ClaudiaPorchietto.it Edicola

Imprese, il primo nemico è la burocrazia

02.10.2012
La Stampa. Scritto da Mario Alfieri Milano 

Non solo tasse e gap infrastrutturale tra gli extracosti che penalizzano la competitività delle imprese italiane, rendendole dipendenti dal credito bancario ed esposte alla piaga dei ritardi di pagamento, il vero killer di artigiani, commercianti e padroncini che lavorano sul mercato domestico. Ci sono altri nemici meno visibili ma altrettanto letali perché presentano costi non calcolabili ex ante sui bilanci: sono gli adempimenti fiscali e burocratici. «Per paradosso un’alta tassazione è già prevedibile a inizio anno quando si fanno i budget e si pianificano gli investimenti», spiegano da Confindustria. «Gli adempimenti invece sono più subdoli: quando entri nel tunnel non sai come e se ne esci», tagliano corto dalla Confartigianato.

Cominciamo dagli adempimenti fiscali. Secondo l’indagine Banca Mondiale-Doing Business 2012, le aziende italiane impiegano 285 ore l’anno (pari a 36 giorni lavorativi) per sbrigare tutte le procedure necessarie al pagamento di tasse e contributi. Un vero record, maggiore del 46% rispetto al valore medio dei Paesi Ocse (195 ore). Addirittura del 75% rispetto ai Paesi Ue. Un extra tempo che produce costi aggiuntivi alle imprese per 2,6 miliardi l’anno ed è figlio di un numero maggiore di procedure (per assolvere gli obblighi fiscali in Italia ne servono 15 contro una media Ue di 10). Persino i Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa), con 13, fanno più svelti del Belpaese.

Discorso un po’ diverso per gli adempimenti burocratici. Sempre per Doing Business, avviare un’attività economica in Italia nel settore industriale o commerciale, aprire una Srl con sede a Roma e un capitale iniziale pari a 10 volte il reddito pro capite, è mediamente facile. Nel dettaglio: in Italia servono 6 procedure/ passaggi tra i fondatori della società e i soggetti esterni autorizzativi (agenzie governative, avvocati, notai, revisori dei conti etc). Un numero di poco superiore alla media Ocse (5) ma meglio di Paesi «deregolati» come Usa e Regno Unito (6) o efficienti come la Germania (9). Rispetto all’area Brics, poi, siamo a più della metà (11). Oltre che facile è anche veloce. Sulla carta servono appena 6 giorni; nei Paesi competitor di Eurolandia e area Ocse ce ne vogliono il doppio (rispettivamente 13 e 12 giorni). Addirittura in Germania 15.

Il punto però è che le procedure sono snelle ma l’avviamento (servizi legali o professionali, spese notarili, bolli e acquisto dei libri contabili) è eccessivamente costoso (in attesa di capire che applicazione avrà la formula «un’impresa ad un euro» varata dal governo Monti). Se si prende a riferimento il reddito pro capite,

Scarica il PDF

news

martedì 17 ottobre 2017
Start

video

Intervento Claudia Porchietto sull'emergenza profughi

Una frase del mio intervento: "I pochi esempi che portano i media sui profughi sono quelli brillanti che però coinvolgono solo piccole

newsletter

Inserisci la tua mail per ricevere i comunicati ed essere aggiornato sulla mia attività politica

dai comuni

Tutte le novità, notizie e riflessioni riguardanti il tuo Comune di residenza segnalate dagli amici amministratori locali e dagli elettori. Uno spazio libero per il dibattito.

Piemonte