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	<title>Claudia Porchietto</title>
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	<description>Assessore al lavoro e formazione professionale Regione Piemonte</description>
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		<title>FNAC, PORCHIETTO: CHIESTO UN TAVOLO URGENTE CON I VERTICI FRANCESI</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 16:05:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Stiamo contattando i vertici francesi della multinazionale chiedendo un incontro urgente per verificare la situazione e mettere a disposizione le possibili misure che la Regione Piemonte può offrire al fine di far loro cambiare idea”. Questo l’annuncio dell’assessore al Lavoro della Regione Piemonte Claudia Porchietto a seguito del nuovo allarme per il futuro dei 124 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/05/fnac.interno.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3795" style="margin: 5px;" title="fnac.interno" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/05/fnac.interno-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>“Stiamo contattando i vertici francesi della multinazionale chiedendo un incontro urgente per verificare la situazione e mettere a disposizione le possibili misure che la Regione Piemonte può offrire al fine di far loro cambiare idea”. Questo l’annuncio dell’assessore al Lavoro della Regione Piemonte <strong>Claudia Porchietto</strong> a seguito del nuovo allarme per il futuro dei 124 lavoratori della Fnac in provincia di Torino.</p>
<p>“Siamo in un momento alquanto difficile e quindi sappiamo che i margini di trattativa sono ridotti – spiega l’esponente della Giunta Cota<strong> </strong>–. Però Blockbuster ha chiuso l’estate dello scorso anno e ora rischiamo di perdere un’altra multinazionale che offriva un numero rilevante di posti di lavoro, in particolare ad un target di età che già più di altre sta subendo pesantemente la congiuntura sfavorevole. Credo che aziende di questo livello possano e debbano gettare il cuore oltre l’ostacolo e guardare oltre la crisi del momento, applicando criteri di welfare e responsabilità sociale d’impresa”.</p>
<p>“Oltre alla questione dei livelli occupazionali &#8211; conclude <strong>Porchietto </strong>- mi preoccupano anche le conseguenze che l’assenza di Fnac produrrà in termini di concorrenza in un settore dove la pluralità di soggetti è garanzia di una decisa riduzione dei costi per i cittadini”.</p>
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		<title>ARENAWAYS, PORCHIETTO: UN APPELLO PER ASSORBIRE I LAVORATORI EX WAGON LITS</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 16:03:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“I miei complimenti vanno alla nuova dirigenza della società Arenaways che ha immediatamente dimostrato una grande attenzione per i livelli occupazionali, riassorbendo i lavoratori che negli scorsi mesi erano stati lasciati a casa”. Questo il commento dell’assessore al Lavoro della Regione Piemonte Claudia Porchietto a margine della conferenza stampa della società avvenuta presso le OGR. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/05/wagon-lit-2.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3791" style="margin: 5px;" title="wagon-lit-2" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/05/wagon-lit-2-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>“I miei complimenti vanno alla nuova dirigenza della società Arenaways che ha immediatamente dimostrato una grande attenzione per i livelli occupazionali, riassorbendo i lavoratori che negli scorsi mesi erano stati lasciati a casa”. Questo il commento dell’assessore al Lavoro della Regione Piemonte Claudia Porchietto a margine della conferenza stampa della società avvenuta presso le OGR.</p>
<p>“I progetti della società sono importanti – conclude <strong>Porchietto </strong>– proprio per questo lancio un appello affinché Arenaways dimostri un’attenzione particolare per i lavoratori dell’ex Wagon Lits andando oltre i 26 lavoratori già riassunti. La Regione è a disposizione per le attività formative che si ritenessero necessarie”.</p>
