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La carica della società civile al centrodestra

18.11.2012

Che cosa resta del popolo di centrodestra? A chiederselo sono in molti, soprattutto in una provincia “difficile” come quella torinese, e in un periodo nel quale, da quella parte del fronte politico, emergono più le macerie dell’era d’oro berlusconiana che non i cantieri per la costruzione di una nuova casa comune dei liberali e popolari italiani. Un centrodestra ridimensionato dagli scandali nazionali e locali, dalla lotta per la successione alla corona di leader, da un astensionismo moderato diventato primo partito italiano e dalle spire soffocanti dell’antipolitica populista e qualunquista.

In un contesto del genere è già di per sé una notizia che un’associazione culturale, Orizzonte Futuro, si sia cimentata riempendo ieri, un sabato mattina, la sala della Galleria d’Arte Moderna di Torino con oltre seicento persone, al fine di richiamare l’attenzione dell’attuale classe dirigente di centrodestra su alcuni temi che oggi sono orfani di una rappresentanza politica. La notizia si fa ancora più interessante se si pensa che nel panel dei relatori a parlare non saranno i soliti generali, colonnelli, ufficiali e sottoufficiali del centrodestra, i quali staranno tra il pubblico (è prevista la presenza di due ex Ministri il senatore Maurizio Sacconi e l’onorevole Maria Stella Gelmini, il vice presidente del gruppo Pdl al Senato Gaetano Quagliarello e la relatrice per il pdl della legge sull’Agenda Digitale Deborah Bergamini, l’ex presidente della Regione Piemonte il senatore Enzo Ghigo), bensì noti e qualificati rappresentanti della società civile come l’imprenditore Fabrizio Cellino, il presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Egida Giuseppe Reale, il presidente dell’Atc di Torino Elvi Rossi, il presidente di Piazza dei Mestieri Dario Odifreddi e il sindaco del Comune di Villafranca Piemonte Agostino Bottano e infine dall’assessore piediellino al Lavoro Claudia Porchietto, certo un politico ma sempre fortemente legato al mondo della società civile e della rappresentanza imprenditoriale.

Guardando ai temi trattati e facendo alcune chiacchiere con alcuni dei relatori si comprende come quello che verrà presentato sabato potrebbe essere un vero e proprio manifesto elettorale per un partito che avesse voglia di ritornare in mezzo ai cittadini, occupandosi delle sue basilari e elementari esigenze. Sabato verrà presentata un’articolata proposta di riforma fiscale, (i cui capisaldi saranno l’equità, la lotta all’evasione, una riduzione delle imposizioni sulle aziende che creano lavoro con l’abbattimento dell’Irap dall’attuale aliquota del 3,9% allo 0,92% e un nuovo rapporto tra fisco e contribuenti). Verrà inoltre lanciato un nuovo approccio sulle politiche di welfare che dovrebbero legarsi a doppio filo non solo alla lotta alla povertà ma anche a tutte quelle nuove fragilità che stanno minando la famiglia. Proprio in questa ottica verrà proposta la realizzazione di una fondazione pubblico-privata per sostenere i familiari che hanno anziani o disabili mentali o fisici in casa. Un modo per diminuire i costi per l’ente pubblico e per aumentare i servizi per i soggetti deboli. Verrà poi proposta l’idea di una nuova legge Fanfani per realizzare il più grande piano nazionale per la costruzione di alloggi popolari che l’Italia abbia conosciuto dal 1949 ad oggi. Ci sarà spazio anche per richiamare la politica nazionale sia all’esigenza di rivedere la funzione dei Comuni all’interno di un’architettura statale in divenire (a causa dell’accorpamento delle province, della realizzazione delle aree metropolitane e dell’introduzione del federalismo), sia per una revisione totale del patto di stabilità legato al riconoscimento della virtuosità dell’ente locale. Insomma un vero e proprio nucleo di idee programmatiche forti per un’area politica orfana di leadership e idee in grado di incarnare un Paese alternativo alle sinistre.

Emblematico che l’unico esponente politico presente tra i relatori sarà Claudia Porchietto la quale, dicono i ben informati, chiederà al gotha del partito presente in sala un cambio di marcia sostanziale per ritornare a rappresentare l’area liberale e popolare della società civile con la forza delle idee e non delle posizioni di rendita. Per lei le primarie sono uno strumento utile solo a condizione che si accompagni ad una nuova vision, capace di tornare a incarnare le istanze del paese reale. Un “paese reale” che oggi lei definisce troppo lontano da quelli che i partiti nazionali di destra e sinistra pongono come punti prioritari della propria agenda politica. E’ necessario secondo il Porchietto pensiero riappassionare i cittadini alla partecipazione attiva con la forza delle idee, delle proposte e delle soluzioni alle istanze dei cittadini. Un modo per offrire un’alternativa all’antipolitica e per ridare un senso di fiducia in particolare all’anello più debole della nostra comunità in questo momento, i giovani.
 

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