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La reale situazione economico finanziaria della Regione Piemonte. Saranno anni difficili

08.02.2013

Cari amici,

nei giorni scorsi con il Presidente della Regione, Roberto Cota, ho presentato alle parti sociali (rappresentanti datoriali e sindacati) la "reale" situazione economico finanziaria della nostra regione. Cioè quei numeri che se correttamente letti ed interpretati, fanno capire i motivi per cui in questi due anni e mezzo di legislatura abbiamo dovuto rinunciare a tanti interventi e iniziative di politiche territoriali. Interventi fondamentali per il Piemonte, ma che avrebbero necessitato di risorse importanti, che nel passato sono state impegnate senza le doverose verifiche.

Abbiamo ereditato una situazione fuori controllo. Per anni si è speso più di quanto si poteva, ed oggi la posizione debitoria ammonta a diversi miliardi, i costi superano ampiamente i ricavi (vale a dire le entrate dell'ente) e tutto ciò comporta: l'impossibilita di intervento su vari fronti, la necessità di efficientamento e la razionalizzazione della spesa regionale.

Ma attenzione, fino ad oggi chi ci ha preceduto, ha sempre obiettato che accusavamo senza prove , che non eravamo in grado di amministrare, giocando sul fatto che quando si parla di conti pubblici non è così automatico fare un'azione di ricognizione e controllo. Il bilancio di una Regione ha regole complesse, non è immediatamente intellegibile, cosa più facile quando si tratta di un'azienda o semplicemente della gestione di un budget familiare. Abbiamo lavorato mesi (non volevamo presentare numeri non ampiamente verificati) ed oggi siamo in grado di mettere nero su bianco una situazione drammaticamente difficile.

Non nascondo che da dottore commercialista, quando ho avuto contezza di questa situazione mi sono "spaventata". E mi sono chiesta se era possibile che per anni si fosse gestito solo in modo "politico" il bilancio della Regione, ma sarebbe troppo articolato e lungo approfondire nel dettaglio come è stato costruito il bilancio per molto tempo e non voglio abusare della vostra pazienza, ma semplicemente informarvi ...

Come potete vedere nella tabella 1, l'indebitamento negli ultimi sei anni (dal 2005 al 2011 tenendo conto che la nostra azione operativa ha valenza solo dal 2011 essendo il bilancio previsionale dell'anno 2010 preso in carico dalla precedente gestione), è salito da 5,3 a 11,7 miliardi di Euro. Cifra mai evidenziata anche perché due operazioni che compaiono nella tabella alla colonna 2011, non sono di competenza di quell'anno, ma le abbiamo accertate nell'anno 2012 e riguardano per 900 milioni impegni di spesa nei confronti della sanità regionale CANCELLATI dal bilancio regionale (ma spesi dalle ASL). È inoltre emerso un mutuo acceso con Unicredit per 510 milioni, non iscritto in bilancio, quindi una zavorra aggiuntiva ai debiti cumulati, pari a UN MILIARDO e 400 milioni!!!  Sorprese queste che ci siamo trovati dopo aver, con molta fatica ricostruito i movimenti contabili.

 

Ma perché è aumentato il debito? 


Lo vedete nelle tabelle 2-3, si notano impegni di spesa sempre superiori agli accertamenti di Entrate, un progressivo taglio dei trasferimenti dallo Stato e dalla UE,  pagamenti puntualmente superiori agli incassi effettivi. Queste le reali cause che hanno portato a questo debito esponenziale.

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

Tra il 2005 e il 2011 la differenza tra accertamenti di Entrate, che si sono attestate su 71,9 miliardi, e impegni di spesa, pari a 78,4 miliardi, ha portato ad un disavanzo di circa 6,5 miliardi: coperti con cosa? Con nuovi MUTUI, quindi con una crescita del debito. Un po' come un padre di famiglia che guadagna 1000 euro al mese e continua a spendere 1300 euro al mese coprendo i 300 euro sempre chiedendo prestiti. Alla fine il debito aumenta lui deve pagare gli interessi e la cifra è talmente alta da non riuscire più neanche a pagare  gli interessi, figurarsi rimborsare il prestito!