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		<title>CRISI, PORCHIETTO: MARTEDI’ UN TAVOLO PER DEFINIRE UNA TASK FORCE PERMANENTE  CON I SINDACATI</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 13:55:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una task force contro la crisi del settore metalmeccanico. Sarà questo l’argomento dell’incontro organizzato martedì 8 maggio alle ore 9,00 dalla Regione Piemonte presso gli Uffici dell’assessorato al Lavoro e che vedrà coinvolti i segretari regionali e provinciali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil. “Visto l’acuirsi della crisi in vari segmenti produttivi e recependo le preoccupazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/05/crisi.png" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3786" style="margin: 5px;" title="crisi" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/05/crisi-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Una task force contro la crisi del settore metalmeccanico. Sarà questo l’argomento dell’incontro organizzato martedì 8 maggio alle ore 9,00 dalla Regione Piemonte presso gli Uffici dell’assessorato al Lavoro e che vedrà coinvolti i segretari regionali e provinciali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil.</p>
<p>“Visto l’acuirsi della crisi in vari segmenti produttivi e recependo le preoccupazioni espresse ieri pomeriggio da numerosi sindaci del Pinerolese abbiamo deciso di promuovere un tavolo regionale estremamente operativo che sia di supporto al sistema economico piemontese, in particolare a quello metalmeccanico sul quale si gioca una partita fondamentale sia dal punto di vista sociale che produttivo”. L’assessore al Lavoro e Formazione Professionale, <strong>Claudia Porchietto</strong>, spiega con queste parole la ragione dell’iniziativa.</p>
<p>“La mission di questa vera e propria task force è duplice: intervenire a puntello della situazioni di crisi ormai conclamata, ma anche agire preventivamente a difesa di quelle imprese e aziende che iniziano a registrare i primi segnali di difficoltà”.</p>
<p>“Si tratta di una sfida importante – conclude <strong>Porchietto</strong> –. E’ necessario che l’azione politica e sindacale non si fermi a piangersi addosso sulle realtà già delocalizzate in altri territori D’altra parte su questo punto lo spazio di manovra è strettissimo a livello locale. Penso che invece sia indispensabile che si costruisca una piattaforma comune per difendere il nostro attuale indotto e creare una cabina di regia che, mettendo a sistema le informazioni in nostro possesso, anticipi le crisi e anzi, lavori per attrarre nuovi investitori utilizzando le leve costituite dalle eccellenze già presenti sul nostro territorio. In questo percorso è fondamentale anche coinvolgere i Comuni del Piemonte, nessuno meglio di loro può scattare un’istantanea sulla situazione economica locale. L’incontro di martedì prossimo costituisce la prima tappa, a seguire apriremo in tempi brevi un analogo confronto con le associazioni datoriali”.</p>
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		<title>Riassegnati i corsi interrotti dallo Csea &#8211; CronacaQui &#8211; (E. Romanetto)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 10:04:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/04/CronacaQuiCseaRiassegnazioneCorsi170412.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3780" style="margin: 5px;" title="CronacaQuiCseaRiassegnazioneCorsi170412" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/04/CronacaQuiCseaRiassegnazioneCorsi170412-300x144.jpg" alt="" width="300" height="144" /></a>Cliccare sull&#8217;immagine per ingrandire</p>
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		<title>Lavoro, la Regione farà promozione nelle parrocchie &#8211; La Stampa &#8211; (A. Mondo)</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/04/LaStampaVisitaNosiglia170412.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3777" style="margin: 5px;" title="LaStampaVisitaNosiglia170412" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/04/LaStampaVisitaNosiglia170412-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a>Cliccare sull&#8217;immagine per ingrandire</p>
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		<title>Le vittime della crisi. In cassa o licenziati 300mila piemontesi &#8211; CronacaQui &#8211; (A. Gatta)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 09:57:04 +0000</pubDate>
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		<title>&#8220;Nosiglia, preghi per operai e imprenditori&#8221; &#8211; Repubblica &#8211; (V. Schiavazzi)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 09:55:03 +0000</pubDate>
