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Restart Piemonte, la ripresa inizi dalla nostra Regione

05.06.2013

Oggi durante l’incontro con il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, la Regione oltre a rappresentare quella serie di best practices e azioni mirate che ha attivato dall’inizio della legislatura per sostenere il proprio tessuto produttivo e il proprio mercato del lavoro, domanderà al ministro la disponibilità di siglare un Protocollo d’Intesa per il Rilancio della regione (“Restart Piemonte”). Si è utilizzata l’espressione restart non a caso, visto che l’intenzione che ci si prefigge è quella di ricominciare proprio dal Piemonte per una nuova stagione di politiche industriali e di sviluppo.

In questi anni gli enti locali, grazie anche ad una seria concertazione con le parti sociali, hanno dovuto sostenere spesso in solitudine gli effetti della crisi. Non sfugge d’altra parte a nessuno che i piani di re-industrializzazione, la misura sul sostegno all’acquisizione di aziende in crisi, il supporto preventivo ai piani di sviluppo delle aziende in pre-crisi e l’iniezione di liquidità che verrà apportata alle imprese grazie all’utilizzo dei 75milioni di Fondi Bei sono tutti interventi a disegno Regionale.

Questi interventi, pur importanti perché hanno messo a sistema una rete di collaborazione fattiva tra soggetti che nella pre-crisi spesso dialogavano a singhiozzo (un patrimonio che dovremo conservare con cura), però non sono sufficienti se ad essi non si legano interventi nazionali strategici.

Partendo da queste considerazioni oggi chiederemo al Ministro chiederemo garanzie:

  • sul tema del credito alle aziende: in particolare dobbiamo contare sui fondi di contro-garanzia, indispensabili per evitare che il peggioramento del rating faccia chiudere nuove aziende, bloccando loro le linee di credito;
  • su interventi specific per settori strategici del nostro tessuto produttivo: il Piemonte ha indicato quattro comparti che sarebbero determinati perché portano con sé anche una filiera di pmi considerevole. I quattro comparti indicati sono: automotive, poli della grafica, edile e tessile;
  • sulla sperimentazione in Piemonte di un’area speciale: quella già tratteggiata su tutta la Val di Susa che può diventare laboratorio per lo sviluppo in Italia. Entrando meglio nel dettaglio pensiamo ad un progetto Smart Susa Valley capace di creare un sistema socio-economico di valle basato sulla connettività, l’efficienza energetica, la eco sostenibilità, la sicurezza e l’attrattività.

Roberto Cota e Claudia Porchietto

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