Contestualmente lo Stato ha ridotto drasticamente il trasferimento di soldi e la Regione non è riuscita a  ridurre le spese e, onestamente, in parte non lo ha fatto anche per non ridurre i servizi resi alla collettività (pensiamo alla spesa sanitaria che si dovrebbe basare sul trasferimento di sole risorse nazionali), ma questo chiaramente a discapito dell'equilibrio di bilancio (vedi tabella 4).

 

 

Che cosa possiamo fare?


Abbiamo già fatto molto, ma molto ancora andrà fatto. La spesa regionale negli ultimi due anni si è ridotta di quasi 1 MILIARDO  mentre l'efficientamento della spesa sanitaria, che è un capitolo a parte, ma ricordo rappresenta più dell'80% dell'intervento regionale in tema di risorse, ha già dato un risultato positivo, seppur ancora insufficiente, con la riduzione di spesa pari a circa 200 milioni di euro (vedi tabella 5).

Questo sforzo non basta però. Ad oggi, come si vede dalla tabella, il disavanzo primario, (vale a dire prima del conteggio degli oneri finanziari), ammonta ancora a 500 milioni all'anno: in quanto dobbiamo contribuire con risorse regionali, in aggiunta a quelle nazionali, per coprire i costi della sanità. Per inciso un tempo la cifra stabilita per contributo regionale alla sanità ammontava a più di 400 milioni all'anno, cifra che veniva iscritta a bilancio ma materialmente non trasferita alle aziende sanitarie.  Lo sbilancio fra entrate e spese correnti si è, quindi, drasticamente ridotto ma ad oggi ammonta ancora a circa 100 milioni di euro e in più dobbiamo rimborsare anticipazioni finanziarie degli anni precedenti per circa 200 milioni. Tutto questo ci porta  al disavanzo detto in premessa (vedi tabella 6).

Tutto ciò oggi ci porta ad una situazione davvero drammatica che ci spinge ad essere assolutamente  intransigenti nella nostra azione di razionalizzazione della spesa e contenimento del debito, per non consegnare a chi verrà una Regione nel baratro! 
A molti di voi verrà subito da dire "bravi anziché tagliare i servizi tagliatevi lo stipendio" e capisco lo sconforto. Vorrei però che vi soffermaste sull’'ultima  tabella. Guardate la voce Consiglio regionale: quello che vedete è il costo complessivo del funzionamento del Consiglio Regionale compresi anche i costi della politica. Bene, se anche azzeriamo tale costo parliamo di una goccia nell'oceano, quindi più che azzerare il compenso, chiediamo a tutti noi di operare seriamente e con competenza ed efficienza, se no a casa... La Giunta sta lavorando  giorno e notte nel tentativo di salvare la Regione da un DEFAULT non scontato, ma che potrebbe anche prospettarsi (vedi tabella 7).

Per far questo abbiamo bisogno che tutti capiscano la reale situazione e prendano atto che stiamo sacrificando servizi necessari ma non indispensabili, per far ripartire la macchina. Saranno ancora anni duri e difficili, prospettiamo di poter  riportare in bonis il sistema regionale nel 2015, a patto che noi si possa lavorare senza essere messi sempre alla gogna.

Non è tempo di accapigliarsi per dire e imputare la colpa a uno o all'altro, i numeri non mentono e noi non abbiamo tempo da perdere. Non vogliamo però passare per cialtroni, per incompetenti, che oggi tagliano servizi non per necessità ma per incapacità. Tali informazioni vi sono dovute e spero possiate voler condividere con noi anche le prossime informazioni su questo piano di risanamento.

 

Claudia PORCHIETTO

 

 

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