. Tantissimi argomenti, citazioni, dimostrazioni documentali che hanno confermato ancora una volta, qualora ve ne fosse ancora bisogno, la reale necessità di una concreta e importante inversione di rotta, sociale, economica.... politica! A seguire, alcune immagini della serata
Forno Canavese - 1 marzo 2010: OLTRE LA CRISI: LA REGIONE POEMONTE MERITA DI PIU' Dibattico con Claudia Porchietto Mariano Turigliatto, moderatore Paolo Turati Si possono condividere alcuni obbiettivi per il bene comune indipendentemente da colori e bandiere? Beh, chi era presente a Forno il 1 marzo ne ha avuto un saggio, e i due candidati alla Regione Piemonte, Mariano Turigliatto e Claudia Porchietto, ne hanno dato piena dimostrazione. Pur rimanendo divisi nelle rispettive ideologie, entrambi hanno saputo condividere ed affrontare i temi proposti da un ottimo Paolo Turati, che è molto abilmente riuscito a demarcare i punti in comune tra i due fino al punto da far loro condividere una sorta di patto per gli elettori, impegnando entrambi su posizioni ben precise per il futuro della regione. All'interno dei locali dell'area Ex Obert di Forno Canavese quindi, si è potuto assistere, caso forse raro nella politica tradizionale, ad un vivo, intelligente e sicuramente produttivo scambio di proposte e argomentazioni, al punto tale che, parlando di elezioni solo nelle ultime battute dell'incontro, il pubblico ha sentito frasi del tipo; "per chiunque voi decidiate di votare, non limitatevi a scegliere un'ideologia o un simbolo, ma valutate e scegliete il soggetto, la persona, la storia di chi rappresenta quel simbolo; votate per mandare in Regione persone serie, oneste, che lavorino e che sappiano lavorare bene!". Bene amici, chi era presente a Forno il 1 marzo, è uscito da quella sala consapevole di aver assistito a un paio d'ore di costruttivo scambio di idee e di potenziale grande rafforzamento tra soggetti che hanno seriamente e concretamente, come interesse, il benessere generale e collettivo. A seguire, alcune immagini della serata
Aperitivi Gli aperitivi elettorali, da sempre tra gli elementi portanti di una campagna, scandiscono quasi le ore antimeridiane e pomeridiane, formando momenti di particolare intensità e piacevole spunto per nuove iniziative o scambio di opinioni. Tali incontri, spesso rivolti ad una platea numericamente inferiore ma non per questo più distratta o distaccata anzi, consentono realmente quella interazione e quel far sistema tra il cittadino ed il politico di riferimento. A seguire, alcune immagini dei vari incontri
Venaria - 6 marzo 2010: Lucio d'la Venaria Grande serata quella organizzata a Venaria da Claudia Porchietto, candidata Consigliere Regionale per il Piemonte e Gigi Tinozzi, candidato Consigliere Comunale per Venaria! Un Lucio d'la Venaria gremito, tantissimi amici, musica, balli, anche la presenza del candidato Sindaco per Venaria Baietto e, infine, la graditissima visita del Senatore Enzo Ghigo. A seguire, alcune immagini della serata
Venaria - 5 marzo 2010: Serata al Teatro Concordia di Venaria La Compagnia di Giorgio Molino in: "Travet - 1a Repubblica!" Beh, che dire, Giorgio Molino non ha certo bisogno di presentazioni, ed è certo un fuoriclasse del suo genere. Un Teatro gremito, quello della Concordia di Venaria, per uno spettacolo esilarante ma, al tempo stesso, ricco e fuoriero di quei valori fondamentali che sono insiti in ogni sana cultura, quale è, ad esempio, quella piemontese. Un intrervallo che ha visto salire sul palcoscenico, per un saluto ed una riflessione politica, Claudia Porchietto, Enzo Ghigo, Giovanni Baietto e Anna Paris rispettivamente Candidata al Consiglio Regionale, Senatore e Coordinatore Regionale PdL, Candidato Sindaco al Comune di Venaria, Candidata al Consiglio Comunale del Comune di Moncalieri. A seguire, alcune immagini della splendida serata
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