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Un consiglio dal Corriere della Sera: la reputazione di un professionista si costruisce anche on line

19.10.2012

Non solo curriculum vitae, titoli di studio ed esperienze di lavoro. Oggi è il web lo strumento principe per creare una reputazione professionale. Dunque è fondamentale occuparsi del proprio personal branding online . Come? Il primo passo è cercare il proprio nome sui motori di ricerca: «L ’ego surfing è la principale chiave di lettura per capire a che punto è la nostra reputazione.

È necessario farlo periodicamente - commenta Francesca Parviero, social media HR manager - e da diversi pc perché i risultati cambiano: potete usare Google Alert». E visto che sono i profili sui social network ad occupare i primi posti nelle ricerche su Google sono anche i primi a dover essere curati nel dettaglio. Non bisogna quindi dimenticare di utilizzare accorgimenti adeguati su ogni social. Il primo da prendere in considerazione è Linkedin: «Valorizzate sempre il linguaggio seo del vostro profilo con parole chiave. Chiedetevi: «Che termini cercano le aziende per trovare candidati per questa posizione? E inseriteli nel vostro cv», spiega l’HR consultant Lorenzo Pulici. Fondamentale creare un profilo completo e collegarlo ad altri materiali che ci riguardano come presentazioni, pubblicazioni o portfoli su Slideshare.net, nell’applicazione box.net o cv grafico su visualize.me.

Sia su Linkedin sia su Facebook è utile seguire gruppi e profili delle aziende di interesse e parteciparvi con commenti e domande per farsi conoscere. Facebook è considerata la nota dolente della reputazione sul web. La sua vocazione leisure conduce a inserire commenti e immagini personali. «Non è necessario non farlo, basta tenere controllate le impostazioni sulla privacy», continua Parviero. Altro canale fondamentale per costruire un brand forte è Twitter dove, per creare una rete di contatti in linea con la propria professionalità, è necessario trattare tematiche del proprio settore in maniera originale ed essere certi che siano percepite correttamente: «Lo possiamo accertare controllando le liste di cui facciamo parte: se qualcuno è in molte liste che hanno un termine Seo nel nome legato a un determinato settore è probabile che quella persona si occupi di quell’argomento e lo faccia bene», commenta Cristina Maccarrone, direttore del social magazine Walk on Job. Tra gli altri "trucchi" per creare un brand forte: twittare commenti agli eventi di settore a cui si partecipa con gli hashtag ufficiali, monitorare come si comportano utenti che stimiamo e imitarli.

Ma il web non è solo testo: «Ognuno deve trovare la "voce" che meglio lo rappresenti. Non siete scrittori eccezionali? Inutile puntare su un blog. Potete invece comunicare voi stessi, le vostre competenze e passioni con i social d'immagine e video come Pinterest o Youtube», suggerisce Tommaso Sorchiotti, autore del libro Personal Branding. Infine esistono strumenti per controllare la web reputation: su Topsy.com basta inserire il proprio nome per verificare su che siti e da chi si è stati nominati, socialmention.com mostra le top words legate al nostro nome e i ranking della nostra reputazione e su Twitter Tweet Alert e Mention notifier tengono d'occhio chi ci menziona.

 

di Giulia Cimpanelli - Corriere della Sera

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