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	<title>Claudia Porchietto</title>
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	<description>Assessore al lavoro e formazione professionale Regione Piemonte</description>
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		<title>DISOCCUPATI E LA STRADA VERSO IL NULLA &#8211; La Stampa &#8211; (L. Ricolfi)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 08:18:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[giovani disoccupati]]></category>
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		<description><![CDATA[Fra i Paesi con cui di solito ci compariamo, solo la Germania sta meglio di noi, con il suo 4,8% di giovani disoccupati. Da dove salta fuori l’idea che «un giovane su tre è senza lavoro»? Deriva dal fatto che, anziché prendere come base il numero totale di giovani, si prende il numero di giovani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/invalsi_01.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3566" style="margin: 5px;" title="invalsi_01" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/invalsi_01-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a>Fra i Paesi con cui di solito ci compariamo, solo la Germania sta meglio  di noi, con il suo 4,8% di giovani disoccupati. Da dove salta fuori  l’idea che «un giovane su tre è senza lavoro»? Deriva dal fatto che,  anziché prendere come base il numero totale di giovani, si prende il  numero di giovani «attivi» sul mercato del lavoro (occupati o in cerca  di lavoro), che in Italia sono appena il 25% del totale, mentre in Paesi  come la Germania o il Regno Unito sono più del doppio. Poi, nel fare i  titoli su giornali e televisioni, ci si «dimentica» che si sta parlando  di una minoranza attiva (1 giovane su 4), e si parla del tasso di  disoccupazione giovanile come se descrivesse la condizione dei giovani  in generale, anziché quella dei giovani che hanno scelto di lavorare.</p>
<p>E qui veniamo alla seconda verità che, a quanto pare, non  incontra il favore dei media. L’anomalia dell’Italia non è che i suoi  giovani non trovano lavoro, ma il fatto che non lo cercano.  Fortunatamente non sono presidente del Consiglio, e quindi non sarò  costretto a smentire quella che &#8211; detta da un politico &#8211; suonerebbe come  una tremenda gaffe, ma che invece è la pura verità: nel confronto  internazionale i nostri giovani si distaccano da quelli della maggior  parte dei Paesi avanzati non certo perché più colpiti dalla tragedia  della disoccupazione, ma precisamente per la ragione opposta: perché  ritardano enormemente il loro ingresso nel mercato del lavoro. Nei Paesi  normali ci si laurea intorno ai 22-23 anni, e si comincia a lavorare  relativamente presto, spesso contribuendo al bilancio familiare e alle  spese dell&#8217;istruzione, che non sono basse come da noi. In Italia ci si  laurea tardi, spesso in prossimità dei 30 anni, e si comincia la ricerca  di un lavoro a un’età in cui negli altri Paesi si è accumulata una  cospicua esperienza professionale. E quel che è ancora più drammatico è  che, nonostante la loro relativa assenza dal mercato del lavoro, i  giovani italiani sono molto indietro nei livelli di apprendimento già a  15 anni (vedi i risultati dei test Pisa), e hanno maggiori difficoltà a  conseguire una laurea, per quanto a lungo ci provino. E infatti la  gioventù italiana un primato ce l’ha: è quello del numero di giovani  perfettamente inattivi, in quanto non lavorano, né studiano, né stanno  apprendendo un mestiere (sono i cosiddetti Neet: Not in Education,  Employment or Training).</p>
<p>Questo, sfortunatamente, è lo scenario sul quale si sta aprendo  la discussione sul mercato del lavoro. Uno scenario di cui i giovani non  sono direttamente responsabili, perché &#8211; come ha giustamente osservato  Antonio Polito qualche giorno fa sul Corriere della Sera &#8211; se le cose  sono arrivate a questo punto lo si deve innanzitutto «a noi, la  generazione dei baby boomer, la prima generazione ad aver disobbedito ai  padri e la prima ad aver obbedito ai figli».</p>
<p>Siamo noi che, con i nostri partiti e sindacati, abbiamo  edificato un sistema per garantire il lavoro, l’inamovibilità, la  pensione ai più organizzati fra noi stessi. Siamo noi che, nella scuola e  nell’università, abbiamo permesso che si abbassasse drammaticamente  l’asticella del livello degli studi, trasformando istituzioni un tempo  funzionanti in vere e proprie fabbriche di ignoranza. E siamo sempre noi  che, nella famiglia, «invece di fare i genitori ci siamo trasformati a  poco a poco nei sindacalisti della nostra prole, sempre pronti a  batterci perché venga loro spianata la strada verso il nulla» (sono  sempre parole di Polito).</p>