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		<title>&#8220;Nosiglia preghi per gli imprenditori&#8221; &#8211; Il Giornale del Piemonte &#8211; (F. Garnero)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 09:53:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/04/IlGiornaleVisitaNosiglia170412.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3767" style="margin: 5px;" title="IlGiornaleVisitaNosiglia170412" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/04/IlGiornaleVisitaNosiglia170412-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" /></a>Cliccare sull&#8217;immagine per ingrandire</p>
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		<title>ARCIVESCOVO DI TORINO E REGIONE PIEMONTE:  INCONTRO COSTRUTTIVO PER DELINEARE UN PERCORSO COMUNE DI LAVORO</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 16:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cporchietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[claudia porchietto]]></category>
		<category><![CDATA[Monsignor Nosiglia]]></category>
		<category><![CDATA[regione piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Cota]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;L’odierno incontro presso gli uffici dell’Assessorato al Lavoro è stato un momento indispensabile sia per una migliore conoscenza reciproca ma soprattutto per delineare un percorso comune di intervento per fronteggiare i disagi della crisi&#8221;. A dichiararlo a margine della visita ufficiale degli uffici dell’Assessorato regionale al Lavoro e alla Formazione Professionale di via Magenta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/04/MAR_7190.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3762" style="margin: 5px;" title="MAR_7190" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/04/MAR_7190-252x300.jpg" alt="" width="252" height="300" /></a>&#8220;L’odierno incontro presso gli uffici dell’Assessorato al Lavoro è stato un momento indispensabile sia per una migliore conoscenza reciproca ma soprattutto per delineare un percorso comune di intervento per fronteggiare i disagi della crisi&#8221;. A dichiararlo a margine della visita ufficiale degli uffici dell’Assessorato regionale al Lavoro e alla Formazione Professionale di via Magenta del capoluogo sabaudo, l’Arcivescovo di Torino, <strong>Cesare Nosiglia</strong>, il presidente della Regione Piemonte, <strong>Roberto Cota</strong>, e l’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, <strong>Claudia Porchietto</strong>.</p>
<p>“La visita di oggi – ha spiegato Monsignor <strong>Nosiglia</strong> &#8211; mi ha permesso di prendere coscienza della grande e importante opera che la Regione Piemonte svolge sulle tematiche del lavoro con passione e competenza, in particolare sui temi dell’orientamento, dell’apprendistato, della gestione degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive e infine dell’avvio d’impresa. Tutte questioni che reputo concrete e imprescindibili. Esco con maggiore fiducia e speranza da questa visita; perché ho potuto apprezzare in particolare la concretezza dei progetti elaborati e poi offerti a tutti i soggetti coinvolti: dalle imprese ai lavoratori. Credo che la Chiesa possa offrire il proprio concreto supporto per diffondere attraverso la sua presenza capillare nel territorio le misure concrete che la Regione Piemonte sta mettendo a disposizione dei torinesi e dei piemontesi”.</p>
<p>“E’ per noi motivo di grande soddisfazione – ha dichiarato  <strong>Roberto Cota</strong> – il riconoscimento da parte dell’arcivescovo Monsignor  Nosiglia dell’importante lavoro fatto sin qui dalla Regione a fianco di lavoratori, imprenditori e cittadini in cerca di occupazione. In un momento di particolare difficoltà come quello che stiamo vivendo, abbiamo il dovere morale e sociale di fare non solo il possibile ma l’impossibile per superare tutti insieme la crisi. Il tema del lavoro era e resta al primo posto della nostra agenda politica. Ed una collaborazione fattiva con l’Arcidiocesi di Torino è fondamentale affinché i nostri interventi raggiungano il maggior numero di persone.”</p>
