ClaudiaPorchietto.it News

Boldrini figlia di una politica che non impara dai propri errori

11.04.2013

Mi spiace ma in questo Paese i partiti, se vogliono sopravvivere all'ondata di antipolitica che li sta investendo, devono cambiare pelle e perdere le cattive abitudini che hanno maturato durante un "mondo" che non esiste più.  L'atteggiamento con il quale la presidente della Camera Boldrini ha accolto ieri, durante la Biennale della Democrazia, le rimostranze di un gruppo di profughi va nella direzione diametralmente opposta. La sua risposta "Un grande Paese come l’Italia può far fronte a flussi migratori consistenti basta investire di più nello Sprar. Riferirò al ministro competente" è figlia di una politica che non impara dai propri errori. Una politica sbagliata che dice di potersi occupare di problemi ai quali non potrà in alcun modo far fronte.

Dico questo perché lo slogan che era pronunciato a grande voce dai manifestanti era "casa, reddito e dignità". Tre elementi che oggi la politica non riesce a garantire neppure ai propri cittadini, figuriamoci a delle minoranze. Tre richieste legittime, è ovvio, ma che se vengono disattese per gli stessi italiani non comprendo come il presidente della Camera possa, con coscienza pulita, impegnarsi a tutelare per questi profughi.

Oggi la politica deve preoccuparsi prima di tutto di ricostruire un patto forte e serio con i propri cittadini. Un "contratto sociale" capace di garantire quei diritti naturali e diffusi (casa, reddito e dignità sono tra questi) che, ormai da anni, non riesce più a promuovere, limitandosi a rincorrere vane promesse durante le campagne elettorali. E' ora di dire stop alla rincorsa dei problemi di minoranze quando non vi è certezza nella soluzione di quelli macroscopici che ormai purtroppo investono l'intera collettività.
Bisogna rimboccarsi le maniche e ricostruire un'Italia che è a pezzi. Non molto distante dall'Italia che si trovano i nostri nonni e i nostri padri nel Secondo dopoguerra. Anzi forse un'Italia che sta ancora peggio, perché dilaniata da problemi morali e sociali che colpiscono trasversalmente la nostra classe dirigente e anche gran parte della nostra società.

I partiti si preoccupino di ricostruire i capisaldi di questo Paese: un tessuto produttivo sano, competitivo, innovativo; un ruolo da protagonisti e non servente nei confronti dell'Europa; una architettura statale moderna, efficiente, snella e soprattutto una politica onesta, leale, pragmatica, rispettosa e ambiziosa. Ambiziosa, questo punto è essenziale, non per mire di basso cabotaggio bensì per renderci di nuovo protagonisti nel mondo.

Solo allora scopriremo che i problemi di quelle minoranze che oggi rincorriamo, ponendoli al centro del dibattito ipocritamente per la contingenza del momento, in gran parte si risolverebbero da soli. Perché in una società compiuta, le disparità sono attenuate e anche più facilmente risolvibili.

Claudia Porchietto

 

 

 

ultimi articoli

Torino allo sbando. Altro che capitale e Gran Torino

C'era una volta Torino capitale. Potrebbe essere questo l'incipit più efficace per raccontare lo stato di salute del capoluogo sabau [...]

Leggi tutto

Dal Governo un grande per bluff per i piccoli Comuni

Che con l'avvento di Renzi il Partito Democratico sia sopravvissuto elettoralmente grazie a una massiccia dose di mance é cosa nota: pri [...]

Leggi tutto

Sosteniamo le neo-mamme e i neo-papà sul lavoro

La maternità e la paternità non possono essere vissute come un peso. Eppure sempre più spesso ci troviamo a leggere e commenta [...]

Leggi tutto

Vedi tutte le notizie di prima pagina

Scarica il PDF

news

martedì 17 ottobre 2017
Start

video

Intervento Claudia Porchietto sull'emergenza profughi

Una frase del mio intervento: "I pochi esempi che portano i media sui profughi sono quelli brillanti che però coinvolgono solo piccole

newsletter

Inserisci la tua mail per ricevere i comunicati ed essere aggiornato sulla mia attività politica

dai comuni

Tutte le novità, notizie e riflessioni riguardanti il tuo Comune di residenza segnalate dagli amici amministratori locali e dagli elettori. Uno spazio libero per il dibattito.

Piemonte