<p>Ed eccoci al punto. Io spero e confido che il governo Monti non  perda per strada la determinazione che finora lo ha indotto a promettere  una vera riforma del mercato del lavoro. Ma nessuna riforma cambierà  davvero le cose se anche noi, tutti noi, giovani e adulti, non ci  renderemo conto che un intero modo di pensare, un’intera mentalità  tipica del nostro Paese è giunta al capolinea. Continuare come in  passato non è più possibile. Far credere ai giovani che potranno godere  degli stessi privilegi della nostra generazione significa solo  prolungare l’inganno che ci ha condotto alla situazione attuale. Una  situazione retta da un patto scellerato fra due generazioni: la  generazione dei padri e delle madri, iperprotettiva e per nulla  esigente, e la generazione dei figli, spensierata finché l’età e le  risorse familiari glielo consentono, e disperata quando deve cominciare a  marciare sulle proprie gambe.</p>
<p>Il mercato del lavoro italiano, da decenni diviso fra garantiti e  non garantiti, è il luogo nel quale il patto scellerato ha preso forma e  si è cristallizzato. Di quel patto scellerato l’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori non è il tassello principale, ma solo il simbolo.  Farlo lentamente evaporare non potrà produrre né le devastazioni  previste dai sindacati, né la crescita immaginata dagli imprenditori. E  tuttavia non toccarlo per niente, oltre a mandare un segnale negativo ai  mercati, rischierebbe di rimandare ancora una volta il momento in cui  finalmente &#8211; cominceremo a fare un vero bilancio e ad affrontare a viso  aperto i nostri figli.</p>
<p>I quali hanno tutto il diritto di entrare in un mercato del  lavoro più dinamico e più equo, in cui ci siano più opportunità e  l’inamovibilità dei padri non sia pagata dalla precarietà dei figli. Ma  hanno anche il diritto di sapere quel che finora gli abbiamo nascosto:  che studiare sotto casa, poco, male, e irragionevolmente a lungo  conforta le loro mamme ma non spiana loro alcuna strada.</p>
<p>di Luca Ricolfi &#8211; La Stampa &#8211; 5 febbraio 2012</p>
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		<title>Appello di Porchietto &#8220;Difendiamo la Rai piemontese&#8221; &#8211; Il Giornale &#8211; (F. Garnero)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:26:40 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/IlGiornale030212.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3556" style="margin: 5px;" title="IlGiornale030212" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/IlGiornale030212-142x300.jpg" alt="" width="142" height="300" /></a>Cliccare sull&#8217;immagine per ingrandire</p>
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		<title>Porchietto: &#8220;Con la crisi delle tv private a rischio 100 posti di lavoro&#8221; &#8211; CronacaQui &#8211; (A. Barbiero)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:21:38 +0000</pubDate>
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		<title>TV, PORCHIETTO: EMITTENTI LOCALI IN SOFFERENZA SONO PATRIMONIO OCCUPAZIONALE E CULTURALE</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 18:03:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Oggi ho avuto una serie di incontri con alcuni lavoratori di emittenti locali piemontesi. Esiste un reale problema occupazionale e di depauperamento dell’informazione locale che la politica sta sottovalutando e che invece necessita di una risposta immediata”. Questo il commento dell’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Claudia Porchietto, dopo aver incontrato i rappresentanti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/digitale_7.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3549" style="margin: 5px;" title="digitale_7" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/digitale_7-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>“Oggi ho avuto una serie di incontri con alcuni lavoratori di emittenti locali piemontesi. Esiste un reale problema occupazionale e di depauperamento dell’informazione locale che la politica sta sottovalutando e che invece necessita di una risposta immediata”. Questo il commento dell’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, <strong>Claudia Porchietto</strong>, dopo aver incontrato i rappresentanti di alcune emittenti locali che nelle ultime settimane avevano lanciato lo stato di crisi.</p>
<p>“Sono oltre 100 i posti di lavoro potenzialmente a rischio – spiega l’esponente della Giunta Cota – un patrimonio di esperienza e professionalità che non può assolutamente essere perso. Le criticità vanno dalla carenza di pubblicità e dall’incertezza sulle frequenze al congelamento dei contributi all’editoria; dalla questione della vendita delle frequenze stesse al carico di contratti stabili e alla riconversione verso nuove tecnologie”.</p>
