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Non dobbiamo avere paura di difendere la nostra storia e i nostri valori. Non possiamo comportarci come una cultura in via d'estinzione

04.12.2015

Non possiamo e non dobbiamo avere paura di difendere le nostre tradizioni. La tentazione lo so è forte dopo il massacro di Parigi, ma non è dando un colpo di spugna alla nostra storia e ai nostri valori che vinceremo una battaglia che è economica prima che culturale. Non può infatti sfuggire a nessuno che l'Isis, così come tutte le organizzazioni terroristiche integraliste, utilizza l'argomento religioso come pretesto a fini esclusivamente di matrice economica e di interessi geopolitici.

Partendo da queste convinzioni non si può che essere preoccupati nell'osservare eventi come quelli avvenuti nella scuola di Rozzano, dove un preside aveva cancellato la festa di Natale ribattezzandola con una generico festa dell'inverno. Una scelta volta a non urtare le sensibilità di alcuni. In questa decisione si sintetizza l'ipocrisia di una certa parte del Paese che invece di includere, cercando di spiegare, divide mettendo all'indice la nostra cultura. Questa tendenza mi spaventa in particolare perchè vedo una Italia che sempre di più rincorre le esigenze di piccole minoranze ben organizzate, cercando di farle diventare maggioranza nell'opinione pubblica.

Sinceramente mi aspetterei molto di più dai nostri educatori: credo cioè che dovrebbero sforzarsi di spiegare, a chi è appena arrivato in Italia e in particolare ai più piccoli, la nostra idea del mondo, dei diritti, dei valori. Perchè è proprio quella vision che ci ha fatti diventare quello che siamo: cioè un paese dove chi sta peggio vuole venire ad insediarsi e cercare fortuna. E' troppo facile optare per la scelta educativa di evitare puntualmente il confronto invocando la preoccupazione di urtare le sensibilità altrui. Peraltro una politica della "ritirata strategica" che caso strano ricade solo laddove siano in giochi i valori cristiani e quelli espressi dalla nostra Costituzione e non invece argomenti quali quelli della LGBT.

E' per questo che ho deciso di aderire all'iniziativa #UnPresepeInOgniScuolaeInOgniPiazza. Un modo per sollecitare le istituzioni a non avere paura e a continuare a difendere il diritto alla nostra cultura. Non possiamo considerarci in via d'estinzione e quindi vivere sulla difensiva ma dobbiamo essere fieri di una tradizione che ci ha aiutato ad essere protagonisti in Europa e nel mondo.

Claudia Porchietto


  
 

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