<p>“Ho voluto che Monsignor Nosiglia apprendesse direttamente dai singoli funzionari quanto la Regione Piemonte sta facendo quotidianamente per fronteggiare la crisi – conclude <strong>Claudia Porchietto</strong> –. Credo che un plauso vada fatto ai 200 lavoratori del mio assessorato che ogni giorno si trovano in prima linea insieme a me per fronteggiare situazioni estremamente delicate che coinvolgono migliaia di lavoratori. Alcuni numeri credo possano far comprendere la mole di lavoro che svolgiamo: in Piemonte abbiamo 592 aziende con più di 15 dipendenti che hanno fatto ricorso alla cassa in deroga per 37mila lavoratori; 4000 domande per un totale di 18mila lavoratori in cassa per le imprese con più di 15 dipendenti e 45mila lavoratori in mobilità. Vista la disponibilità di Monsignor Nosiglia credo che nel prossimo futuro sarebbe molto importante calendarizzare alcuni incontri, in collaborazione con la Pastorale del Lavoro, per incontrare i parroci torinesi e comunicare loro il ventaglio di misure attive al fine di venire incontro alle richieste dei fedeli. Oggi il nostro compito è non lasciare soli gli imprenditori e i lavoratori della nostra Regione”.</p>
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		<title>Italia quinta per ricchezza delle famiglie &#8211; Sole24Ore &#8211; (V. Da Rold)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 10:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cporchietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fmi]]></category>
		<category><![CDATA[ranking]]></category>
		<category><![CDATA[ricchezza famiglie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarebbe bello&#8230; Se l’Italia fosse un paese poco indebitato, quanti problemi potremmo evitare! Sarebbe comunque necessario fare molte riforme, ma senza il peso di quell’enorme esposizione finanziaria, che ci rende poco credibili sui mercati. L’ironia della sorte è che l’Italia, pur non essendo certo virtuosa, è davvero il paese meno indebitato d’Europa. Meno della Germania, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/04/DebitoImplicito110412.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3783" style="margin: 5px;" title="DebitoImplicito110412" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/04/DebitoImplicito110412-171x300.jpg" alt="" width="227" height="396" /></a>Sarebbe bello&#8230; Se l’Italia fosse un paese poco indebitato, quanti problemi potremmo evitare! Sarebbe comunque necessario fare molte riforme, ma senza il peso di quell’enorme esposizione finanziaria, che ci rende poco credibili sui mercati. L’ironia della sorte è che l’Italia, pur non essendo certo virtuosa, è davvero il paese meno indebitato d’Europa. Meno della Germania, meno della Finlandia, sempre pronte a darci lezioni. Molto meno della Francia, per non parlare degli altri paesi mediterranei in difficoltà; e anche della Gran Bretagna o, allargando gli orizzonti, gli Stati Uniti.</p>
<p>Non è uno scherzo, né un gioco. È proprio così. Non perché come si dice spesso, le famiglie italiane riequilibrano la situazione con la loro ricchezza(un’idea che inevitabilmente evoca lo scenario di nuove imposte patrimoniali). Si può dimostrare il primato italiano tenendo conto delle sole passività. Di tutte, però: di tutti gli impegniche lo stato ha preso con i cittadini. Ildebito trattato suimercati, quello che ci dà mille grattacapi con lo spread dei suoi rendimenti,non è tutto, infatti. Ogni diritto riconosciuto dallo Stato, per esempio con le pensioni o la sanità, o l’assistenza agli anziani crea un &#8220;debito&#8221; verso i cittadini, sia pure implicito, entro certi limiti calcolabile. L’unica differenza con l’altro debito, quello esplicito, finanziario, è che  il peso di questi impegni nascosti graverà tutto sulle prossime generazioni: un regalo &#8211; non molto gradito, c’è da scommetterci &#8211; dei padri ai figli, dei nonni ai nipoti.</p>
<p>La cosa in comune tra le due categorie di debito, invece, è che per rimborsare o pagare queste somme bisognerà in ultima istanza fare ricorso alle imposte. L’imperativo della crescita del Pil nominale &#8211; e quindi di un incremento bilanciato e stabile di Pil reale e inflazione – diventa quindi ancora più forte. Al punto che, nell’incertezza delle stime, il debito complessivo così calcolato  è – oltre che una misura<br />
della sostenibilità fiscale del lungoterminedell’attualelegislazione &#8211; anche un termometro della necessità di riforme strutturali.</p>