<p>“E’ in gioco la qualità del servizio di informazione locale e della garanzia di una adeguata pluralità di contenuti – conclude <strong>Porchietto </strong>–. La prossima settimana convocheremo un tavolo con le proprietà, le parti sociali, il Corecom e la presidenza del Consiglio Regionale per affrontare il problema e studiare un percorso locale e nazionale che possa far rientrare le pesanti ricadute negative sull’occupazione che stiamo registrando in questi giorni”.</p>
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		<title>FIAT, PORCHIETTO: CONFERMA INVESTIMENTI E’ UN SEGNALE POSITIVO PER L’INDOTTO, ORA SERVE L’IMPEGNO DEL SISTEMA BANCARIO</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 17:52:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“In un momento quale quello attuale, la conferma dell’investimento da parte di Fiat è un segnale positivo, in particolare per l’indotto e per le ricadute di difesa dell’occupazione che porta in se”. Questo il commento dell’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Claudia Porchietto, sulle rassicurazioni circa gli investimenti sul nostro territorio. “Ora serve un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/Fiat12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3544" title="Fiat12" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/Fiat12-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>“In un momento quale quello attuale, la conferma dell’investimento da parte di Fiat è un segnale positivo, in particolare per l’indotto e per le ricadute di difesa dell’occupazione che porta in se”. Questo il commento dell’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, <strong>Claudia Porchietto</strong>, sulle rassicurazioni circa gli investimenti sul nostro territorio.</p>
<p>“Ora serve un impegno anche del sistema finanziario – spiega l’esponente della Giunta Cota – a supporto di quell’insieme di piccole e medie imprese che costituiscono la linfa vitale del tessuto produttivo torinese e piemontese. Il sistema bancario deve riconoscere che in Piemonte l’indotto è ancora vivo e reattivo e può dare ancora molto al nostro Paese”.</p>
<p>“Domando quindi ai vertici nazionali delle banche di scommettere sulla nostra Regione – conclude <strong>Porchietto</strong> – e spero nei prossimi giorni di poterli incontrare per condividere dei percorsi affinché gli oneri finanziari ai quali sono sottoposte le imprese non impediscano la crescita, lo sviluppo e l’esistenza della parte più attiva del Piemonte”.</p>
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		<title>RAI, PORCHIETTO: APPELLO AI PARLAMENTARI PIEMONTESI PER LE RICADUTE OCCUPAZIONALI</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:41:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Sono estremamente preoccupata per il futuro del centro di produzione Rai di Torino e le pesanti ricadute occupazionali che ne deriveranno se si continuerà a privilegiare l’asse Milano-Roma-Napoli. Lancio pertanto un forte appello bipartisan ai parlamentari piemontesi affinché intervengano per riformulare il piano di rientro in modo da non penalizzare i lavoratori piemontesi”. Così l’assessore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/Torino-capodanno-2009-044_rai-300x300.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3539" style="margin: 5px;" title="Torino-capodanno-2009-044_rai-300x300" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/Torino-capodanno-2009-044_rai-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>“Sono estremamente preoccupata per il futuro del centro di produzione Rai di Torino e le pesanti ricadute occupazionali che ne deriveranno se si continuerà a privilegiare l’asse Milano-Roma-Napoli. Lancio pertanto un forte appello bipartisan ai parlamentari piemontesi affinché intervengano per riformulare il piano di rientro in modo da non penalizzare i lavoratori piemontesi”. Così l’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, <strong>Claudia Porchietto</strong>, circa il possibile ulteriore impoverimento di centri d’eccellenza in Piemonte a favore di altre regioni.</p>
<p>“La continua riduzione di risorse per il centro di produzione Rai – spiega l’esponente della Giunta Cota – sottintende anche pesanti ricadute su tutto l’indotto dello spettacolo e dell’intrattenimento, una tradizione imprescindibile del nostro territorio con ricadute che si vanno ad aggiungere a quelle strettamente legate alla Rai, pari a circa 700/800 lavoratori in esubero nei prossimi anni. Si chiudono trasmissioni, si dismettono immobili, si appaltano all’esterno del Piemonte trasmissioni che fino a ieri erano prodotte qui a Torino. Oltre a questo problema si aggiunge quello del segnale digitale terrestre che spesso non raggiunge intere aree della nostra Regione, creando mal contento tra gli utenti che quindi protestano contro il pagamento del canone Rai. È peculiare che non si sia ancora intervenuti per risolvere definitivamente la questione”.</p>
