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Aumenti fino al 100% per le tasse universitarie. Un errore strategico

30.07.2012

Università, tasse più care per i fuoricorso. Con i nuovi tre scaglioni in base al reddito che il Governo Monti sta imponendo graveranno su questi ragazzi dal 25% al 100% di rincari. Un vero e proprio salasso se si conta che già oggi uno studente fuoricorso paga circa 2400 euro all'anno.

Una prima fascia di fuoricorso dovrà pagare fino al 25% in più, rispetto a quanto versato dagli studenti in corso, se il reddito Isee è inferiore a 90.000 euro. Il tetto sale al 50% per chi ha un Isee familiare tra 90.000 e 150.000 euro, mentre potrà arrivare fino al 100% in più per gli studenti con Isee familiare superiore a 150.000 euro. La norma prevede anche che gli introiti siano destinati, per il 50%, alle borse di studio e per il resto a interventi di sostegno a servizi abitativi, di orientamento, di ristorazione e di assistenza. 

Il Governo e il ministero dell'Istruzione pare aver adottato la linea fuoricorso=bamboccioni. Una tesi che soffre di un qualunquismo disarmante e che finirà per penalizzare il livello d'istruzione dei nostri figli. Se si vuole aumentare il numero dei laureati è necessario lavorare sulla qualità e motivazione dei docenti prima di toccare gli studenti e i figli.

Personalmente credo che questa scelta costituisca un errore strategico. In primo luogo già oggi le tariffe per i fuoricorso sono eccessive visto che la maggior parte di questi ragazzi non frequentano i corsi, non costituendo quindi costi reali per l'Università. Penalizzandoli non si stimoli i ragazzi a finire e si rischia paradossalmente un alto livello di abbandoni con le conseguenti ricadute negative sia in termini economici sia di riduzione del numero di futuri laureati.

In secondo luogo reputo che l'aumento indiscriminato delle tasse universitarie stimoli indirettamente l'inefficienza nella gestione finanziaria dell'Accademia. Nuove risorse che alla fine dei conti andranno a mitigare quella spending review avviata con l'ex ministro Gelmini: taglio dei trasferimenti per evitare i corsi fantasma per accontentare le solite baronie.

Non sarebbe stato meglio abbassare al minimo le tasse per i fuoricorso che non frequentano e invece prevedere una tariffa ad esame? Insomma incassi in base al servizio che offri. Comprendo che sarebbe un salto culturale epocale per l'Italia, ma di questi tempi qualche rivoluzione ci vorrebbe per dare nuovi stimoli al Paese.

Claudia Porchietto

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