<p>Tutte le analisi finora compiute sugli impegni impliciti &#8211; la cosiddetta contabilità generazionale, legata al nome di Laurence Kotlikoff dell’Università di Boston &#8211; dicono la stessa cosa: l’Italia, dal punto di vista del debito complessivo, è la migliore in assoluto tra i paesi ricchi. L’ultimo studio, realizzato (in tedesco) da Stefan Moog e Bernd Raffelhüschen e rilanciato e ampliato da un report di Andreas Rees<br />
di Unicredit Bank di Monaco di Baviera, mostra che il nostro paese ha impegni impliciti pari al 28% del Pil e complessivi (tenuto conto di quelli ufficiali, finanziari) del 146% del Pil, contro il 193% dellaGermania, il 338% della Francia e il 549% della Spagna. Grecia e Irlanda superano il 1000% (rispettivamente 1017% e 1497%) mentre il piccolo Lussemburgo, con il suo mini debito finanziario pari al 19% del Pil, a causa anche delle sue dimensioni, è gravato da un pesocomplessivo che arriva al 1.115% del Pil.</p>
<p>Analisi precedenti, realizzate da Fondo monetario internazionale e dalla Commissione Ue, confermano la posizione privilegiata italiana, anche se il livello del debito implicito così calcolato è molto più alto: è pari al 169% del Pil (che va aggiunto al 118% esplicito) nello studio più completo dell’Fmi, cifra che resta comunque inferiore al 335% della Gran Bretagna e del 495% degli Stati Uniti. Se alle cifre calcolate da Mooge Raffelhüschen si aggiungono poi – attingendo a un’altra fonte, una ricerca di Stephen Cecchetti della Banca dei regolamenti<br />
internazionali – anche i debiti privati (relativi allo stesso anno, il 2010), la situazione del nostro paese non cambia: malgrado il forte peso dell’esposizione  delle aziende – il 128% del Pil, contro il 100% della Germania– l’Italia conserva il suo primato.</p>
<p>Primato triste, perché scarsamente utile nel breve termine, quando la pressione delle aste dirinnovo diBoT e BTp è fortissima; e non certo univoco nella sua interpretazione. Potrebbe essere, in un contesto più ampio e articolato, un argomento per discutere della qualità della spesa pubblica da unaparte, e del nostro welfare state dall’altro. Se l’81% del nostro indebitamento è in gran parte &#8220;contingente&#8221; e non strutturale, e il restante 19% (il 28% del Pil) è legato a diritti riconosciuti ai cittadini nel lungo periodo, si può tirare un respiro di sollievo sulla sostenibilità fiscale, ma anche porci qualche interrogativo sul ruolo dello stato nell’economia.</p>
<p>È anche vero però, come sottolinea Rees, che ha contribuito al buon risultato italiano anche la lunga stagione delle riforme  pensionistiche, iniziata nel 1990. Così come è importante aver raggiunto un surplus primario: proiettando nel futuro la spesa collegata<br />
all’invecchiamento della popolazione (pensioni, sanità eassistenza), la Francia ha per esempio meno impegni dell’Italia, ma anche un  disavanzo primario piuttosto forte. Le stime di Moog e Raffelhüschensonofatte&#8221; apolitiche fiscali invariate&#8221;: presuppongono che le virtù  italiane e la prodigalità francese continuino  nel tempo. In nulla, quindi, la loro analisi sul nostro paese può suonare come un’&#8221;autorizzazione&#8221; ad adottare politiche di bilancio meno rigorose.</p>
<p>Implicazioni per la politica economica però ce ne sono, e come. Rees sottolinea così che le nuove regole del fiscal compact hanno messo un po’ sullo sfondo il tema, delicatissimo anche sul piano sociale, dei debiti impliciti, per i quali è difficile ridurre gli obiettivi in un algoritmo. Al di là del richiamo alle riforme strutturali per aumentare la partecipazione al lavoro ed elevare l’età della pensione &#8211; ma, c’è da aggiungere, per stimolare la crescita in un sistema, quello europeo, dove sussistono ancora molte sacche di &#8220;sclerosi&#8221; &#8211; Rees ricorda la proposta giunta proprio dal gruppo di economisti che, con Kotlikoff, hanno sviluppato il tema della contabilitàgenerazionale. Come in Svezia, come in Gran Bretagna – è l’idea di Alan J. Auerbach dell’Università di Berkeley, fatta propria anche dall’Ocse–tutti  i paesi dovrebbero istituire un organismo indipendente quanto le banche centrali per valutare – e non per decidere, cosa  incompatibile con le democrazie rappresentative e non solo – la politica fiscale in tutte le sue implicazioni. È un tema di cui si tornerà a discutere.</p>
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