<p>“Stiamo mettendo a punto la convocazione urgente di un tavolo con le parti sociali – conclude <strong>Porchietto</strong> &#8211; per approfondire le strategie da mettere in campo al fine di sensibilizzare il nuovo Governo su questo problema e quindi convocare tutti i parlamentari piemontesi per creare una lobby territoriale che difenda il mondo delle produzioni tv ‘made in Piemonte’. Si parla di riforma del lavoro: ma per la provincia di Torino e più in generale per il Piemonte non basta cambiare le regole del mercato se sono continue le azioni di scippo nei confronti del nostro tessuto economico e produttivo”.</p>
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		<title>Odissea De Tomaso &#8211; La Gazzetta del Canavese &#8211; (M. Bersini)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:31:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[claudia porchietto]]></category>
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		<category><![CDATA[La Gazzetta del Canavese]]></category>
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		<title>Piemonte capofila per il diploma in apprendistato &#8211; Il Risveglio &#8211; (C. Porchietto)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cporchietto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[apprendistato in alta formazione]]></category>
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		<title>New Co.Cot: il Tribunale stacca la spina &#8211; Eco del Chisone</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cporchietto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eco del Chisone]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/EcoDelChisoneNewCoCot010212.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3529" style="margin: 5px;" title="EcoDelChisoneNewCoCot010212" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/02/EcoDelChisoneNewCoCot010212-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Cliccare sull&#8217;immagine per ingrandire</p>
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		<title>RELIGIONE, PORCHIETTO: ACCOLGO L’INVITO DEI SALESIANI, I GIOVANI SONO IL DOMANI</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 19:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cporchietto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Don Bosco]]></category>
		<category><![CDATA[Festa Don Bosco]]></category>
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		<description><![CDATA[“Ancora una volta il messaggio di Don Bosco dimostra la sua attualità in questo grave momento di crisi. I giovani sono il nostro futuro e posso assicurare che la politica regionale farà quanto nelle sue possibilità per sostenere i sogni dei più giovani”. Così l’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, Claudia Porchietto, commentando il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/01/donbosco_ragazzi.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3526" style="margin: 5px;" title="donbosco_ragazzi" src="http://www.claudiaporchietto.it/wp-content/uploads/2012/01/donbosco_ragazzi-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" /></a>“Ancora una volta il messaggio di Don Bosco dimostra la sua attualità in questo grave momento di crisi. I giovani sono il nostro futuro e posso assicurare che la politica regionale farà quanto nelle sue possibilità per sostenere i sogni dei più giovani”. Così l’assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale, <strong>Claudia Porchietto</strong>, commentando il messaggio inviato dal Rettore Maggiore ai Giovani del movimento salesiano &#8220;<em>Non potete uscire dal pantano nel quale siete bloccati, non potete gustare aria di libertà fuori dalle prigioni di questo grigiore storico, se non è dato anche a voi il tempo e la forza di sognare. Le visioni hanno trasformato i nostri padri in profeti capaci di incidere nella vita dei loro contemporanei</em>&#8221; (Don Bosco).</p>
<p>“La positività del messaggio salesiano – conclude <strong>Porchietto </strong>– non da forza solo ai giovani ma anche a chi si trova ad operare con deleghe sul lavoro in uno dei momenti più difficili della storia italiana. Il mio sogno per questo mandato amministrativo è di invertire i dati sconfortanti sulla disoccupazione giovanile piemontese: un sogno che deve fondarsi sulla forza delle azioni di governo ma anche sulla capacità del Piemonte di fare sistema credendo nelle proprie potenzialità e nei propri figli”.</p>
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